giovedì 27 novembre 2014

UN UOMO LIBERO


UN UOMO LIBERO





Ero a Firenze per una consulenza ad un amico impegnato nella costruzione di un generatore elettrochimico,  Marco era venuto dalla sua natia Lucca in moto per rendersi utile, non avevo mai visto il suo mezzo, ma mi stupii non poco quando scoprii che si trattava di una motocicletta da pista  immatricolata chissà per quali vie traverse come stradale con una bellissima carenatura integrale gialla e che sul serbatoio portava in bella vista l'autografo di un famoso pilota di moto GP.


Il lavoro non stava dando risultati eclatanti, il generatore aveva dei problemi derivanti dall'impurità dei metalli utilizzati e dalla soluzione elettrolitica, pur avendo effettuato una progettazione accurata ed utilizzando il meglio disponibile non saremmo riusciti a creare qualcosa di facilmente industrializzabile e l'amico fiorentino, solitamente ottimista, era un po' abbacchiato.


Marco si era prodigato per portarci tutta una serie di conduttori, capicorda, viti e quant'altro si rendeva necessario fornendo un servizio di pony express da 270 chilometri l'ora, ma lo sforzo di tutti non aveva prodotto i risultati sperati.


A fine giornata ci si trovò a tavola davanti ad un piatto di spaghetti e la tristezza per i mancati risultati si trasformò in speranza, forse con metalli più puri, forse se avessimo utilizzto dei conduttori in argento, forse se utilizzassimo una soluzione acida formulata da un laboratorio, ma in cuor nostro sapevamo che il progetto era abortito e sarebbe stato abbandonato da lì a poco.


Marco l'aveva capito per primo, dotato di un approccio pratico e di una capacità di analisi disarmante aveva capito fin dai primi momenti che l'"accrocchio", così lo si chiamava fra di noi, sarebbe stato un mezzo fiasco, si tratta di una persona a cui è difficile dare un età, in leggero sovrappeso, con due occhi chiari e nessun capello grigio gli si potrebbe dare dai trentacinque  ai cinquant'anni ma senza un briciolo di certezza; entrambi sappiamo di avere avuto altre vite in cui ci siamo conosciuti, so che in una di queste è stato molto venerato e questo lo si vede dal modo in cui tende a nascondersi alla gente, è bravissimo a non farsi notare, ma se ad esempio lo si coinvolge in una discussione con una persona che lo incontra per la prima volta, vedo sempre qualcosa negli occhi di chi lo guarda, un guizzo di vita, un briciolo di speranza.


In questi ultimi anni sta affrontando tutta una serie di problemi che avrebbero steso un rinoceronte, ma lui li ha affrontati con la leggerezza di chi sa che questo mondo  è in realtà una sottile pellicola, un teatrino di ombre cinesi dove l'apparenza è tutto, ma la reale consistenza è scarsa e quindi anche se colpito, minacciato e oppresso dalla quantità di obblighi, legami e difficoltà che gli si parano innanzi non ha mai perso il sorriso ed è sempre stato disponibile nei riguardi degli amici nonostante nel momento del bisogno qualcuno gli abbia voltato inopinatamente le spalle.
Ciò che fa di lui un vero filantropo, è l'aiuto del tutto disinteressato che fornisce a chiunque possa farne buon uso, in questo è diventato molto selettivo, l'aiuto lo dà a chi se lo merita, ma sempre in maniera anonima e disinteressata.
Ci si vede di rado, ma ci si sente spesso, da qualche giorno lo sento molto affaccendato, questo teatrino cinese oggi come oggi ha nella scarsità la propria caratteristica più rilevante e minacciosa, manca lavoro, mancano soldi, risorse, speranze. ma presto il sottile velo di carta velina su cui vengono proiettate le figure così ostili verrà squarciato, gli attori si mostreranno essere pezzi legno e carta manovrati da burattinai esperti ed allora il mio amico Marco ritroverà la gioia di stare in compagnia ed io la speranza che da tempo non alberga più stabilmente nella mia casa.



mercoledì 19 novembre 2014

L'INVENTORE

Alessandro è un amico in gravissima difficoltà, ha settant'anni, ha perso da poco la compagna di una vita ed ora come ora ha perso la voglia di lottare.

Vive in un paesino a pochi chilometri dalla Svizzera, e come passatempo fa l'inventore, ma non uno dei soliti personaggi che non approdano a nulla,  il mio amico Alessandro ha inventato un reattore nucleare a bassa temperatura che il Politecnico di Torino ha testato trovando la teoria per cui funziona ed analizzando il surpls di energia che produce, il tutto è documentato, sperimentabile e spiegabile grazie agli studi effettuati dal Politenxico di Torino.

  L'amico inventore ha la licenza elementare eppure ha creato le basi per un diverso modo di produrre nergia, lo studio è iniziato presso un laboratorio finanziato da una facoltosa famiglia bresciana, fui chiamato a verificarne i dati da un progettista elettrico coinvolto nel progetto, mi bastarono pochi minuti per capire che quell'accrocchio produceva più energia di quanta ne assorbisse in misura di nove a uno.

Ma una cosa è un prototipo, ingegnerizzarlo in un prodotto commerciabile è molto più complesso,
serviva un grande gruppo con laboratori ed un team di ingenieri, non fu possibile trovare nessuno interessato alla cosa.

Alessandro andò avanti da solo, dando fondo alle proprie finanze, due anni fa decise di rivolgersi al Politecnico di Torino il quale giunse ai risultati elencati prima, ma le due conferenze negli USA tenute sei mesi fa non hanno avuto alcun riscontro, nessun grande gruppo interessato, nessun finanaziatore disposto a investire su di un progetto così promettente ed ambizioso.

L'amico inventore era profondamente demoralizzato, in una lunga telefonata gli ho spiegato che il petrolio la fasrà da padrone ancora a lungo è un vettore nergetico estremamente "sporco" in quanto lo si acquista da paesi extra UE con sconti del 15% rispetto alla quotazione ufficiale e questo produce valanghe di capitali IN NERO che sono la gioia di tutti i gruppi che lo commerciano, gli ho spiegato che in base ad alcune soffiate in Basilicata si estrae molto più greggio di quanto ci si potrebbe aspettare, ma che anche se così fosse come nazione non ne avremmo alcun beneficio perchechi lo estrae  è in realtà una società ESTERA per cui il petrolio che estrae A CASA NOSTRA viene immesso sul mercato ed un azienda che paga (poche) tasse sugli utili in un altra nazione e ci fa profitto.

Enrico Mattei si rivolta nella tomba da molti anni...

Il prossimo fine settimana si terrà un simposio a Torino su questa scoperta, ma il mio amico Alessandro non ci sarà, è solo, con una pensione di 470 Euro al mese e non ha i soldi per andare a sentire chi si farò bello con la sua invenzione, certo il suo nome è presente nel protocollo di ricerca, ma ora lui è stanco, senza la sua compagna, senza soldi.

Lo specchio di una nazione andata a puttane, senza dignità, sventrata da lestofanti e finanzieri senza scrupoli gestita da amministratori incompetenti o spesso ladri.

Volevo darti una mano, ma non l'hai accettata, sei stanco, deluso e lo sono anch'io amico mio.


martedì 11 novembre 2014

ALLA DERIVA

La risacca mi spinge verso il bagnasciuga, ma la corrente mi porta via via al largo, non ho più i remi persi nella foga di spingermi alla riva ormai prossima, sono ferito ad una gamba e ad un braccio, non potrei nuotare, non ho un giubbetto salvagente, ma anche se mi tuffassi la corrente mi porterebbe via, al largo fra i marosi.

Tento di spingere la barca a riva impugnando una delle mie ciabatte usandola come una pagaia, ma la barca tende a girarsi e ad ogni onda alta un metro rischio di capovolgermi, il mare in questo tratto diventa molto profondo, già a venti metri dalla riva ci sono tre metri di profondità, sento la disperazione sorda salirmi in gola, braccio e gamba mi fanno molto male.

La riva via via si allontana,  le speranze sono finite, morirò su questo guscio di noce.

Questo è il mio incubo ricorrente, è talmente vivido che al risveglio ho nelle narici  l'odore di salsedine e mi sento costretto a verificare le condizioni delle parti del mio corpo ferite nel mio incubo.

Il significato del sogno è a me fin troppo chiaro, mi dice cose che conosco, è la palese manifestazione di quanto sia  stanco del mio lavoro, di come sia frammentario, poco produttivo e da quest' anno pure mal remunerato.

Un continuo affannarsi per poi contare le briciole che restano; il grosso se lo porta via lo stato.

Un onda più alta, un errore in una dichiarazione dei redditi, una delle spropositate cartelle fasulle di equitalia ed il mio guscio di noce si ribalterebbe ed io sarei perso.

 Ma non oggi.

 Questa notte nel mio sogno sulla mia barchetta simile ad un guscio di noce mi era rimasto a bordo un remo spezzato ed io l'ho usato per pagaiare a riva, al contatto della chiglia con i ciotoli del bagnasciuga mi sono buttato sulla terraferma, trascinandomi mi sono rimesso in piedi ed ho visto il mio guscio di noce sospinto via dalla corrente.

Non mi sono arreso, questa notte ho vinto e stamane sono di buon umore,  come sempre venderò cara la pelle....






sabato 1 novembre 2014

LA COSCIENZA DI UNA NAZIONE

Una nazione,per essere considerata tale, deve possedere un senso di appartenenza che accomuna la propria gente, deve possedere un profondo senso di rispetto per chiunque ne faccia parte e questo al di là di come i componenti della nazione stessa vogliano spendere la propria vita, o trascorrere il proprio tempo.

Il senso di profondo rispetto deve andare al di là dei gusti personali, dell'appartenenza a gruppi e religioni e persino della morale di questi gruppi e religioni; una nazione è di fatto la somma delle speranze, degli sforzi e dei tentativi di raggiungere la felicità di tutti i propri componenti.

Quando questo rispetto non viene ferocemente difeso allora la struttura stessa della nazione è in pericolo, le parole pronunciate oggi dal SAP (Sindacato Agenti di Polizia) sono un vero e proprio attentato al concetto di unità nazionale, subito dopo la sentenza del caso Cucchi rappresentanti del sindacato Agenti di Pubblica Sicurezza hanno commentato il verdetto della corte d'appello (sul quale non entro in merito)  "CHI DISPREZZA LA SALUTE NE PAGA LE CONSEGUENZE", queste parole pronunciate da un organo di rappresentanza delle forze dell'ordine sono di una gravità inaudita.

Il fatto che un cittadino faccia uso di sostanze stupefacenti (e non entro nel merito della divisione fra droghe leggere e pesanti) rientra in una sfera strettamente personale che  non condivido ma che non tollero venga additata quasi come se la morte del Cucchi debba essere un monito, quasi come che l'uso di sostanze psicotrope porti con se un qualche tipo dimarchio.

Naturalmente il SAP non ha minimamente parlato della salute dei milioni di italiani che fanno abitualmente uso di psicofarmaci prescritti un po' troppo spesso con una certa leggerezza, anche queste persone dovrebbero venire "marchiate"?,  e dopo chi assume droghe, psicofarmaci e quant'altro chi altro dovremo vedere "marchiato"?

Ma io di marchi e "marchiaure" non voglio sentire nemmeno parlare, non accetterò mai questi atteggiamenti ghettizzanti ed il fatto che nessuno dei nostri rappresentanti di governo si sia sentito in dovere di censurare una simile dichiarazione mi fa temere per questa nazione.

Forse siamo arrivati ad un punto in cui le parole non hanno più il peso che spetta  loro, ma è più probabile che si sia arrivati al punto in cui la nostra libertà è soggetto in via di valutazione da parte di chi dovrebbe garantirla e difenderla ed io non accetterò mai un simile atteggiamento.




venerdì 10 ottobre 2014

ANATOCISMO

Da Wikipedia:

Con il termine anatocismo (dal greco anà - sopra, e tokòs - prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti "composti". Esempi di anatocismo sono il calcolo dell'interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell'interesse passivo di un mutuo.

 Ho clienti sparsi per buona aprte della Lombardia, molte delle loro aziende sono nate negli anni settanta ed ottanta, soprattutto in quest'ultimo decennio gli istituti bancari erano propensi a fornire liquidità alle aziende, il pensiero dominante era che il lavorare con i capitali delle banche rendeva libere le aziende di investire maggiormente sulla modernizzazione, ricerca e sviluppo.

A questo in buona sostanza sono dovuti gli ottimi risultati di quegli anni, le banche ingrassavano con gli interessi pagati da aziende che erano competitive e che potevano disporre di capitali.

Il prodotto bancario che ha cosnentito in larga misura al successo di questo periodo è statta la ricevuta bancaria, in pratica il credito che un azienda aveva nei riguardi di un proprio cliente a cui aveva fornito merce dietro regolare fattura si trasformava in credito per l'azienda stessa, la ricevuta bancaria (che di fatto testimoniava il CREDITO dell'azienda fornitrice nei riguardi del compratore che avrebbe saldato il proprio debito in un tempo che normalmente andava da 30 ai 90 giorni) veniva così a onfluire in una nuova figura chiamata "castelletto" che di fatto costituiva un ulteriore disponibilità di liquidità sulla quale l'azienda pagava interessi maggiorati rispetto alla disponibilità ordinaria (fido).

La percentuale di ricevute bancarie insolute in quegli anni non sueprava il 3% e l'80% degli insoluti si risolvevano in maniera più o meno amichevole in un periodo compreso fra i 30 ed i 120 giorni.

Ma ora le cose sono cambiate.

La atretta creditizia che man mano ha strozzato le PMI è partita nel 2008 fino alla situazione attuale in cui (nella maggior parte dei casi) le ricevute bancarie non generano più credito per il creditore, e le aziende si sono viste ridurre il proprio credito  in maneira drammatica.

Le banche dal 2008 hanno smesso di prestarsi denaro fra di loro, un fenomeno nuovo, la finanza creativa e le porcate di gente malata di mente ha causato il crollo di una vasta quantità di titoli legati a loro volta a titoli "tossici" un termine creativo che sta ad indicare  crediti inesigibili, vera e propria fuffa figlia di criminali padroni della finanza creativa da appendere in massa.allegramente ai rami più robusti di alberi ad alto fusto. 

Ma le banche su queste amene porcate ci avevano guadagnato non poco...., non sto qui a parlare dei mille rivoli in cui finsicono i guadagni degli istituti bancari, delle loro deliranti fondazioni e delle sanguisughe con regolare tessera politica che infestanno tali istituzioni.

 Ma il risultato di questa stretta creditizia è che molte aziende si sono viste costrette a chiudere i battenti, molte imprese edili sono saltate, si è creato un eccesso di offerta nel comparto immobiliare e successivamente ad un blocco del credito addiritrua per l'acquisto di una prima casa.

In tutto questo bailamme l'anatocismo è stata una fonte di guadagno illecito (è un reato civile, guardatevi le implicazioni civili su Wikipedia) per le banche, gli interessi non pagati (per svariati motivi) diventano essi stessi capitale nella stragrande maggiroanza dei casi, ma questo è illegale.

Ora qualche Don Chisciotte ha iniziato a citare in causa le banche per anatocismo ed i conti certificanti da appositi studi legali sono spesso salatissimi per gli istituti abncari, ma soprattutto una condanna in sede civile sarebbe estremamente inopportuna per
 qualsiasi istituto in quanto potrebbe innescarsi una vera reazione a catena.

Ho visto un caso (di recente) che ha portato un istituto bancario ad una trattativa fulminea con il cliente che aveva sottoposto a perizia il proprio conto corrente, l'istituto bancario ha reagito con rapidità inaspettata, ha offerto una proposta allettante per il mio cliente ed un patto di non divulgazione dei particolari, per questo non posso citare i nomi, ma questo porta ad una riflessione interessante.

Avete un mutuo oneroso?, avete lavorato per anni con i soldi "offerti" da vostro istituto bancario di fiducia?, cercate un agenzia che verifichi se la vostra banca ha praticato attivamente l'anatocismo nei vostri confronti......

PS un interessantissimo articolo da "Il Fatto Quotidiano" che conferma in pieno la DEVASTANTE situazione inerente al credito alle aziende. 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/14/usura-bancaria-fondazione-sdl-un-fenomeno-imponente-e-devastante/1155108/






venerdì 3 ottobre 2014

UN SALUTO AI SOLITI QUATTRO GATTI

il blog torna on line, rinnovo il saluto ai soliti quattro gatti che seguono le mie arrampicate sugli specchi....

Un caro saluto a tutti voi....

giovedì 11 settembre 2014

IL SERVITORE

Issa si convertì alla nuova religione a dodici anni, gli emissari erano stati compassionevoli e molto convincenti, tuttavia la gente del villaggio continuava a rivolgersi all'uomo medicina e soprattutto allo stregone; la nuova religione predicava una benevola tolleranza nei riguardi dei vicini di casa e degli abitanti del vicino villaggio anche se ogni anno diversi giovani morivano in scontri feroci per i furti di bestiame subiti, o perpetrati.


Ogniqualvolta passava davanti alla capanna dello stregone un brivido gli correva lungo la schiena e più di una volta aveva sentito gli occhi, di quell'uomo anziano e schivo che lo fissavano, una sensazione che gli dava fastidio.


Quella mattina stava portando le capre al pascolo quando passando davanti alla capanna dell'anziano venne chiamato per nome da una voce cavernosa, si sentì totalmente costretto ad avvicinarsi alla capanna, lì, davanti a quell'uomo che reputava cattivo quanto l'angelo caduto della nuova religione fu invitato a sedersi.


"So che la nuova religione ha avuto molta presa sulla gente del villaggio, tu cosa ne pensi?"


Il ragazzino rispose che la riteneva giusta, buona e portatrice di pace, il vecchio gli rispose ridendo che una religione non poteva essere buona, perchè aveva avuto bisogno di un giuramento il che significava che il vincolo era certamente utile soprattutto agli emissari; il concetto fu chiarissimo al giovane che chiese all'anziano del perchè questi uomini avessero bisogno di così tante conversioni, si stavano preparando per combattere una guerra?, "si" rispose secco lo stregone, "una guerra molto simile a quelle che combattiamo con quelli del villaggio vicino, loro ci rubano le capre, ma anche noi lo facciamo, gli emissari ed altri che non conosco si stanno rubando le anime", il giovane non aveva ben chiaro il concetto di anima, ma gli avevano detto fosse qualcosa che quando si moriva andava da qualche altra parte per essere pregata dai vivi, ma la spiegazione gli era sembrata molto confusa.


Lo stregone fece avvicinare il ragazzo, lo guardò a lungo negli occhi, poi gli parlò con tono fermo "dovrai portare qualcosa della tua gente in un lungo viaggio ed usarla in un paese lontano, da oggi verrai da me tutti i giorni prima di portare le capre al pascolo”.


La mattina dopo  Issa si recò presso la capanna dello stregone, lo trovò seduto davanti ad una piccola pentola di terracotta e stava mescolando qualcosa, si rivolse ad Issa con fare perentorio "mastica finchè te lo dico io e poi sputa", il ragazzo obbedì l'erba era amarissima, ma continuò a masticare "ora succhia la poltiglia e poi sputala", Issa lo fece e sentì le ginocchia cedergli di colpo, si rese conto che lo stregone lo stava ponendo su di una stuoia poi fu catapultato in un posto che non conosceva, era in una città enorme, le case erano fatte di pietra bianca od erano colorate, i tetti erano rossi, e lui si sentiva un uccello che volava sopra la testa della gente, c'erano tanti bianchi come gli emissari e ad un tratto vide una persona con la pelle nera con i capelli bianchi che scendeva da una grande auto nera, indossava uno strano abito subito dopo si accorse che LUI stava scendendo dall'auto e che stava per entrare in una grande porta di legno sulla cui soglia due persone lo stavano attendendo.

Si svegliò che stava malissimo, i conati di vomito lo squassavano tutto, ci volle tempo prima che Issa potesse parlare, ma il vecchio stregone gli disse che doveva andare a pascolare le capre, di non parlarne con i suoi genitori o con gli emissari e di tornare da lui il giorno dopo.


Il ragazzo pensò tutto il giorno a quanto gli era accaduto, a metà mattina tentò di mangiare qualcosa che si era portato nella bisaccia, ma lo vomitò subito, aveva sete, e bevve tutta la fiaschetta che aveva con se, tornando a casa ripassando davanti alla tenda dello stregone vi sbirciò dentro, ma il vecchio non c'era, durante la notte fece strani sogni di luoghi incredibili.


La mattina dopo Issa trovò il vecchio seduto ad aspettarlo, si fece spiegare cosa avesse visto nel suo viaggio e cosa avesse sognato durante la notte, il ragazzo fece fatica a rendere chiaro cosa avesse visto, ed i sogni erano confusi, cosi strani per lui, ma alla fine del racconto il vecchio gli disse che quello che aveva visto era il suo futuro e che in quella città fatta di pietre lui avrebbe portato la magia del suo popolo affinchè non scomparisse "cosa dovrò fare con la magia?" chiese Issa "cose che non puoi nemmeno immaginare, ci sarà un giorno in cui potrai comandare un esercito di anime che lotteranno per te contro i tuoi nemici", Issa non capiva, ma sentiva chiaramente che quello era il suo futuro, il destino che lo attendeva.


La sera stessa lo stregone parlò ai genitori del ragazzo, lo fece con toni perentori, non ammise alcuna replica e non si voltò neppure quando la madre del ragazzo in lacrime cercò di trattenerlo.


Il ragazzo entrò a far parte del progetto di formazione nella grande capitale della sua nazione, furono gli emissaari a portarlo in auto, era stato il vecchio stregone a fargli seguire questa via, e lui era andato dagli uomini bianchi della emissione dicendo loro che avrebbe voluto diventare uno di loro e he avrebbe voluto studiare e diventare il rappresentante della propria gente, come previsto dallo stregone le porte del collegio formativo gli si schiusero con grande facilità.


Il nuovo dio che aveva giurato di seguire era buono e magnanimo, ma la sofferenza esisteva anche nelle belle grandi città di pietra ed anche se le persone morivano da vecchie le loro malattie davano le stesse sofferenze di cui pativa il suo popolo, Issa si chiedeva perchè questo dio non potesse far vivere più a lungo la gente, perchè la gente dovesse continuare a morire senza poter vedere i figli dei propri nipoti, ma col tempo il ragazzo che proveniva da un villaggio dove le capanne erano fatte di fango e paglia capì che la nuova religione era vicino alla gente solo per poterne disporre in maniera non troppo diversa rispetto agli spiriti degli antenati che si impossessavano dei giovani durante le cerimonie di inizio estate, gli emissari bianchi qui nella città di pietra erano ossessionati dal poter indossare abiti e simboli che fornivano loro più controllo sui propri simili e sui fedeli, era tempo che Issa tornasse dallo stregone per l'ultima volta.

Sorvolando il continente da cui proveniva Issa capì quanto avrebbe voluto che la sua gente potesse vivere una vita con maggiori opportunità.

Lo stregone accolse Issa invitandolo a sedersi nella sua capanna, “ti vedo grande e venerato”, esordì il vecchio “sono sempre il ragazzo che tirava sassi e fabbricava le lance da usare contro i ladri di
capre” rispose sorridendo il giovane, il vecchio rise, “Issa ora ti insegnerò qualcosa che è più antico dell'uomo stesso, la magia che ti permetterà di condurre una guerra per i tuoi scopi e per quelli del nuovo dio, ma che servirà soprattutto a non far sparire questa fonte di potere, questo sarà un segreto fra noi ed il nostro popolo".
Issa apprese molto in fretta l'antica arte di evocare le anime soggiogate dalla forza e dall'ubbidienza ad una magia antica e potente.

 Poco prima che lo stregone morisse fra le sue braccia un mese esatto dal suo ritorno fra la propria gente, il giovane capì di possedere il sapere del vecchio che gli sarebbe stato accanto
  ancora un po' come essere incorporeo, ma saggio ed amico.


EPILOGO
Issa scese dall'auto nera e lucida davanti al grande portone di legno, due funzionari lo accolsero ossequiosamente “il primo l'attende, ha bisogno dei suoi consigli”, non era più né un ragazzo né un giovane, aveva i capelli bianchi e portava una veste sgargiante, ma sapeva che il momento era arrivato, l'esercito
delle anime che a lungo aveva evocato e tenuto sotto il proprio controllo assoluto sarebbe sceso in campo nel nome del suo popolo.
“Prescelto, la trovo bene” esordì il Primo, “ho bisogno di una preghiera speciale per un grosso problema”, “se possiamo parlarne mio Primo, non può essere così grave” rispose Issa con un largo sorriso.....

 
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