mercoledì 7 maggio 2014

Il cherubino e l'angelo caduto

Un racconto basato sulle credenze religiose di questa parte di pianeta

Primi anni novanta, in una Milano ruggente, la gente si affollava in via Montenapoleone, le vetrine dei gioiellieri e delle case di moda erano meravigliose e talmente invitanti da attrarre l'attenzione di un cherubino, che in missione sulla terra decise di andare a vedere le borse di Prada; che un cherubino non abbia sesso è cosa risaputa, che ogni essere celeste abbia una parte femminile ed una maschile è palese, ma che il nostro angelo fosse incline alla bellezza se ne era accorto lui stesso da mezza eternità.

Vestito in Jeans maglietta di cotone e scarpe sportive stava ammirando una splendida borsa e si ritrovò a commentare sommessamente "che finiture, che splendidi pellami, che colore meraviglioso"...

Lo strano ragazzo dal viso troppo dolce e dal fisico snello incuriosì un signore di mezza età che contrariamente agli altri passanti gli si rivolse direttamente "deve piacerti molto quella borsetta", il cherubino trasalì, non era solito ricevere le attenzioni di un umano, anzi, normalmente risultava a loro del tutto invisibile, ma a quanto pare l'attenzione per quella borsetta l'aveva reso oggetto delle attenzioni del misterioso signore.

Il passante appoggiò rumorosamente la punta metallica del bastone sul marciapiede "come ti chiami ragazzo?", IL cherubino trasalì, "Angelo" rispose con un filo di voce, "eh si, hai proprio un spetto ad una voce angelica" disse ridendo il passante "ho una proposta per te" aggiunse "sono immensamente ricco e potrei regalartela quella bella borsetta. pensa come sarebbe bello possederla tutta per te, ensa a quanta invidia potresti suscitare nei riguardi dei tuoi amici" Il cherubino fu tentato di andarsene sparendo, e normalmente l'avrebbe fatto, ma quella borsetta sarebbe stato motivo di vanto e di lustro per tutto il coro a cui apaprteneva, "lei è molto gentile signore, ma io non saprei come ricambiarla", "Ma io si" affermò  il passante a voce troppo alta "so chi sei, so da dove vieni, dovrai farmi un piacere, uno soltanto" l'angelo sentì il proprio corpo tendersi come la corda di un violino "ma io non posso modificare la sorte delle persone" "E non dovrai farlo" disse sorridendo il passante "mi servirebbe che tu mi dicessi cosa succederà ad un azienda fra dieci anni, sai possiedo molte azioni di questa azienda, ma ho dei dubbi su come verrrà condotta in futuro"...

Il cherubino cercò di capire come questo dato, una volta fornito al passante, avrebbe potuto modificare la sua vita e quelle delle persone coinvolte nell'azienda di cui il passante gli aveva parlato,
ma la borsetta era troppo bella,,, "va bene" rispose al signore distinto.

Il passante era raggiante "benissimo" disse ridaccchiando mentre entrava nel lussuoso negozio di Prada.
Il cherubino era dubbioso, sentiva di aver commesso una grave violazione delle regole, ma ormai era in ballo, quando il passante uscì dal negozio porgendogli la splendida borsa però ebbe un tuffo al cuore,  aprì la bella confezione e sfiorò la pelle morbidissima, poi alzò gli occhi verso ilsignore distinto e gli disse che era pronto "vieni con me" gli disse, salirono su di un taxi che li conduse nella periferia sud ovest di Milano, la grande azienda aveva grandi capannoni. tanti palazzi  e copriva una superficie grande quanto una città, il passante ben vestito disse al cherubino "dimmi come sarà questa zona fra dieci anni", all'angelo bastò guardare nel futuro, vide edifici tutti uguali, nessuna traccia dei bei viali alberati che erano presenti nell'area dell'azienda,  nessun muro che la delimitasse, le strade erano semideserte, un ristorante, un teatro, guardò meglio e capì che tutta l'area era in realtà un quartiere universitario, a questo punto rivolgendosi al signore distinto disse "fra dieci anni non ci sarà più nulla , al posto di questa azienda sorgerà un quartiere universitario", il signore distinto era al settimo cielo dalla gioia ed iniziò a ridere in maniera dapprima fragorosa, poi acuta e stridula, il cherubino capì di essere caduto in una trappola "domani stesso venderò la metà del mio pacchetto azionario facendo crollare il titolo in borsa, poi andrò in consiglio di amministrazione con un offerta per l'acquisizione di tutta l'azienda, la comprerò per quattro soldi e tu sperimenterai la crudeltà del tuo signore e padrone quando ti scaraventerà sulla terra per punizione".

Il cherubino aveva capito con chi aveva avuto a che fare, l'angelo caduto era lì davanti a lui che rideva a crepapelle.

Non gli rimaneva che tornare per essere punito, prese la borsa che nonostante tutto voleva tenere ed ascese al cielo piangendo, le lacrime si trasformarono in gocce di cristallo che urtando l'asfalto emisero una una nota in tonalità minore.

Il cherubino fu accolto nel coro e salutò tutti i suoi pari, disse che aveva incontrato l'angelo caduto e che era stato vittima nella sua trappola, ma voleva che la borsa restasse in paradiso perchè era talmente bella che riteneva giusto rimanesse lì, dai suoi pari, si mosse mestamente per il giudizio divino.

"Cosa hai fatto?" gli chiese il creatore "ho mancato ad un ordine cadendo in tentazione "cosa era l'oggetto della tua tentaziuone?" chiese  il capo, "una borsa"  "una borsa?" tuonò il signore, "si, una borsetta di Prada, era in una splendida vetrina in via Montenapoleone a Milano ed un signore me l'ha comprata in cambio di una mia visione del futuro", chinando la testa aggiunge "il signore si è poi rivelato essere l'angelo caduto", seguì un silenzio lungo una mezza eternità, "Va bene Angelo, hai mancato ad una precisa regola, ti rimando sulla terra come donna, perchè questa tua inclinazione al bello trovi realizzazione, trascorrerai una vita terrestre in Italia, la terra dell'arte del rinascimento, e poi, se vorrai, tornerai  fra i tuoi pari, la borsetta puoi tenerla, il buon gusto di certo non ti manca".

Angela si ritrovò ventisettenne nel millenovecentonovantadue in una Milano piena di vita, con una tessera sanitaria, ed un documento di identità nuovi di zecca, un bilocale in via Novara e due milioni di lire sul conto corrente, avrebbe dovuto imparare a vivere e per un angelo non sarebbe stato facile.

Marzo duemilaquattordici, Angela spira in un nosocomio milanese a soli quarantanove anni a causa delle complicazioni dovute ad un carcinoma alle vie respiratorie.

Ascendendo al cielo l'ex cherubino si chiese a quanto avrebbe dovuto rinunciare, all'uomo che aveva amato, ai due figli che sentiva parte della propria vita, alle amiche con cui faceva shopping, al lavoro come assistente sociale che le permetteva di aiutare persone in grande difficoltà, le sarebbe mancato tutto questo, ma anche la gente, il negozietto all'angolo della strada che le affettava il prosciutto crudo e lo disponeva ad arte sulla carta oleata, le sarebbero mancati i parenti acquisiti, la passione per le partite a pinacola, il pane con le noci, le caldarroste, il vino rosso, le vacanze in montagna.

I pensieri si sovrapponevano quando si presentò al cospetto del signore "ti ho seguita per tutta la vita, ti ho vista soffrire, lottare, non hai mai chiesto il mio aiuto mentre avresti potuto farlo, perchè?", "perchè sapevo di potercela fare" rispose il cherubino, "ma neppure in punto di morte hai chiesto il mio aiuto!" tuonò il creatore, "nella mia vita non ho mai chiesto favori, perchè in Italia nessuno te ne concede se non in cambio di cose ben peggiori che il chidere cosa potrebbe succedere nel futuro, e poi la speranza non esiste più in quel paese, i miei due figli dovranno emigrare all'estero, la metà dei giovani sono disoccupati, mio marito dovrà lavorare fino a sessantacinque anni per poter percepire una msiera pensione e con quanto guadagnavamo abbiamo potuto permetterci una vita appena decente, senza la vendita del bilocale che lei mi ha voluto donare non avremmo mai potuto eprmetterci un appartamento in periferia con due camere, ed inoltre l'aria di Milano è veramente satura di microparticelle, la speranza ha abbandonato quella nazione ed io avevo perso la mia". Il cherubino chinò la testa e sentì le lacrime rigargli il viso.

"Angela Angela, sei proprio una donna, testarda e splendida", disse ridendo il signore, "ora cosa vorresti per te, cosa potrei fare per te Angela?", il cherubino alzò il viso e rispose prontamente "Riportami dai miei affetti, d'ora in poi lotterò perchè le cose cambino in quella nazione".

Nel nosocomio milanese i medici furono realmente stupiti di come la signora Angela si fosse rianimata spontaneamente appena spirata e di come guarì in brevissimo tempo, Marito e figli piansero tutti insieme per la gioia ogniqualvolta le analisi di controllo confermavano l'ottima salute di Angela, la quale mantenne la promessa, la potete vedere in molti punti raccolta firme, in piccoli gazebo, nella sede di gruppi attivi per la tutela dell'ambiente,
  per Amnesty International, per la fuoriuscita dei condannati in via definitiva dal parlamento, potrebbe anche proporsi come candidata al parlamento nelle liste di un giovane movimento che potrebbe ridare speranza al paese  per le prossime politiche....., di certo io la voterei....



Gabbiano reale,  scatto effettuato nel parco del Sasso a Manerba del Garda.

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