domenica 27 novembre 2016

CARONTE

Dedicata ai miei due amici con il medesimo nome, Mauro

Sono il dubbio che frena il tuo slancio
il rimorso che attanaglia il tuo cuore
il legaccio che stringe il tuo collo
il groppo in gola che fa sgorgare le tue lacrime.

Sono ciò che temi e non confronti
l'angolo buio nascosto giù in cantina
il rosicchiar del topo dietro l'armadio
la parola che non pronunci mentre lei va via.

Sono l'anonimo che sfregia la tua auto
il bastardo che lusinga tua figlia a dieci anni
chi ti schernisce perché non guadagni abbastanza
quelli che te l'avevan detto tante volte.

Sono il sogno che ti fa svegliare col rimpianto
l'amore che non hai mai confessato
il rimpianto sordo che si spegne in gola
la terra nera che ricopre la tomba dei tuoi sogni.

E sono sempre io in tutte queste forme
che copro il tuo io troppo splendente
che uccido le tue idee troppo brillanti
che ti rammenta che tutto ha fine a breve.

Perché di questo posto sono a guardia
dove sei chiuso e non puoi certo fuggire
sono vivo per obbedire ai miei padroni
quelli che temono che tu li riconosca.

Perché se loro fossero al tuo posto
li ammazzeresti mille volte come cani
senza pietà o alcun ripensamento
non capiscono che tu non sarai mai LORO.

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