domenica 10 aprile 2016

LA CAPSULA DEL TEMPO

Non me ne ero assolutamente dimenticato, ma pensavo fosse andata persa, mia madre mi aveva detto che durante la ristrutturazione della casa dei miei nonni parecchi dei miei quaderni e libri dalle elementari alle superiori erano stati gettati unitamente a non precisate “mie cose”, pensavo che anche la mia capsula del tempo fosse stata gettata, in fondo chiunque l'avesse trovata, una volta aperta, avrebbe visto cose insignificanti, dato che avevano un senso solo ed esclusivamente per me.

Ma non era andata persa, la scatola di metallo che avevo chiuso definitivamente a sedici anni era rimasta esattamente dove l'avevo lasciata, fra il trave maestro ed un travetto della soffitta della casa che fu dei miei nonni materni, semplicemente ha deciso di farsi trovare da mia cognata, la casa ora è di proprietà di mio fratello che la utilizza (in parte) come ufficio e durante la sistemazione della soffitta ora adibita ad archivio, è stata notata, la scatola di biscotti in metallo zincato recava ancora leggibili le scritte vergate da me con un pennarello indelebile che invitavano a non aprirla per nessun motivo in quanto maledetta (ho semrpe avuto il senso del dramma..).

Mia cognata non l'ha aperta mi ha telefonato dicendomi che aveva trovato qualcosa di mio sotto un trave, ed oggi l'ho recuperata.

Una capsula del tempo è la tradizione squisitamente americana di seppellire una scatola con cose della prpria infanzia e adolescenza, da aprire una volta adulti, mi sono sempre sentito un po' americano, vuoi per la nonna nata in Pennsylvania, vuoi i ricordi che ho sempre avuto fin da bimbo, di paesaggi e volti di gente che sapevo abitare in quel paese di cui apprezzo poco in tema di politica estera, energetica e modo di vivere ma che evoca in me una immensa nostalgia per chi vi ho lasciato poco più di mezzo secolo fa.

Oggi pomeriggio sono sceso nella mia taverna-ufficio-tana e sul tavolo di Rovere ho aperto con cura la mia capsula del tempo, la cognata l'ha spolverata con cura, il nastro adesivo trasparente con cui era sigillata cade a pezzi, lo stacco con cura e poi apro il coperchio, la prima cosa che noto è un modellino di auto, una Ferrari P4 in scala 1:43, mi venne regalata dal nonno Beppe al mio nono compleanno, costava mille Lire, la ricordo ancora dietro la vetrina della cartolibreria-bazar della via che percorrevo per recarmi a scuola; scosto il modellino e trovo una foto di mio padre accucciato davanti ad un Mustang P 51, era il 1954 ed era appena arrivato a Ghedi, fatico trattenere le lacrime, un altra fotografia salta fuori dalla scatola, io a dodici anni ad una festa di compleanno con due ragazzine della mia classe, un foglio di quaderno formato A5 con un disegno fatto da me di uno Shadock, le folli creature disegnate da Jacques Rouxel che ho conosciuto grazie ai cartoni animati trasmessi nel 1972 a tarda ora, la domenica sera, presentati da Oreste Lionello.

Un altra fotografia, una delle ultime messe nella scatola, il mio primo amore, mentre si pettinava allo specchio, molto molto carina.

Trovo un frammento del mio diario che ho tenuto per un periodo di quattro anni e che ho definitivamente distrutto a sedici, ma questo foglio l'avevo conservato, un lungo elenco di cose che avrei voluto fare da adulto, scorrendo rapidamente leggo cose che non ho mai realizzato quali “visitare dei fiordi Norvegesi” e “urinare sulla tomba del generale Badoglio”, altre che sono riuscito a realizzare fra le quali “pescare in alto mare” e “avere dei figli”.

Passo oltre, un altra istantanea realizzata con una polaroid, la fotografia è molto danneggiata, ma sono riconoscibili la spiaggia di Andora che frequentavamo ed un amico coetaneo di mio fratello.

Fra cose più o meno inaspettate scopro una fotografia che avevo quasi
scordato, uno scatto mia madre e mio padre giovanissimi, la vita non li aveva ancora piegati, avevano progetti ed anni felici davanti a loro.
,
Prendo le fotografie e le scannerizzo, vedrò di recuperare qualcosa da quelle meno malandate, i fogli, l'elenco ed altre cose le getto, hanno svolto il loro compito, mi hanno riportato dal passato una serie di messaggi.

La Ferrari P4 l'ho regalata a mio figlio, non è attratto dalle vetture, ma l'ha accettata subito ed in cambio ho ricevuto un un grande sorriso...


Rosa e Salvatore.















sabato 26 marzo 2016

Buona Pasqua

Auguro ai soliti quattro gatti che mi leggono una serena pasqua da trascorrere, secondo tradizione, con chi volete , con chi preferite o con chi tollerate a malapena, soprattutto nel caso in cui siate costretti ad interminabili sedute a tavola con il parentado al completo.

Non è questo (per fortuna) il mio caso,  speravo di fare un escursione sulle colline intorno a casa a Pasquetta, ma sembra che il tempo non prometta bene, al limite mi armerò di K-Way e me ne andrò ugualmente sul parco del Sasso a consumare il solito rito primaverile.

Pasqua per il cristianesimo è la festa della resurrezione, della sconfitta della morte, ma io vedo la signora in nero primeggiare in lungo e in largo su questa umanità, non penso che 7 miliardi di eprsone stiano espiando un cattivo Karma, direi piuttosto che una pccola percentuale di individui sta praticando attivamente ogni forma di follia per far si che chi sta bene siano realmente in pochissimi.

La resurrezione dalla morte per il principe Siddhattha Gotama era una condanna, la condanna alla reincarnazione, in effetti essere costretti a rinascere in questo posto non è propriamente una benedizione, è come se come punizione, per non essere riusacito a cambiare le cose, ti ritrovi a nascere in un pianete sempre più degradato, a pensarci bene un monito per gli ignavi che non aprtecipano neppure al voto...

Ma lasciando perdere le filosofie spicce, invio un caro saluto a tutti voi e mi raccomando votate per il referendum sulle trivellazioni in Adriatico, come volete voi, certo, ma manifestate il vostro parere, sappiate tuttavia che l'eventuale estrazione di petrolio o metano non allevierà minimamente la nostra bilancia commerciale, nè tantomeno allevierà il nostro debito pubblico in quanto chi estrarrà idrocarburi con ogni probabilità pagherà le tasse all'estero lasciando a noi solo i rischi, l'inquinamento ed amenità varie ed assortite......

http://www.libertaegiustizia.it/2009/10/05/eni-un-utile-di-7-miliardi-ma-allerario-versa-solo-335-milioni/

buona pasqua
Arturo

lunedì 7 marzo 2016

LA STRIA E LO STRANIERO, VENT'ANNI DOPO.

Vent'anni dopo.
Di nuovo in missione sul terzo pianeta di questo sistema solare, aveva fatto carriera nella flotta astrale, ora rivestiva il grado di colonnello, a lui toccava il compito di pianificare le invasioni dei pianeti che via via la propria civiltà occupava per espandersi, per creare nuove colonie, ma i crimini commessi ai danni degli indigeni e le vibrate proteste da parte sua presso il comando della flotta lo avevano reso poco gradito nelle alte sfere di comando.

Aveva sacrificato il proprio matrimonio in nome della carriera, ed in cambio aveva ricevuto uno stato di servizio macchiato dalle intemperanze nei confronti dei soprusi che aveva denunciato, una carriera che sarebbe finita con il grado che rivestiva ed un inconsolabile solitudine che lo stava mettendo a dura prova.

Lo straniero era particolarmente affezionato a questo pianeta che, anche se barbaro, violento e percorso da fremiti di follia religiosa, amava come il figlio che non aveva mai conosciuto, era stato semplice farsi assegnare a questa missione, un favore che aveva fatto al programmatore gli era valso la nomina di effettivo per la missione di preparazione all'invasione che secondo i piani avrebbe dovuto avvenire fra duecento anni terrestri, era stato facile farsi assegnare un velivolo da ricognizione e così mentre la missione ufficiale stava esplorando l'emisfero australe a caccia di minerali lui si stava dirigendo verso una valle lunga ed ampia che partendo da un lago con un monte nel mezzo finiva con una grande cima dalle nevi perenni.

Sapeva benissimo dove recarsi, rivide il sito dove si era schiantato vent'anni prima, i luoghi della corsa a perdifiato per sfuggire alle ire dei nativi, la parete di roccia grigia su cui aveva rischiato la vita, i resti del mezzo che guidava erano stati recuperati con una missione rischiosa, ma perfettamente riuscita, ora il sole stava illuminando la vetta della montagna dalla cui cima aveva lanciato il segnale per il proprio recupero ed ecco lì, la casupola in pietra; il camino fumante gli fece sperare di rivedere la misteriosa donna dai capelli rossi e dal mutevole aspetto che aveva popolato i suoi sogni negli ultimi vent'anni, lui che per la prima parte della propria vita non aveva sognato che pochissime volte, dopo l'esperienza in questo luogo si era ritrovato a fare sogni articolati ed incredibilmente reali.

In sogno aveva visto suo figlio allevato dalla donna dai capelli rossi che lo aveva soccorso, mentre pensava a tutto questo individuò uno spiazzo nella pietraia di fronte alla casupola su cui far atterrare il proprio piccolo mezzo da ricognizione, discese mantenendo attivo l'occultamento, il mezzo era silenzioso e si posò sul terreno quasi senza rumore a cinquanta passi dalla porta della casupola, non fece in tempo ad uscire dal portellone che la porta si aprì e lo straniero rivide la donna che lo aveva salvato vent'anni prima, senza timore si avvicinò a lui sorridendo, appena gli fu vicino lo apostrofò “saìe che ta sarèset riàt”, lui la guardò sorridendo, gli sembrava bella come allora, le prese la mano e le fece un perfetto baciamano, la donna lo accompagnò verso la casupola.

Gli anni avevano tracciato sottili solchi ai lati degli occhi verdi come la giada ed i capelli rossi erano striati da qualche vena grigia, ma era bella come non sperava neppure potesse essere, in questo pianeta dove la vita media era di cinquant'anni la sua salvatrice era ancora una donna attraente e sensuale, lo straniero chiese come stesse suo figlio e dai gesti in risposta capì che era alto più di lui, la donna gli fece capire che il giorno dopo sarebbe venuto a trovarli.

A questo punto la strìa dai capelli rossi accostò il proprio pollice della mano sinistra alla fronte dello straniero ed iniziò a parlargli “sapevamo da due cicli lunari che saresti tornato, ed io sono felice di rivederti, tuo figlio sta diventando una persona importante ha la tua intelligenza ed il nostro sapere, frequenta un collegio e come hai visto in sogno l'ho allevato io come fosse mio figlio.

Il pollice della strìa si staccò dalla fronte dello straniero, questa vota non era svenuto, non era caduto in un sonno profondo questa volta aveva capito ciò che gli era stato detto, si sentiva fatalmente attratto da questa donna e seppe dentro di se che anche lei provava lo stesso, le prese la mano e la portò nella piccola baita, la spogliò delicatamente e si fece spogliare, il semplice tocco delle sottili dita della strìa gli provocavano fremiti di piacere , lo straniero non aveva mai provato una simile eccitazione, la notte recò loro in dono molto piacere, lunghi abbracci e qualcosa si insinuò pian piano nella mente dell'essere venuto dallo spazio, colonnello della flotta astrale, invasore di pianeti ed intollerante nei riguardi delle ingiustizie.

L'alba tinse il cielo di colori forti, lo straniero cominciò a mettere in atto il piano che non avrebbe mai pensato di poter progettare cinque anni prima, entrò nel velivolo da ricognizione e staccò l'alimentazione del trasponder, l'astronave madre non aveva tracciato i suoi spostamenti ed ora i compagni di spedizione non avrebbero tracciato la sua posizione.

La strìa gli stava accarezzando la schiena e lo straniero le parlò, le disse che non voleva più tornare con la propria gente, che voleva vivere con lei gli anni che gli rimanevano e che voleva andare a vivere nella nuova nazione a ovest. La strìa lo guardò a lungo negli occhi, lo aveva capito benissimo, non c'erano dubbi su quanto lo straniero le aveva detto, chiuse per un attimo gli occhi e decise che avrebbe lasciato le sorelle, il figlio dello straniero era già grande, se la sarebbe cavata benissimo da solo.

Il ragazzo si fece vivo intorno a mezzogiorno, era bello come poteva esserlo solo un dio greco raffigurato nelle splendide statue che lo straniero a veva visto a sud, la strìa non ebbe bisogno di parlargli, lui capì subito, strinse la mano allo straniero, seguì un lungo silenzio poi il ragazzo parlò “sono venuto al mondo per far cessare la persecuzione di queste donne, entrerò nel clero e farò tutto quanto in mio potere per far cessare questo sterminio, della nuova religione mi importa assai poco, sono tutte buone o cattive a seconda delle azioni che fanno compiere ai propri adepti, l'antico sapere non può andare perduto, lo farò grazie ai venti di cambiamento che provengono da ovest, ci vorrà del tempo, ma ci riuscirò”.

Il padre aveva capito tutto, augurò al figlio di riuscire nei propri intenti.

La Stria e lo straniero partirono appena dopo l'alba del giorno dopo, la donna non lo sapeva, ma lo straniero aveva con se una scorta di medicinali e delle terapie geniche che le avrebbero allungato di molto la vita, gli erano costate buona parte dei propri risparmi, con il rimanente si era acquistato cinque chili di oro che sul suo pianeta di origine era decisamente meno costoso rispetto a quanto veniva pagato su questo pianeta, il commercio di metalli preziosi con gli indigeni era contrario al regolamento della flotta astrale, ma lui si era di fatto dimesso da tale corpo.

La costa orientale dell'America del nord appariva ammantata dalla luce del tramonto, Lo straniero chiese alla donna dove avesse voluto metter su casa e lei indicò un luogo sulla costa est, lui la guardò negli occhi ed i due si sorrisero, vide il luogo adatto a far inabissare il velivolo, vide il luogo dove sarebbe stato finalmente felice, avrebbe acquistato un pezzo di terra, coltivato il grano e avrebbe difeso la propria felicità anche grazie ad una pistola ad alto potenziale che aveva in dotazione.

Dopo una vita di sacrifici, rinunce e solitudine lo straniero si sentì finalmente a casa.

venerdì 12 febbraio 2016

LA BURLA

Sono cresciuto in un ambiente dove con i soliti amici si rideva spesso delle burle perpetrate e (a denti stretti) subite, Lauro è sempre stato un cagnaccio  terribilmente abile nel confezionare ad arte scherzacci anche di un discreto peso.

La facilità nell'imitare voci e cadenze gli fece organizzare uno scherzo terribile nei riguardi di Giulio, uno che ha fatto fortuna nella vita, ma che era inevitabilmente il soggetto più preso di mira.

Saputo che l'aitante, prestante e molto eccitato Giulio  si era invaghito perdutamente (ci sbavava sopra) di una ragazza di un comune vicino, conosciuta in una discoteca del di lei paesello, e venuto a consocenza (come cacchio abbia fatto a saperlo lo sanno solo gli dei dell'Olimpo) che il di lei fratello era un discreto picchiatore simpatizzante di una destra allora assai manesca, mise in piedi con Pope, un altro soggetto spesso aggregato alla combriccola di cani sciolti che eravamo e forse siamo tutt'ora,  una sceneggiata ben articolata.

Gettone telefonico d'ordinanza alla mano Lauro e Pope entrarono nella cabina telefonica collocata su
di un lato della piazza del (una volta) ridente paesello, la telefonata a Giulio iniziò con un minaccioso "CHE GHET FAT A ME SORELO?" (che cosa hai fatto a hai sorella?) Giulio balbettò la prorpia innocenza, ma "il fratello" proseguì urlando minacciando di spaccargli le ossa (!).

Fra balbettii da una parte e tonanti minacce dall'altra la cosa andò avanti per coinque minuti buoni e si concluse con la promessa da parte del "fratello" che sarebbe passato da Giulio a  per adire alle vie di fatto.

Ma una burla non valeva cinque lire bucate se non si poteva godere degli effetti subiti dal bersaglio, Lauro e Pope dopo un quarto d'ora suonarono (con una faccia da culo degna di consumati attori di tragedie greche) al citofono di Giulio.

Lo trovarono distrutto, lo esortarono a parlare, lui spiegò loro il proprio dramma sentimentale ed ortopedico "quello mi rompe le ossa" piagnucolò.

I due bastardissimi amici si guardarono negli occhi ed inizarono una nuova fase della sceneggiata, Lauro esordì con un "ma lui è da solo, noi siamo in tre, vado a prendere una mazza che ho a casa, voi prendete dei bastoni E ANDIAMO A ROMPERGLI LE OSSA NOI!", Pope rincarò la dose aggiungendo particolari poco educativi sul come avrebbero dovuto farlo a pezzi....

Giulio era disperato "NO NO NO QUELLO CI AMMAZZA" ed i due giù ancora a dare dello smidollato a Giulio in un accorato appello alla vendetta; Giulio era allo stremo, invitato dai due malefici a bersi un bicchiere d'acqua ed a sedersi Lauro gli sussurrò a venti centimetri dalla faccia un flebile ma capibilissimo "siamo stati noi".

Il bicchiere d'cqua volò verso Lauro ma lui e Pope stavano già fuggendo giù dalle scale ridendo come due pazzi....

Avevamo diciassette anni.

A volte mi ritrovo tutt'ora ad architettare burle che non posso più combinare, mi manca un pard, mi mancano gli amici con cui riderne insieme, siamo tutti molto presi da una vita piuttosto complicata, da relazioni spesso troppo complicate, da situazioni lavorative diverse, ma con il comune denominatore della costante ed ineluttabile rottura di coglioni.

Ma, quando ci si ritrova, il semplice ridere di tutte le cazzate combinate ci riporta indietro ad anni in cui tutto sembrava ancora possibile, ma sono certo che se ci si ritrovasse più spesso (cosa non semplice) qualche burla colossale da architettare su vasta scala salterebbe ancora fuori......

PS qui sotto la macchina dei defunti montata ogni anno nella parrocchia del paesello, Lauro ed io avevamo acceso i ceri insieme ad altri 4 soetanei, la prima idea di uno scherzo terribile ci era venuta a 14 anni abbarbicati sulle impalcature poste sul retro della macchina sacra, per fortuna (nostra) non lo mettemmo mai in opera.....





martedì 5 gennaio 2016

IL NUOVO ANNO

Auguro ai soliti quatro gatti che seguono questo mio blog (delirante l'ha definito di recente un amico) "RIPOSTANDO" un mio scritto pubblicato sulla precedente piattaforma nel dicembre 2008, era un post di auguri e di scelte da fare all'alba di una crisi FEROCE, ringrazio di cuore l'amico Pasone che l'ha ripescato dai meandri del web (perso come ben due interi anni di post, motivo per cui ora scrivo solo ed esclusivamente qui....).


22 Dic 2008 
Voglio augurare a tutti voi un sereno Natale ed un felice anno nuovo.

Godiamoci qualche giorno di riposo per rituffarci nell'anno nuovo con rinnovata vigoria, per un attimo lasciamo stare la settimana corta e quella cortissima, la mobilità, la cassa integrazione, le banche ed i soldi che non ci sono più, gli elettrodomestici che una volta rotti non si riparano più perchè COSTA ripararli, il pane a 5 Euro al kg una sostituzione di una cinghia della distribuzione e dei vari tendicinghia che costa 600 Euro e tante altre amenità.

Che si sia vissuto al di sopra delle reali possibilità, che i moniti dei nonni "guardate che adesso siete tutti ricchi e non ve ne accorgete...." che forse il sistema italia stia collassando sono tutte osservazioni corrette ed imprecise allo stesso tempo.

In realtà il pretendere che i consumi continuino a crescere è una follia, come il comunismo ed altre teorie che hanno dato cattiva prova di se nella pratica.

Il sistema pianeta terra è un sistema chiuso, i mercati hanno una certa potenzialità, il lavoro che può essere svolto può essere quantificato ed anche il denaro in circolo è una quantità finita per cui la giostra doveva fermarsi.

E' ora di ripensare al modello consumistico, pensare al riutilizzo di un bene, progettarlo perchè duri e dare meno importanza alle mode ed all'estetica per rivalutare la funzionalità.

Immettere CO2 in atmosfera  solo perchè è semplice produrre energia è un comportamento idiota, costruire centrali nucleari con il combustibile radioattivo che nelle previsioni diventerà antieconomico già fra 10 anni (e per costruire una centrale ce ne vogliono 15) è da irresponsabili.

Costruire vetture che possano percorrere trecentomila km è troppo poco, bisogna costruirne di migliori, più robuste, fatte per durare 15 anni e con motori a bassissima manutenzione e con caratteristiche di consumo molto migliori (nel campo della cogenerazione i moderni motori possono durare 50.000 ore e con rendimenti del 25% superiori rispetto ai motori per autotrazione attuali, la tecnologia c'è già).

Convertire le centrali termoelettriche ad olio pesante in centrali turbogas che possano generare calore per i paesi o le città vicine, non è utopia ormai trasportare con eccellenti rendimenti grandi portate di acqua calda anche per una ventina di km.

Spingere il solare (soprattutto il termodinamico).

Spingere l'eolico.

Sono cose fattibili, la prima azienda che capirà che un auto che consuma meno che costi meno di manutenzione e che duri di più è un prodotto vincente farà bingo,  il primo gruppo che capirà che il solare termodinamico è il mezzo più economico per produrre energia elettrica costruirà grandi centrali e manderà gambe all'aria la concorrenza che dipende dal prezzo del petrolio, e dall'approvviggionamento del metano.

E per finire che le amministrazioni locali facciano un giretto in Germania, vadano a vedere come Berlino ha ridotto il problema dei rifiuti rendendolo una risorsa per la collettività.

Raccolta differenziata casa per casa recupero di ogni elemento, il rimanente è INERTE, se ne possono fare quel che si vuole, non produce percolato come le ecoballe, non produce gas come le demenziali discarche tanto care ai nostri geni e può essere stoccato senza pericolo per nessuno.


E' ora di cambiare.

Buon Natale a tutti


E' stato oltremodo utile rileggere cose scritte in un periodo pre MACELLERIA SOCIALE (LEGGE FONERO), prima che un governo venisse abbattuto dalla TROIKA, prima che MOTU PROPRIO un presidente della repubblica (Napolitano) scegliesse un individuo da eleggere senatore a vita e poi lo scegliesse come capo di un governo "FANTOCCIO" quale espressione della medesima TROIKA (Monti), che con acume bocconiano ha nell'ordine:

1) Aumentato le accise sui carburanti

2) lasciato per strada 130.000 (ma c'è chi parla di 300.000) persone SENZA DIRITTO ALLA PENSIONE VOLUTAMENTE LASCIATI "A CHIAPPE SCOPERTE", senza ammortizzatori sociali, senza una fonte di sostentamento, carne da cannone, inermi davanti al cannone sparaBALLE  della troika.

3) ha AUMENTATO L'iva portandola all'attuale 22%.

Una manovra che avrebbe potuto benissimo fare mia nonna.......

Ora, questa strizzata di palle  pensavo potesse creare  una sommossa popolare, sindacati in piazza, esodati pronti a dar fuoco al parlamento ed invece nulla, NULLA DI NULLA, i nostri governanti hanno capito che ORMAI ERAVAMO RIDOTTI A RANGO DI GREGGE......

Il governo Monti è stata una delle pagine più nere della nostra repubblica, ma si Berlusconi era ormai ridotto a rango di Scaramacai, sputtanato e sputtanante, ma caspita, era stato votato dalla maggiornaza degli Italiani, "destituirlo" di fatto è stato un colpo di stato e che questo sia stato fatto in nome dello spred mi ha sempre fatto chiedere  chi l'abbia manovrato ad arte questo spred.....

Penso ancora le medesime cose del 2008 in tema ambientale,  da pochi giorni ho visto morire l'intero comparto del mini eolico UCCISO dalla revoca degli incentivi sull'energia prodotta da generatori eolici entro i 100kW, Meglio continuare a far bruciare carbone, certo signor Renzi....

In tema economico invece ho approfondito molte cose, ho avuto modo di capire che il denaro, UNA VALUTA è un concetto tolamente astratto, non rappresenta null'altro che la credibilità della valuta stessa ed il suo valore è la QUANTIFICAZIONE di questo unico fattore.

SOLO ED ESCLUSIVAMETNE QUESTO.

Il non poter più disporre di una nostra valuta ci ha reso vassalli dello stato leader europeo (la Germania), ma altri stati hanno avuto le palle epr continuare a stampare la propria valuta e GUARDACASO sono le due nazioni che MENO DI ALTRE hanno risentito della ventata della crisi (UK e Danimarca).

O ci sganciamo da questa immensa zavorra che è l'Euro o finiremo male, con lo 0,3% di "crescita" che paventa Renzi ci si può tranquillamente pulire il culo, la realtà è data dalla DEFLAZIONE dei prodotti cardine della vita comune, la deflazione indica che la nazione è IN GINOCCHIO che il comparto industriale NON E' RIPARTITO e che la disoccupazione REALE non è calata.

Nino Galloni (in coda al post il link) lo esprime in molti modi (TUTTI EFFICACI), la Germania ha richiesto la nostra DEINDUSTRIALIZZAZIONE e l'ha ottenuta.

Sento tanti belati, le pecore hanno ancora chi dà loro da mangiare, un cane pastore che le tiene "in riga" pascoli su cui brucare...., fino a quando?

https://www.youtube.com/watch?v=5lPGzvfnI9M