domenica 6 agosto 2017

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

No, nulla a che vedere con il film dalla colonna sonora carina tranne le brutture di Venditti....



Vi parlo della MIA notte prima degli esami e, come nel film, dei giorni che hanno preceduto la maturità.



Le materie che costituivano "terreno" d'esame erano elettrotecnica, Misure elettriche, Impianti elettrici ed (ovviamente) Italiano, Io ho "portato" Elettrotecnica come prima materia ed Italiano come seconda, studiavo spesso da solo, con metodo, ma anche con qualche grattacapo, la mia ragazza se ne era andata in Germania a fare la ragazza alla pari con lo scopo di portare il proprio tedesco a livello professionale, giuro, non sto scherzando, tuttavia data la mia testardaggine mi ero buttato a pesce nello studio continuando a sognarla notte dopo notte.



Per quanto riguarda lo studio “collettivo” lo dividevo con Vax, Zulu e Claudio, i quattro moschettieri tutt'ora compagni di merende, lo studio a dire il vero veniva spesso deviato da troppi goccetti di Ballantines, Pernaud e salatini vari, in elettrotecnica ce la cavavamo tutti piuttosto bene, ma in Italiano solo Claudio ed io eravamo all'altezza della situazione.



Io temevo la quarta materia, Impianti elettrici era la materia del membro interno, un Ingeniere poco portato all'insegnamento e decisamente troppo pieno di se per ammetterlo, per gli ultimi due anni avevo avuto con lui sottili battibecchi che mi erano costati un punto in meno nella valutazione, ma io lo reputavo un pessimo insegnante e per lui ero un alunno borioso, la cosa coinvolgeva anche Dario, un soggetto di pochissime parole, ma scritte nel granito che l'aveva messo in lieve, ma costante difficoltà per tutto l'ultimo biennio.



Un pomeriggio (-4 dal primo scritto) decido di andare a casa di Guido per buttare giù una simulazione del tema di esame, ci accampiamo nel salotto ed iniziamo a sfogliare l'ultima settimana di quotidiani, Guido sarebbe diventato geometra ed entrambi decidemmo di gettarci sul tema di attualità, fra gli articoli pubblicati nell'ultimo periodo il corriere della sera aveva un bell'articolo sulla crisi energetica e sulle possibili fonti di energia “pulita” a firma di un Vittorio Feltri assai distante dalle attuali posizioni.



L'articolo aveva una buona struttura, portava tesi condivisibili ed auspicava soluzioni dotate di una certa logica, decidemmo di effettuare la nostra simulazione su di un tema basato sulla crisi energetica e le possibili soluzioni.



Il giorno -3 lo trascorsi sui problemi di elettrotecnica posti come tema d'esame dal 1954 al 1977, li avevo già svolti tutti, mi resi conto in cinque ore che avrei saputo risolverli tutti brillantemente, finii la giornata con un ripasso sulle macchine elettriche.



-2 Ci trovammo con Tazio, un laureato in sociologia che improvvisò la classica interrogazione nella amteria che Vax e Zulu temevano più di ogni altra cosa, Italiano, alla fine della simulazione la sentenza fu chiarissima, io dovevo solo organizzarmi un po', idem per Claudio, ma aggiunse che Vax e Zulu erano praticamente fottuti, ma la cosa era più che altro una battuta per mollare la tensione....



-1 Decisi di non vedere nessuno, di non aprire nessun libro e di non fare nulla, dormii parecchio, ma il pensiero di lei si intrufolava in ogni pertugio e tener duro fu un bell'esercizio di tenacia.



D-Day

Tema di Italiano, apertura delle buste. Tema storico, tema di letteratura, poi l'attualità, CRISI ENERGETICA E POSSIBILI SOLUZIONI...



Signori è andata esattamente così, Guido ed io abbiamo azzeccato il tema d'esame del 1979....



Scrissi cinque facciate fitte di dati, riscontri, certezze ed ipotesi scientifiche, azzardai persino un accusa ai governi di allora per la mancanza di una seria pianificazione energetica nazionale, che ci crediate o no non stanno pianificando una beata fava neppure adesso!



D Day +1

Il secondo scritto era ELETTROTECNICA, il problema era l'unione di DUE problemi d'esame dati negli anni precedenti, nulla di complesso, negli ultimi due anni il Prof. Rossi ci aveva torchiato per bene e l'averci catalogato come una classe “VB” di seconda fascia (A e B erano classificate la crema delle sezioni di elettrotecnica nel mio istituto) mi diede un ulteriore carica, ricordo ancora la sua espressione mentre agli ultimi colloqui disse a mio padre (non a me che ero lì accanto) che non mostravo il sacro fuoco per l'apprendimento, gli risposi, benchè non interpellato, che per me studiare elettrotecnica non differiva poi molto dallo studiare diritto o Filosofia.



Finii il tema in un ora e mezza, feci in tempo a passare la formula del rifasamento a Zulu (dietro di me come posto) scrivendogliela su di una pagina interna del manuale di elettrotecnica con tanto di passaggi e calcolo...., il manuale è ancora con me, dietro la mia schiena metre scrivo, insieme ai testi di lettrotecnica ed elettronica industriale.



Gli scritti erano andati alla grande. Poi arrivarono le pubblicazioni della seconda materia........, ovviamente Dario ed io eravamo gli unici a cui era stata cambiata, io avevo Misure elettriche, il bastardo si era vendicato, ma io gli avrei dato filo da torcere.



L'orale volò via come un soffio, una domanda di elettrotecnica semplice, una complessa che spiegai brillantemente, il professore mi chiese se volessi continuare all'università, risposi che probabilmetne vevo già un posto di lavoro (era vero!) commentò con un "che peccato", misure elettriche, il prof attaccò con una domanda banale, gli chiesi di andare oltre (l'arroganza dei 19 anni) mi chiese qualcosa di molto tecnico sul moto dei contatori, nessun problema, con il prof di italiano vedemmo poi il mio tema, non vidi nessuna correzione tranne un ossessiva cancellatura dei puntini sulle i che io sposto semrpe sulla lettera dopo!



Mi ero giocato i 60/60 per una coglionata..



Maturità tecnica con 56/60......



Breve vacanza e subito lavoro, servizio militare e di nuovo lavoro.....

Un tour de force che continua dopo 38 anni........
Francamente sto detestando non poco la legge Fornero.....



PS

Qualcosa del mio modo di affrontare le cose devo averlo trasmesso a mia figlia, alla SUA maturità ha fatto un errore di eccessiva sicurezza e si è giocata il 100/100......, ma si è laureata con 110 e lode ed ha conseguito con lode anche il successivo Master.....pugno di ferro in guanto di velluto, la migliore definizione possibile per la mia ragazza......



AH, come nel film vi dico dove diavolo si sono cacciati i miei quattro amici con cui ho condiviso speranze e rassegnazioni....



Vax: Capo del settore elettrico di una famosa acciaieria bresciana, in pensione anticipata per esposizione a materiale fissile ed asbesto, sposato, una figlia......



Zulu: direttore di un grande stabilimento tessile, ora in pensione per motivi di salute, oggi stimatissimo progettista elettrico, una figlia ed un figlio ben instradati...



Claudio: Architetto con affermatissimo studio, nel consiglio di amministrazione di una banca, due figlie....



Guido: ha fatto fortuna con il settore immobiliare, attualmente gira con un Porche (ma nn chiedetemi il modello) dopo aver sposato una modella con cui ha avuto una figlia ho finito con il perderne le tracce...



Arturo..., bhè, continuate a leggermi ;-)) 

ITIS B.C. in una foto d'epoca....

LA COLLINA

Sono cresciuto in un piccolo appartamento in un paesello della bassa bresciana, una cucina con microscopico tinello, una sala da pranzo e la camera da letto dei miei genitori, appena ebbi compiuto sette anni, la nostra sala venne attrezzata per farci dormire, i nostri letti erano due paggetti (letti pieghevoli) che veninano approntati poco prima di andare a dormire, il che nelle serate d'inverno voleva dire subito dopo carosello, in estate, appena finita la scuola, ci trasferivamo dai nonni a qualche centinaio di metri da casa (vedi il post ESTATI) e potevamo scatenarci, ma per irestanti mesi questo piccolo appartamento era il nostro castello, dalla terrazza e dalle nostre finestre godevamo della vista di una collina prevalentemente coltivata a vite, la mattina in inverno il sole sorgeva giusto dietro la cascina che vedevamo sulla sua cima, ma prima il cielo veniva riempito da colori meravigliosi.

In primavera non era raro che ci si avventurasse sulle pendici della collina, la strada d'accesso partiva dallo stradone principale, ogni volta che vi andavamo mamma ci raccomandava di stare attentissimi, ma di pericoli non ve n'erano davvero, dallo stradone alla fine della via in cui abitavamo, dedicata al patriota bresciano Tito Speri, bastava fare venti passi per giungere alla stradina sterrata al cui angolo vi era una fontana in ghisa, da lì iniziava l'avventura, decsi un giorno, in compagnia del fratellino,  di prendere appunti e di vedere dove sbucasse il viottolo, prima la discesa, un largo campo acquistrinoso sulla sinistra, non vi si coltivava nulla e le code di cavallo e le cannucce che vi crescevano indicavano chiaramente la presenza di acqua, proseguimmo passando accanto alla casa delle nostre cugine, poi il viottolo si restringeva e si inerpicava, trovammo la pelle di un "serpente" (una biscia) e ci allarmammo, cercammo dei bastoni e proseguimmo con molta cautela, dopo alcuni minuti giungemmo alla cima della collina, la strada costeggiava alcuni prati circondati da vigne, ne attraversammo uno e giungemmo al limite meridionale della colline, che corre  perpendicolare alla strada statale che unisce Brescia a Mantova.

La giornata era limpida, scorgemmo in distanza il duomo di Montichiari ed il castello che dal colle di San Pancrazio domina la cittadina, mio fratello mi chiese se si riuscisse a vedere la casa della zia Ada, ma gli risposi che era impossibile.

Ritornammo sul sentiero passando accanto al cascinale che vedevamo da casa nostra "e ora?" chiese mio fratello, gli risposi che andavamo fino alla fine della strada, passato il cascinale vidi un altro piccolo cascinale in cui sapevo vi abitasse Giannino, un mio compagno di classe bravissimo a catturare ogni tipo di animale, dagli scoiattoli ai fringuelli, la strada sterrata, appena disegnata una curva, ci mostrò un gruppo di case, alcuni bambini stavano giocando a pallone ed appena ci videro smisero di farlo, decidemmo di proseguire, passammo accanto ai loro sguardi diffidenti ed arrivammo in fondo alla strada.

Eravamo sbucati sulla strada comunale che portava alla frazione  del nostro comune a sud della collina, decidemmo di tornare  casa seguendo la via asfaltata, percorremmo via XV Giugno e poi tornammo nella nostra via, mio fratello mi tenne la mano ogniqualvolta si era sul marciapiede di una strada asfaltata, era un bimbo di poche parole, estremamente intelligente e dalla battuta fulminante nonostante la giovanissima età.

Arrivammo a  casa fra gli strepiti della mamma perennemente ansiosa, la nostra esplorazione era durata un paio di ore, il sole stava tramontando ed andando sulla terrazza vidi che la collina si stava tingendo di arancione.

La collina oggi è cambiata, non è più possibile percorrere il sentiero che ho descritto, in realtà buona arte della zona più alta è stata acquistata da una famiglia facoltosa che ha modificato la cascinetta in cui viveva Gannino ridisegnando un ampia porzione della collina stessa creando un enorme catino al cui centro vi è la sontuosa costruzione dalla cubatura dieci volte maggiore rispetto alla cascinetta originale.

Tempo fa avevo descritto la cascina in cui con i miei amici avevamo affitato due stanzoni (vedi post LA LUNA E LA VECCHIA CASCINA.)
esprimevo il rammarico per il fatto che i cambiamenti in fin dei conti non siano mai MIGLIORAMENTI e così è stato anche per la collina del Roccolo.

Nel comune in cui ora vivo vi è una maggiore attenzione verso natura ed ambiente, recentemente sono stati tracciati e ripuliti 22 chilometri di sentieri da percorrere a piedi od in mountain bike, è bastata questa iniziativa per far aumentare le presenze nei vari B&B ed agriturismi della zona, l'attenzione per l'ambiente è una risorsa, solo le menti vecchie ed ingorde lo utilizzano come un bancomat.

La parrocchiale del natio borgo vista dalla dall'inizio della collina del Roccolo....




 La quarta casa è quella che fu dei miei nonni materni.