venerdì 12 febbraio 2016

LA BURLA

Sono cresciuto in un ambiente dove con i soliti amici si rideva spesso delle burle perpetrate e (a denti stretti) subite, Lauro è sempre stato un cagnaccio  terribilmente abile nel confezionare ad arte scherzacci anche di un discreto peso.

La facilità nell'imitare voci e cadenze gli fece organizzare uno scherzo terribile nei riguardi di Giulio, uno che ha fatto fortuna nella vita, ma che era inevitabilmente il soggetto più preso di mira.

Saputo che l'aitante, prestante e molto eccitato Giulio  si era invaghito perdutamente (ci sbavava sopra) di una ragazza di un comune vicino, conosciuta in una discoteca del di lei paesello, e venuto a consocenza (come cacchio abbia fatto a saperlo lo sanno solo gli dei dell'Olimpo) che il di lei fratello era un discreto picchiatore simpatizzante di una destra allora assai manesca, mise in piedi con Pope, un altro soggetto spesso aggregato alla combriccola di cani sciolti che eravamo e forse siamo tutt'ora,  una sceneggiata ben articolata.

Gettone telefonico d'ordinanza alla mano Lauro e Pope entrarono nella cabina telefonica collocata su
di un lato della piazza del (una volta) ridente paesello, la telefonata a Giulio iniziò con un minaccioso "CHE GHET FAT A ME SORELO?" (che cosa hai fatto a hai sorella?) Giulio balbettò la prorpia innocenza, ma "il fratello" proseguì urlando minacciando di spaccargli le ossa (!).

Fra balbettii da una parte e tonanti minacce dall'altra la cosa andò avanti per coinque minuti buoni e si concluse con la promessa da parte del "fratello" che sarebbe passato da Giulio a  per adire alle vie di fatto.

Ma una burla non valeva cinque lire bucate se non si poteva godere degli effetti subiti dal bersaglio, Lauro e Pope dopo un quarto d'ora suonarono (con una faccia da culo degna di consumati attori di tragedie greche) al citofono di Giulio.

Lo trovarono distrutto, lo esortarono a parlare, lui spiegò loro il proprio dramma sentimentale ed ortopedico "quello mi rompe le ossa" piagnucolò.

I due bastardissimi amici si guardarono negli occhi ed inizarono una nuova fase della sceneggiata, Lauro esordì con un "ma lui è da solo, noi siamo in tre, vado a prendere una mazza che ho a casa, voi prendete dei bastoni E ANDIAMO A ROMPERGLI LE OSSA NOI!", Pope rincarò la dose aggiungendo particolari poco educativi sul come avrebbero dovuto farlo a pezzi....

Giulio era disperato "NO NO NO QUELLO CI AMMAZZA" ed i due giù ancora a dare dello smidollato a Giulio in un accorato appello alla vendetta; Giulio era allo stremo, invitato dai due malefici a bersi un bicchiere d'acqua ed a sedersi Lauro gli sussurrò a venti centimetri dalla faccia un flebile ma capibilissimo "siamo stati noi".

Il bicchiere d'cqua volò verso Lauro ma lui e Pope stavano già fuggendo giù dalle scale ridendo come due pazzi....

Avevamo diciassette anni.

A volte mi ritrovo tutt'ora ad architettare burle che non posso più combinare, mi manca un pard, mi mancano gli amici con cui riderne insieme, siamo tutti molto presi da una vita piuttosto complicata, da relazioni spesso troppo complicate, da situazioni lavorative diverse, ma con il comune denominatore della costante ed ineluttabile rottura di coglioni.

Ma, quando ci si ritrova, il semplice ridere di tutte le cazzate combinate ci riporta indietro ad anni in cui tutto sembrava ancora possibile, ma sono certo che se ci si ritrovasse più spesso (cosa non semplice) qualche burla colossale da architettare su vasta scala salterebbe ancora fuori......

PS qui sotto la macchina dei defunti montata ogni anno nella parrocchia del paesello, Lauro ed io avevamo acceso i ceri insieme ad altri 4 soetanei, la prima idea di uno scherzo terribile ci era venuta a 14 anni abbarbicati sulle impalcature poste sul retro della macchina sacra, per fortuna (nostra) non lo mettemmo mai in opera.....





martedì 5 gennaio 2016

IL NUOVO ANNO

Auguro ai soliti quatro gatti che seguono questo mio blog (delirante l'ha definito di recente un amico) "RIPOSTANDO" un mio scritto pubblicato sulla precedente piattaforma nel dicembre 2008, era un post di auguri e di scelte da fare all'alba di una crisi FEROCE, ringrazio di cuore l'amico Pasone che l'ha ripescato dai meandri del web (perso come ben due interi anni di post, motivo per cui ora scrivo solo ed esclusivamente qui....).


22 Dic 2008 
Voglio augurare a tutti voi un sereno Natale ed un felice anno nuovo.

Godiamoci qualche giorno di riposo per rituffarci nell'anno nuovo con rinnovata vigoria, per un attimo lasciamo stare la settimana corta e quella cortissima, la mobilità, la cassa integrazione, le banche ed i soldi che non ci sono più, gli elettrodomestici che una volta rotti non si riparano più perchè COSTA ripararli, il pane a 5 Euro al kg una sostituzione di una cinghia della distribuzione e dei vari tendicinghia che costa 600 Euro e tante altre amenità.

Che si sia vissuto al di sopra delle reali possibilità, che i moniti dei nonni "guardate che adesso siete tutti ricchi e non ve ne accorgete...." che forse il sistema italia stia collassando sono tutte osservazioni corrette ed imprecise allo stesso tempo.

In realtà il pretendere che i consumi continuino a crescere è una follia, come il comunismo ed altre teorie che hanno dato cattiva prova di se nella pratica.

Il sistema pianeta terra è un sistema chiuso, i mercati hanno una certa potenzialità, il lavoro che può essere svolto può essere quantificato ed anche il denaro in circolo è una quantità finita per cui la giostra doveva fermarsi.

E' ora di ripensare al modello consumistico, pensare al riutilizzo di un bene, progettarlo perchè duri e dare meno importanza alle mode ed all'estetica per rivalutare la funzionalità.

Immettere CO2 in atmosfera  solo perchè è semplice produrre energia è un comportamento idiota, costruire centrali nucleari con il combustibile radioattivo che nelle previsioni diventerà antieconomico già fra 10 anni (e per costruire una centrale ce ne vogliono 15) è da irresponsabili.

Costruire vetture che possano percorrere trecentomila km è troppo poco, bisogna costruirne di migliori, più robuste, fatte per durare 15 anni e con motori a bassissima manutenzione e con caratteristiche di consumo molto migliori (nel campo della cogenerazione i moderni motori possono durare 50.000 ore e con rendimenti del 25% superiori rispetto ai motori per autotrazione attuali, la tecnologia c'è già).

Convertire le centrali termoelettriche ad olio pesante in centrali turbogas che possano generare calore per i paesi o le città vicine, non è utopia ormai trasportare con eccellenti rendimenti grandi portate di acqua calda anche per una ventina di km.

Spingere il solare (soprattutto il termodinamico).

Spingere l'eolico.

Sono cose fattibili, la prima azienda che capirà che un auto che consuma meno che costi meno di manutenzione e che duri di più è un prodotto vincente farà bingo,  il primo gruppo che capirà che il solare termodinamico è il mezzo più economico per produrre energia elettrica costruirà grandi centrali e manderà gambe all'aria la concorrenza che dipende dal prezzo del petrolio, e dall'approvviggionamento del metano.

E per finire che le amministrazioni locali facciano un giretto in Germania, vadano a vedere come Berlino ha ridotto il problema dei rifiuti rendendolo una risorsa per la collettività.

Raccolta differenziata casa per casa recupero di ogni elemento, il rimanente è INERTE, se ne possono fare quel che si vuole, non produce percolato come le ecoballe, non produce gas come le demenziali discarche tanto care ai nostri geni e può essere stoccato senza pericolo per nessuno.


E' ora di cambiare.

Buon Natale a tutti


E' stato oltremodo utile rileggere cose scritte in un periodo pre MACELLERIA SOCIALE (LEGGE FONERO), prima che un governo venisse abbattuto dalla TROIKA, prima che MOTU PROPRIO un presidente della repubblica (Napolitano) scegliesse un individuo da eleggere senatore a vita e poi lo scegliesse come capo di un governo "FANTOCCIO" quale espressione della medesima TROIKA (Monti), che con acume bocconiano ha nell'ordine:

1) Aumentato le accise sui carburanti

2) lasciato per strada 130.000 (ma c'è chi parla di 300.000) persone SENZA DIRITTO ALLA PENSIONE VOLUTAMENTE LASCIATI "A CHIAPPE SCOPERTE", senza ammortizzatori sociali, senza una fonte di sostentamento, carne da cannone, inermi davanti al cannone sparaBALLE  della troika.

3) ha AUMENTATO L'iva portandola all'attuale 22%.

Una manovra che avrebbe potuto benissimo fare mia nonna.......

Ora, questa strizzata di palle  pensavo potesse creare  una sommossa popolare, sindacati in piazza, esodati pronti a dar fuoco al parlamento ed invece nulla, NULLA DI NULLA, i nostri governanti hanno capito che ORMAI ERAVAMO RIDOTTI A RANGO DI GREGGE......

Il governo Monti è stata una delle pagine più nere della nostra repubblica, ma si Berlusconi era ormai ridotto a rango di Scaramacai, sputtanato e sputtanante, ma caspita, era stato votato dalla maggiornaza degli Italiani, "destituirlo" di fatto è stato un colpo di stato e che questo sia stato fatto in nome dello spred mi ha sempre fatto chiedere  chi l'abbia manovrato ad arte questo spred.....

Penso ancora le medesime cose del 2008 in tema ambientale,  da pochi giorni ho visto morire l'intero comparto del mini eolico UCCISO dalla revoca degli incentivi sull'energia prodotta da generatori eolici entro i 100kW, Meglio continuare a far bruciare carbone, certo signor Renzi....

In tema economico invece ho approfondito molte cose, ho avuto modo di capire che il denaro, UNA VALUTA è un concetto tolamente astratto, non rappresenta null'altro che la credibilità della valuta stessa ed il suo valore è la QUANTIFICAZIONE di questo unico fattore.

SOLO ED ESCLUSIVAMETNE QUESTO.

Il non poter più disporre di una nostra valuta ci ha reso vassalli dello stato leader europeo (la Germania), ma altri stati hanno avuto le palle epr continuare a stampare la propria valuta e GUARDACASO sono le due nazioni che MENO DI ALTRE hanno risentito della ventata della crisi (UK e Danimarca).

O ci sganciamo da questa immensa zavorra che è l'Euro o finiremo male, con lo 0,3% di "crescita" che paventa Renzi ci si può tranquillamente pulire il culo, la realtà è data dalla DEFLAZIONE dei prodotti cardine della vita comune, la deflazione indica che la nazione è IN GINOCCHIO che il comparto industriale NON E' RIPARTITO e che la disoccupazione REALE non è calata.

Nino Galloni (in coda al post il link) lo esprime in molti modi (TUTTI EFFICACI), la Germania ha richiesto la nostra DEINDUSTRIALIZZAZIONE e l'ha ottenuta.

Sento tanti belati, le pecore hanno ancora chi dà loro da mangiare, un cane pastore che le tiene "in riga" pascoli su cui brucare...., fino a quando?

https://www.youtube.com/watch?v=5lPGzvfnI9M





 

domenica 20 dicembre 2015

Il Natale di un amico

Il Natale si avvicina a grandi passi, ho già aquistato i regali di rito, l'albero è in salotto, gli addobbi esterni non sono ancora esposti ma lo saranno presto.

Il pranzo di Natale è stato programmato con cura, ho già procurato gli ingredienti,scelto i due vini che servirò, ma non riesco a d essere felice per questa giornata , un amico lo passerà da solo, per scelta.

Questa persona che reputo la più coraggiosa che abbia mai incontrato è stanco di combattere, stanco di avere o di farsi negare ragione o torto, stanco soprattutto di sapere come andrà a finire.

Intorno a lui disappunto, obiezioni, consigli e tante tante parole e concetti che suonano sordi cme una campana senza batacchio.

Il coraggio uno deve averlo di suo, ne dispone o non può darsene, lui ne ha una fabbrica intera, ma ad un certo punto un individuo deve chiedersi PER COSA e PER CHI compiere azioni coraggiose.

Se giunge il momento in cui ci si chiede se il proprio benessere sia stato sacrificato in nome di un progetto incomprensibile a chi ti vive vicino allora si che è necessario porsi delle domande in un pomeriggio di Natale, da solo, senza nessuno intorno.

Ma come sempre c'è un MA amico mio, ed il grosso MA che ti riguarda è che se tu non continui a creare il coraggio per fare ciò che senti sia giusto, nessun altro lo farà, ed anche se chi ti è vicino capirà tutto questo fra una o due vite tu hai una visione che va oltre le due curve che hai dinanzi a te, sai già cosa c'è dietro la collina ed oltre il lago ed è questo che non puoi spiegare a nessuno.

Accanto a casa mia dopo le due curve abita un mio amico, ha una splenddia cantina ed ama il proprio lavoro, se vorrai venire un giorno a capire come si fa il vino più buono della mia zona vienici con me, non aspetterò che altri ti seguano, ho prenotato un tavolo giusto per due.......

lunedì 9 novembre 2015

IL NULLA PER FUTURO

I numeri dispari corrono sulla mia sinistra, colonnine in ghisa mi impediscono il parcheggio, la catena nera che le unisce sembra un lungo, lugubre abbraccio.

Passo accanto alla chiesa del cordoglio, il portone nero costellato di teschi e tibie mi rammenta che nulla è eterno, nulla dura e forse nulla ha significato; vie sulle mia destra costeggiano le antiche mura e si perdono via via in basso nella pianura verso il fiume.

Un raggio di sole illumina di arancio un lampione arrugginito di un secolo fa.

Scendo verso il fiume, ritorno verso casa, colline nere fatte da rifiuti costeggiano la strada, l'aria è pesante, si muore di cancro  qui più che in altri posti, la terra dei fuochi del nord la chiamano.

Avrei voluto viverci in questo posto, ha dolci colline dalla cui cima far volare gli aquiloni nei giorni di vento, risorgive dall' acqua fresca, una splendida campagna, ma ora tutto è perduto.

Si sono giocati il futuro di questa gente, e nessuno di loro pagherà, amministratori, politici, tecnici, come è stato possibile credere che il sotterrare rifiuti potesse essere una forma di soluzione?

Ora le case vicino alle discariche non le vuole più nessuno, sono entrato in una casa dove dalla cameretta dei bimbi si vedeva un enorme collina nera come l'inferno, se i loro genitori decidessero  andarsene in un altro posto NESSUNO comprerebbe più la loro casa, per cui crescono lì, in un posto una volta bello ed ora orribile.

Amministratori, politici, tecnici, che avete venduto il futuro di questa gente, che possiate pagare per le sofferenze che avete dispensato.















venerdì 23 ottobre 2015

UN ALTRO POSTO, UN ALTRO MONDO.

Il sapore amaro che ho in bocca è il chiaro  indicatore che questo è un sogno tosto, è da quando ho quindici anni che lo scivolare nella mia personalissima matrix mi regala questo sapore amaro in bocca; questi sogni così forti, particolari a volte agghiaccianti me li ricordo tutti, anche ora che "caduto nelle braccia di Morpheus" sto cercando di rendermi conto di dove mi sia cacciato.

Sono in un luogo per nulla familiare, la spiaggia non l'ho mai vista, capanne di pescatori, un cielo plumbeo ed un mare viola scuro e verde smeraldo agitato sono qualcosa di talmente bello da saturare i sensi.

Il vento sta rinforzando e tira verso terra, mi porta alle narici odori che non ho mai sentito, spezie, miste a salsedine, cammino ad una decina di passi dall'acqua, spostandomi di tanto in tanto di qualche metro per sfuggire a qualche onda più vigorosa, gli spruzzi di acqua salata mi raggiungono il viso, so che questo è un sogno, lo so come tutte le altre volte, ma oggi vorrei non lo fosse.

Bambini dalla pelle scura stanno giocando a riva con dei pezzi di rete, ridono e giocano come i bimbi di tutto il mondo, sono in un paese straniero, ma non mi sento esule o  rifugiato.

La mia matrix mi ha portato in un posto che mi sta regalando una pace che non provavo da tempo, mi tolgo le ciabatte, le sbatto l'una contro l'altra e le metto nello zaino che ho sulle spalle, lascio che l'acqua mi bagni fino alle caviglie, è gelida, so che questo è l'oceano atlantico e ora so di colpo in che paese mi trovo.

Non ho mai avuto a che fare con questa parte del modo eppure mi ci sento a casa, gli affanni e le peripezie di un mondo "civilizzato" in preda a spasmi autodistruttivi sembrano lontani, ma so che non lo sono.

So cosa sono venuto a fare qui, è un sogno, ma forse è qualcosa di più, ho semnpre saputo che avrei dovuto rendermi utile in questa parte del mondo, ora che nell'Italia della flessibiità (sempre e solo a novanta gradi) si è soggiogati ad un economia che va a braccetto con la corruzione di un intera classe politica non mi restava che rincorrere i sogni, oppure è il sogno che come un giunco sospinto da un onda PRECEDE la realtà?

La sabbia sotto i miei piedi cede gradevolmente sotto il mio peso, sento i piccoli ciotoli infilarsi fra le dita, la linea dell'orizzonte è sormontata da una sottile fascia di nubi bianche . sembrano ovatta e creano uno spendido contrasto con il cielo cupo.

Sono sveglio, di colpo; la mia matrix mi ha risputato nel presente, in un sabato mattina di Ottobre.

Il sogno è di quelli impossibili da dimenticare, come tutti gli altri.

 Mi alzo nonostante siano solo le  cinque e trenta, vado a prendere il mio passaporto ed a cercare sul web quali siano  i documenti necessari per il rinnovo, qualcuno mi chiamerà presto per un lungo viaggio.

 

 Come sapere se il mare è mosso - Nieddittas






domenica 6 settembre 2015

LE STRIE E LO STRANIERO

La salita era durissima, le ferite a braccia e gambe gli provocavano fitte atroci, le spalle gli dolevano, i legacci dello zaino si erano allentati, ma ora che stava salendo nell'ultimo tratto non poteva certo fermarsi, stava procedendo con molta attenzione, costretto a salire utilizzando entrambe le mani ora stava attaccando una parete molto scoscesa con buoni appigli, ma pericolosamente umida, il sole l'avrebbe asciugata entro un paio d'ore, ma se non ce l'avesse fatta a salire entro quaranta minuti sarebbe morto.


Dando fondo a tutte le energie era salito lungo la la parete in granito grigio perdendo l'appiglio mille volte restando pericolosamente in bilico sullo strapiombo, ma ora poteva vedere la cima dove avrebbe potuto installare il piccolo trasmettitore ad onde ultracorte e forse avrebbe potuto essere tratto in salvo dai suoi compagni di spedizione; l'incidente era avvenuto trenta miglia prima, un improvviso calo di potenza dei tre propulsori lo avevano lasciato senza sospensione magnetica e la navicella aveva perso immediatamente lo schermo occultante e poi la spinta, si era salvato con i propulsori di emergenza ma l'impatto era stato molto duro, era stato subito notato da un gruppo di abitanti della valle che era certo avrebbero chiamato le autorità, non poteva certamente attendere di essere catturato, caricò lo zaino con il kit di emergenza e fuggì abbandonando la navicella ormai ridotta ad un relitto, fu preso di mira da un soggetto con un cappello largo che imbracciato un arma lunga gli sparò da cinquanta metri, sentì l'impatto dei grossi pallini colpirgli gambe braccia ed impattare sullo zaino, ma non doveva farsi catturare, corse con tutto il fiato che aveva nei polmoni con l'adrenalina a mille e non smise di correre fino a quando non riuscì ad avvicinarsi al rilievo che aveva visto poco prima di schiantarsi.


Se l'avessero preso l'avrebbero ucciso, il pianeta era un accozzaglia di credenze e riti accomunati dalla più profonda intolleranza nei riguardi di qualsiasi soggetto portatore di qualche forma presunta di non conformità agli usi e costumi delle varie fazioni.


Mentre saliva la gamba destra aveva iniziato a sanguinare, il suo sangue troppo più chiaro rispetto a quello degli indigeni sarebbe stato notato, si rese conto che se non ce l'avesse fatta non avrebbe più rivisto l'adorata compagna, mentre stava per arrendersi ormai prossimo alla vetta vide una figura immobile davanti a lui, una signora dai capelli bianchi lo fissava e poi iniziò ad avvicinarsi, ormai senza forze si lasciò avvicinare dalla donna che pareva un anziana  ma che appena vicino a lui gli era sembrata giovane e bella, "Ità fàt che?" esordì la donna, lui non aveva con se il traduttore "chi tà tràt?" gli chiese la donna, non sapeva cose fare, gli porse i palmi delle mani rivolti verso l'alto in segno di amicizia, la donna gli afferrò la mano destra e gli fece cenno di seguirla, si trascinò per mezzo miglio allontanandosi dalla cima, una casupola con un camino fumante era la loro destinazione, lei gli aprì la porta, lo fece sdraiare sul suo giaciglio imbottito di erba e gli fece capire di togliersi i vestiti, acconsentì, era troppo stanco e forse se questa donna l'avesse aiutato avrebbe potuto farcela.

Fu curato con degli impiastri di erbe, la paura che le sostanze contenute in quei medicamenti avrebbero potuto essergli tossiche non gli permise però di reagire era prossimo a svenire, la donna gli rimosse sei pallettoni da gambe e braccia poi gli disse "adès dòrma un pito" e gli indicò di sdraiarsi, stanco e provato si addormentò di colpo.


Si svegliò che era già buio, vide la donna accanto al fuoco con un grosso contenitore in cui stava versando quelli che sembravano tuberi e pezzi di un animale, probabilmente un roditore. Si sentiva meglio, fece per alzarsi, ma la donna gli disse “Hac èt el sta mia mpè”, lo straniero capì che avrebbe dovuto restare sdraiato, la ferita alla gamba aveva smesso di sanguinare, i riflessi del fuoco illuminavano il viso della donna che gli appariva bellissima con dei lunghi capelli rossi.



Il cibo gli fu offerto in una ciotola di terracotta, era caldo e saporito, ringraziò la donna portando il palmo della mano destra al petto e chinando leggermente la testa, la donna gli mostrò il palmo della mano destra poi gli fece capire a gesti che lei sarebbe uscita, si mise addosso uno scialle pesante e si avvicinò alla porta, lo straniero si chiese se la donna stesse per andare a valle ad avvisare le autorità, ma era buio, nessuno avrebbe potuto scendere in sicurezza da quella montagna, la donna aprì la porta e lo straniero si trovò davanti quattro visi di donne che stavano aspettando la sua benefattrice, sbirciarono dentro, una chiese alla padrona di casa “el chèl lè chèl chè' l vè da suro i nigoi?” in risposta ebbe un cenno della testa dalla padrona di casa.


Lo straniero si chiese dove andassero in quella notte buia e fredda sulla cima di una montagna cinque donne, la curiosità lo fece alzare dal giaciglio aprì la porta e non vide nessuno, nessuna lanterna niente di niente, il buio ed il freddo avevano inghiottito le cinque donne.
Si era quasi appisolato quando il vento gli portò le voci di cori, le voci erano femminili, ma l'incedere era solenne e cupo, uscì dalla porta e vide nei pressi della vetta un bagliore bluastro, sentì uno scalpiccio e davanti a se vide un grosso canide dal pelo scuro che senza ringhiare gli mostrò i denti avanzando lentamente verso di lui, lo straniero si rintanò nella casupola e decise che si sarebbe messo a dormire, il giorno dopo avrebbe dovuto recarsi in vetta.
Si svegliò poco dopo l'alba, la padrona di casa era tornata, aprì l'uscio e raccolse due roditori grossi e pelosi che erano stati appoggiati fuori alla porta, la donna si avvicinò allo straniero, gli fece cenno di girarsi, gli controllò le ferite, rifece la medicazione e gli fece capire che per un giorno avrebbe dovuto restare dentro al caldo, le ferite stavano guarendo bene, ma avrebbero potuto riaprirsi.


A metà mattina le quattro donne che la notte prima erano venute a prendere la padrona di casa si presentarono nuovamente sull'uscio, lo straniero non sentì bussare, ma la donna andò ad aprire la porta mentre le quattro donne stavano per fare gli ultimi passi, lo straniero ne fu sorpreso.


“Ta ga lèt dìt”? Esordì la donna più alta, La padrona di casa scosse la testa, “èl fò mè” le rispose in tono perentorio, si avvicinò allo straniero gli sfiorò la fronte con il pollice e l'uomo istantaneamente svenne.


Si trovava in cima alla montagna, erano anni che non sognava, ma questo non sembrava un sogno, la donna alta era di fronte a lui e gli stava parlando
“la nostra amica più giovane ha ovulato questa notte, devi accoppiarti con lei” Lo straniero spiegò che gli era proibito accoppiarsi con gente di altri posti e che il suo seme probabilmente non era compatibile con l'ovulo della sua amica “no, il tuo seme è compatibile, uno dei tuoi fratelli ha già ingravidato una di noi molto tempo fa” Lo straniero trasalì, “una volta rapivamo i giovani per farci ingravidare, oggi non è più possibile, una volta ci temevano e chiedevano il nostro aiuto, oggi la nuova religione richiede che noi veniamo bruciate vive, noi riusciamo ad ammaliare lo stesso qualche giovane, ma è molto difficile e poi tuo figlio diventerà una persona importante, lo sappiamo”, lo straniero non sapeva di culti divinatori e di pratiche esoteriche tutto questo non era menzionato nel manuale della flotta, ribattè che lui aveva una compagna che non voleva avere rapporti con altre, ma la donna gli disse che quella notte si sarebbe accoppiato con la propria compagna.


Si svegliò con un sobbalzo, la donna alta stava allontanando il proprio pollice dalla sua fronte, ma che razza di poteri avevano queste donne?, La telepatia era un antica leggenda presso la sua gente, la sua civiltà vecchia di oltre centomila anni era basata sulla scienza, attraversava gli spazi sconfinati di questa galassia per esplorare nuovi mondi da colonizzare, si chiese da dove provenissero questi poteri che sentiva appartenere ad un passato lontanissimo.


Passò la giornata riposando e facendo qualche passo nella pietraia di fronte alla casupola, verso il tramonto la padrona di casa gli diede da bere una bevanda dolcastra, si sentì molto stanco, fu aiutato a mettersi sul giaciglio. Lo straniero si ritrovò in un sogno vivido e incredibilmente realistico come quello di poche ore prima, era in una radura di un bosco nei pressi della sua città natale, di fronte a lui Axilia, la propria compagna, corse ad abbracciarla, la missione lo aveva tenuto lontano da casa per oltre un anno, ai baci seguirono carezze ed un lunghissimo e dolce rapporto completo. Nel sogno lo straniero si addormentò fra le braccia di Axilia svegliandosi sopra il giaciglio si ritrovò nudo, con una coperta ruvida sulla pelle e la padrona di casa con la più giovane delle compagne che si scambiavano sorrisi, era chiaro che aveva avuto un rapporto sessuale, ma non intendeva indagare troppo, il ricordo di Axilia era ancora vivo e caldo nella propria memoria.

La mattina presto la padrona di casa lo aiutò a rivestirsi e lo condusse sulla cima della montagna a gesti gli fece capire che prima che il sole fosse alto sarebbero venuti a prenderlo, Lo straniero stupito da quella che riteneva una stima ottimistica attivò il trasmettitore, salutò con un abbraccio la donna che gli fece capire che l'amica quella notte aveva concepito, la donna salutò lo straniero con un bacio sulla fronte e poi discese verso la sua casupola senza voltarsi, come poteva sapere che l'amica era incinta?, questa civiltà non disponeva di elettricità, non aveva sistemi di diagnosi magnetici od ultrasonici, così pensò fra se e se lo straniero....


A metà mattina la trasmittente si illuminò di rosso, una navicella stava scendendo a prenderlo, ma lui non ne fu sorpreso, mentre veniva trasportato sull'astronave madre si chiedeva se tutto quello che gli era successo fosse solo uno stato di alterazione mentale, un viaggio allucinatorio, ma in cuor suo sapeva che la propria civiltà aveva perso qualcosa che continuava ad esistere in questo pianeta selvaggio ed il fatto che un suo discendente vivesse lì ed imparasse tali pratiche non gli dispiaceva per nulla, prima del salto verso casa rivolse un ultimo sguardo a questo pianeta ed un sorriso gli illuminò il volto.

PS Scusate i numerosi errori della prima stesura.... 

 Ol Bus de la Strea

 

Cerchio delle streghe - Wikipedia



Nelle valli alpine non toccate direttamente dalla romanizzazione, i culti celtici sono sopravissuti anche all'urto della evangelizzazione.
Le scuole di culto sono state si spazzate via, ma la tradizione orale è rimasta con i propri soggetti, i propri "ministri", le streghe e le fate.























lunedì 24 agosto 2015

AGOSTO

Niente ferie, niente bagagli, viaggi, spiagge affollate, sentieri di montagna e caffè pieni di turisti niente di niente, avremmo potuto farci una decina di giorni in Calabra ma la pigrizia ci ha circondato ed alla fine non ha fatto prigionieri, ho avuto modo di riordinare un metro cubo di scartoffie, le ho suddivise per importanza, per data, per priorità le ho infine macinate con molta cura secondo l'ordine di archiviazione e poi le ho correttamente smaltite all'isola ecologica.

Ho ascoltato un sacco di buona musica, ho acquistato alcuni CD, qualcosa di John Coltrane, Miles Davis, "John barleycorn must die" dei Traffic, "tales of mystery and imagination Edgard Allan Poe" di Alan parson project, Una raccolta dei Talk Talk  un edizione speciale di Ummagumma dei Pink Floyd, la cattedrale della musica cosmica in tutto il suo allucinante splendore e per finire Duke dei Genesis perchè è stato il loro ultimo album decente.

Sono uscito per un paio di pizzate on i miei quattro amici di sempre, si è riso, scherzato e si è tirata l'alba insieme come quando avevamo diciotto anni.

Questo periodo mi è servito per riordinare le idee ed ora sono pronto per nuovi progetti, mi auguro di cuore che queste vacanze vi abbiano ricaricato le batterie

un abbraccio
Arturo



Copertina di UMMAGUMMA dei Pink Floyd qui sotto il link per ascoltarlo sul tubo.

 https://www.youtube.com/watch?v=T9uPQtdIJwM