domenica 5 luglio 2026

YOGA

 

A sedici anni la frequentazione dell riunioni domenicali presso l'oratorio/casa del Giovane del mio comune non mi attraevano più, le mie domande ricevevano risposte cheiniziavano con “nella misura in cui” ed il modo di fare di don Gino non mi piaceva, mi piaceva ancor meno il modo di affrontare le difficoltà dei propri parrocchiani di don Luigi, l'insegnante di Religione presso il biennio dell'Istituto tecnico che frequentavo, detestavo il modo farisaico in cui riteneva giusto il cancro che colpiva alla prostata od all'utero dei coniugi fedifraghi, ma se il Cristo aveva salvato una prostituta dalla lapidazione che iera lui per emettere sentenze ?

La lettura del Libro “il terzo occhio” Di Lobsang T. Rampa mise dei semi che con il tempo finirono per germogliare ed unitamente a Gigi ed Evio finii per frequentare nell'estate del 1976 una serie di lezioni di Yoga tenute a Brescia dal maestro Chananda.

Ufficialmente si tattava di Hatha Yoga, varie posizioni per migliorare ilcontrollo del proprio corpo, ma Chananda era specializzato nel Raja Yoga per cui fin dall'inizio delle lezioni ci introdussse alla meditazione, ad esercizi che affrontammo con enorme curiosità e finalmente felici di “fare” qualcosa che ci desse risultati tangibili, ma qualsiasi strumento messe in mani inesperte può diventare un arma, e fu così che mentre facevo meditazione tentando di provare un uscita dal proprio corpo si innescarono alcuni fenomeni non proprio amichevoli...

Gigi durante le lezioni era molto distratto da un paio di modelle con dei corpi notevoli ed io da Angela, di dieci anni più grande di me, il corso finì con un seminariodi tre giorni, piuttosto duro a dire il vero, Evio era partito per Roma per il servizio militare ed io e Gigi ci siamo immersi nelle letture di altri libri di Lobsang T. Rampa e Carlos Castaneda.

Non riprendemmo le lezioni di Yoga che ricordo ancora con affetto, in particolar modo le fiabe Zen che Chananda ci leggeva spesso scarsamente compreso...

L'esperienza (e gli errori) mi ha insegnato che una via è una via, se l'affronti semplicemente per quello che è ti porterà in un qualche posto, cosa ben diversa è affrontare una via, poi deviare su di un altra per finire con una terza, questo è un eccellente metodo per non approidare a nulla a meno che la semplice ricerca did ati sia la tua meta.

Nella mia vita non ho mai smesso di ricercare, sopratttutto la verità e questo

semplicemente perchè questa era la mia missione.

E voi avete raggionto le vostre mete?

Ve lo auguro con tutto il cuore, e se non l'aveste ancora fatto ricordatevi che non serve una vita, ma una decisione, la vostra...

un abbraccio.... 

 

 Primo piano di una rana verde che si siede su una foglia di ninfea

 


 



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