UN UOMO LIBERO
Ero a Firenze per una consulenza ad un amico impegnato nella
costruzione di un generatore elettrochimico, Marco era venuto
dalla sua natia Lucca in moto per rendersi utile, non avevo mai visto
il suo mezzo, ma mi stupii non poco quando scoprii che si trattava di
una motocicletta da pista immatricolata chissà per quali vie
traverse come stradale con una bellissima carenatura integrale gialla
e che sul serbatoio portava in bella vista l'autografo di un famoso
pilota di moto GP.
Il lavoro non stava dando risultati eclatanti, il generatore aveva
dei problemi derivanti dall'impurità dei metalli utilizzati e dalla
soluzione elettrolitica, pur avendo effettuato una progettazione
accurata ed utilizzando il meglio disponibile non saremmo riusciti a
creare qualcosa di facilmente industrializzabile e l'amico
fiorentino, solitamente ottimista, era un po' abbacchiato.
Marco si era prodigato per portarci tutta una serie di conduttori,
capicorda, viti e quant'altro si rendeva necessario fornendo un
servizio di pony express da 270 chilometri l'ora, ma lo sforzo di
tutti non aveva prodotto i risultati sperati.
A fine giornata ci si trovò a tavola davanti ad un piatto di
spaghetti e la tristezza per i mancati risultati si trasformò in
speranza, forse con metalli più puri, forse se avessimo utilizzto
dei conduttori in argento, forse se utilizzassimo una soluzione acida
formulata da un laboratorio, ma in cuor nostro sapevamo che il
progetto era abortito e sarebbe stato abbandonato da lì a poco.
Marco l'aveva capito per primo, dotato di un approccio pratico e
di una capacità di analisi disarmante aveva capito fin dai primi
momenti che l'"accrocchio", così lo si chiamava fra di
noi, sarebbe stato un mezzo fiasco, si tratta di una persona a cui è
difficile dare un età, in leggero sovrappeso, con due occhi chiari e
nessun capello grigio gli si potrebbe dare dai trentacinque ai
cinquant'anni ma senza un briciolo di certezza; entrambi sappiamo di
avere avuto altre vite in cui ci siamo conosciuti, so che in una di
queste è stato molto venerato e questo lo si vede dal modo in cui
tende a nascondersi alla gente, è bravissimo a non farsi notare, ma
se ad esempio lo si coinvolge in una discussione con una persona che
lo incontra per la prima volta, vedo sempre qualcosa negli occhi di
chi lo guarda, un guizzo di vita, un briciolo di speranza.
In questi ultimi anni sta affrontando tutta una serie di problemi
che avrebbero steso un rinoceronte, ma lui li ha affrontati con la
leggerezza di chi sa che questo mondo è in realtà una sottile
pellicola, un teatrino di ombre cinesi dove l'apparenza è tutto, ma
la reale consistenza è scarsa e quindi anche se colpito, minacciato
e oppresso dalla quantità di obblighi, legami e difficoltà che gli
si parano innanzi non ha mai perso il sorriso ed è sempre stato
disponibile nei riguardi degli amici nonostante nel momento del
bisogno qualcuno gli abbia voltato inopinatamente le spalle.
Ciò che fa di lui un vero filantropo, è l'aiuto del tutto
disinteressato che fornisce a chiunque possa farne buon uso, in
questo è diventato molto selettivo, l'aiuto lo dà a chi se lo
merita, ma sempre in maniera anonima e disinteressata.
Ci si vede di rado, ma ci si sente spesso, da qualche giorno lo
sento molto affaccendato, questo teatrino cinese oggi come oggi ha
nella scarsità la propria caratteristica più rilevante e
minacciosa, manca lavoro, mancano soldi, risorse, speranze. ma
presto il sottile velo di carta velina su cui vengono proiettate le
figure così ostili verrà squarciato, gli attori si mostreranno
essere pezzi legno e carta manovrati da burattinai esperti ed allora
il mio amico Marco ritroverà la gioia di stare in compagnia ed io la speranza che da
tempo non alberga più stabilmente nella mia casa.
Alessandro è un amico in gravissima difficoltà, ha settant'anni, ha perso da poco la compagna di una vita ed ora come ora ha perso la voglia di lottare.
Vive in un paesino a pochi chilometri dalla Svizzera, e come passatempo fa l'inventore, ma non uno dei soliti personaggi che non approdano a nulla, il mio amico Alessandro ha inventato un reattore nucleare a bassa temperatura che il Politecnico di Torino ha testato trovando la teoria per cui funziona ed analizzando il surpls di energia che produce, il tutto è documentato, sperimentabile e spiegabile grazie agli studi effettuati dal Politenxico di Torino.
L'amico inventore ha la licenza elementare eppure ha creato le basi per un diverso modo di produrre nergia, lo studio è iniziato presso un laboratorio finanziato da una facoltosa famiglia bresciana, fui chiamato a verificarne i dati da un progettista elettrico coinvolto nel progetto, mi bastarono pochi minuti per capire che quell'accrocchio produceva più energia di quanta ne assorbisse in misura di nove a uno.
Ma una cosa è un prototipo, ingegnerizzarlo in un prodotto commerciabile è molto più complesso,
serviva un grande gruppo con laboratori ed un team di ingenieri, non fu possibile trovare nessuno interessato alla cosa.
Alessandro andò avanti da solo, dando fondo alle proprie finanze, due anni fa decise di rivolgersi al Politecnico di Torino il quale giunse ai risultati elencati prima, ma le due conferenze negli USA tenute sei mesi fa non hanno avuto alcun riscontro, nessun grande gruppo interessato, nessun finanaziatore disposto a investire su di un progetto così promettente ed ambizioso.
L'amico inventore era profondamente demoralizzato, in una lunga telefonata gli ho spiegato che il petrolio la fasrà da padrone ancora a lungo è un vettore nergetico estremamente "sporco" in quanto lo si acquista da paesi extra UE con sconti del 15% rispetto alla quotazione ufficiale e questo produce valanghe di capitali IN NERO che sono la gioia di tutti i gruppi che lo commerciano, gli ho spiegato che in base ad alcune soffiate in Basilicata si estrae molto più greggio di quanto ci si potrebbe aspettare, ma che anche se così fosse come nazione non ne avremmo alcun beneficio perchechi lo estrae è in realtà una società ESTERA per cui il petrolio che estrae A CASA NOSTRA viene immesso sul mercato ed un azienda che paga (poche) tasse sugli utili in un altra nazione e ci fa profitto.
Enrico Mattei si rivolta nella tomba da molti anni...
Il prossimo fine settimana si terrà un simposio a Torino su questa scoperta, ma il mio amico Alessandro non ci sarà, è solo, con una pensione di 470 Euro al mese e non ha i soldi per andare a sentire chi si farò bello con la sua invenzione, certo il suo nome è presente nel protocollo di ricerca, ma ora lui è stanco, senza la sua compagna, senza soldi.
Lo specchio di una nazione andata a puttane, senza dignità, sventrata da lestofanti e finanzieri senza scrupoli gestita da amministratori incompetenti o spesso ladri.
Volevo darti una mano, ma non l'hai accettata, sei stanco, deluso e lo sono anch'io amico mio.
La risacca mi spinge verso il bagnasciuga, ma la corrente mi porta via via al largo, non ho più i remi persi nella foga di spingermi alla riva ormai prossima, sono ferito ad una gamba e ad un braccio, non potrei nuotare, non ho un giubbetto salvagente, ma anche se mi tuffassi la corrente mi porterebbe via, al largo fra i marosi.
Tento di spingere la barca a riva impugnando una delle mie ciabatte usandola come una pagaia, ma la barca tende a girarsi e ad ogni onda alta un metro rischio di capovolgermi, il mare in questo tratto diventa molto profondo, già a venti metri dalla riva ci sono tre metri di profondità, sento la disperazione sorda salirmi in gola, braccio e gamba mi fanno molto male.
La riva via via si allontana, le speranze sono finite, morirò su questo guscio di noce.
Questo è il mio incubo ricorrente, è talmente vivido che al risveglio ho nelle narici l'odore di salsedine e mi sento costretto a verificare le condizioni delle parti del mio corpo ferite nel mio incubo.
Il significato del sogno è a me fin troppo chiaro, mi dice cose che conosco, è la palese manifestazione di quanto sia stanco del mio lavoro, di come sia frammentario, poco produttivo e da quest' anno pure mal remunerato.
Un continuo affannarsi per poi contare le briciole che restano; il grosso se lo porta via lo stato.
Un onda più alta, un errore in una dichiarazione dei redditi, una delle spropositate cartelle fasulle di equitalia ed il mio guscio di noce si ribalterebbe ed io sarei perso.
Ma non oggi.
Questa notte nel mio sogno sulla mia barchetta simile ad un guscio di noce mi era rimasto a bordo un remo spezzato ed io l'ho usato per pagaiare a riva, al contatto della chiglia con i ciotoli del bagnasciuga mi sono buttato sulla terraferma, trascinandomi mi sono rimesso in piedi ed ho visto il mio guscio di noce sospinto via dalla corrente.
Non mi sono arreso, questa notte ho vinto e stamane sono di buon umore, come sempre venderò cara la pelle....
Una nazione,per essere considerata tale, deve possedere un senso di appartenenza che accomuna la propria gente, deve possedere un profondo senso di rispetto per chiunque ne faccia parte e questo al di là di come i componenti della nazione stessa vogliano spendere la propria vita, o trascorrere il proprio tempo.
Il senso di profondo rispetto deve andare al di là dei gusti personali, dell'appartenenza a gruppi e religioni e persino della morale di questi gruppi e religioni; una nazione è di fatto la somma delle speranze, degli sforzi e dei tentativi di raggiungere la felicità di tutti i propri componenti.
Quando questo rispetto non viene ferocemente difeso allora la struttura stessa della nazione è in pericolo, le parole pronunciate oggi dal SAP (Sindacato Agenti di Polizia) sono un vero e proprio attentato al concetto di unità nazionale, subito dopo la sentenza del caso Cucchi rappresentanti del sindacato Agenti di Pubblica Sicurezza hanno commentato il verdetto della corte d'appello (sul quale non entro in merito) "CHI DISPREZZA LA SALUTE NE PAGA LE CONSEGUENZE", queste parole pronunciate da un organo di rappresentanza delle forze dell'ordine sono di una gravità inaudita.
Il fatto che un cittadino faccia uso di sostanze stupefacenti (e non entro nel merito della divisione fra droghe leggere e pesanti) rientra in una sfera strettamente personale che non condivido ma che non tollero venga additata quasi come se la morte del Cucchi debba essere un monito, quasi come che l'uso di sostanze psicotrope porti con se un qualche tipo dimarchio.
Naturalmente il SAP non ha minimamente parlato della salute dei milioni di italiani che fanno abitualmente uso di psicofarmaci prescritti un po' troppo spesso con una certa leggerezza, anche queste persone dovrebbero venire "marchiate"?, e dopo chi assume droghe, psicofarmaci e quant'altro chi altro dovremo vedere "marchiato"?
Ma io di marchi e "marchiaure" non voglio sentire nemmeno parlare, non accetterò mai questi atteggiamenti ghettizzanti ed il fatto che nessuno dei nostri rappresentanti di governo si sia sentito in dovere di censurare una simile dichiarazione mi fa temere per questa nazione.
Forse siamo arrivati ad un punto in cui le parole non hanno più il peso che spetta loro, ma è più probabile che si sia arrivati al punto in cui la nostra libertà è soggetto in via di valutazione da parte di chi dovrebbe garantirla e difenderla ed io non accetterò mai un simile atteggiamento.
Da Wikipedia:
Con il termine anatocismo (dal greco anà - sopra, e tokòs - prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale,
affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in
pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi
bancaria, tali interessi vengono definiti "composti". Esempi di
anatocismo sono il calcolo dell'interesse attivo su un conto di
deposito, o il calcolo dell'interesse passivo di un mutuo.
Ho clienti sparsi per buona aprte della Lombardia, molte delle loro aziende sono nate negli anni settanta ed ottanta, soprattutto in quest'ultimo decennio gli istituti bancari erano propensi a fornire liquidità alle aziende, il pensiero dominante era che il lavorare con i capitali delle banche rendeva libere le aziende di investire maggiormente sulla modernizzazione, ricerca e sviluppo.
A questo in buona sostanza sono dovuti gli ottimi risultati di quegli anni, le banche ingrassavano con gli interessi pagati da aziende che erano competitive e che potevano disporre di capitali.
Il prodotto bancario che ha cosnentito in larga misura al successo di questo periodo è statta la ricevuta bancaria, in pratica il credito che un azienda aveva nei riguardi di un proprio cliente a cui aveva fornito merce dietro regolare fattura si trasformava in credito per l'azienda stessa, la ricevuta bancaria (che di fatto testimoniava il CREDITO dell'azienda fornitrice nei riguardi del compratore che avrebbe saldato il proprio debito in un tempo che normalmente andava da 30 ai 90 giorni) veniva così a onfluire in una nuova figura chiamata "castelletto" che di fatto costituiva un ulteriore disponibilità di liquidità sulla quale l'azienda pagava interessi maggiorati rispetto alla disponibilità ordinaria (fido).
La percentuale di ricevute bancarie insolute in quegli anni non sueprava il 3% e l'80% degli insoluti si risolvevano in maniera più o meno amichevole in un periodo compreso fra i 30 ed i 120 giorni.
Ma ora le cose sono cambiate.
La atretta creditizia che man mano ha strozzato le PMI è partita nel 2008 fino alla situazione attuale in cui (nella maggior parte dei casi) le ricevute bancarie non generano più credito per il creditore, e le aziende si sono viste ridurre il proprio credito in maneira drammatica.
Le banche dal 2008 hanno smesso di prestarsi denaro fra di loro, un fenomeno nuovo, la finanza creativa e le porcate di gente malata di mente ha causato il crollo di una vasta quantità di titoli legati a loro volta a titoli "tossici" un termine creativo che sta ad indicare crediti inesigibili, vera e propria fuffa figlia di criminali padroni della finanza creativa da appendere in massa.allegramente ai rami più robusti di alberi ad alto fusto.
Ma le banche su queste amene porcate ci avevano guadagnato non poco...., non sto qui a parlare dei mille rivoli in cui finsicono i guadagni degli istituti bancari, delle loro deliranti fondazioni e delle sanguisughe con regolare tessera politica che infestanno tali istituzioni.
Ma il risultato di questa stretta creditizia è che molte aziende si sono viste costrette a chiudere i battenti, molte imprese edili sono saltate, si è creato un eccesso di offerta nel comparto immobiliare e successivamente ad un blocco del credito addiritrua per l'acquisto di una prima casa.
In tutto questo bailamme l'anatocismo è stata una fonte di guadagno illecito (è un reato civile, guardatevi le implicazioni civili su Wikipedia) per le banche, gli interessi non pagati (per svariati motivi) diventano essi stessi capitale nella stragrande maggiroanza dei casi, ma questo è illegale.
Ora qualche Don Chisciotte ha iniziato a citare in causa le banche per anatocismo ed i conti certificanti da appositi studi legali sono spesso salatissimi per gli istituti abncari, ma soprattutto una condanna in sede civile sarebbe estremamente inopportuna per
qualsiasi istituto in quanto potrebbe innescarsi una vera reazione a catena.
Ho visto un caso (di recente) che ha portato un istituto bancario ad una trattativa fulminea con il cliente che aveva sottoposto a perizia il proprio conto corrente, l'istituto bancario ha reagito con rapidità inaspettata, ha offerto una proposta allettante per il mio cliente ed un patto di non divulgazione dei particolari, per questo non posso citare i nomi, ma questo porta ad una riflessione interessante.
Avete un mutuo oneroso?, avete lavorato per anni con i soldi "offerti" da vostro istituto bancario di fiducia?, cercate un agenzia che verifichi se la vostra banca ha praticato attivamente l'anatocismo nei vostri confronti......
PS un interessantissimo articolo da "Il Fatto Quotidiano" che conferma in pieno la DEVASTANTE situazione inerente al credito alle aziende.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/14/usura-bancaria-fondazione-sdl-un-fenomeno-imponente-e-devastante/1155108/
il blog torna on line, rinnovo il saluto ai soliti quattro gatti che seguono le mie arrampicate sugli specchi....
Un caro saluto a tutti voi....
Issa si convertì alla nuova religione a dodici anni, gli emissari
erano stati compassionevoli e molto convincenti, tuttavia la gente
del villaggio continuava a rivolgersi all'uomo medicina e soprattutto
allo stregone; la nuova religione predicava una benevola tolleranza
nei riguardi dei vicini di casa e degli abitanti del vicino villaggio
anche se ogni anno diversi giovani morivano in scontri feroci per i
furti di bestiame subiti, o perpetrati.
Ogniqualvolta passava davanti alla capanna dello stregone un
brivido gli correva lungo la schiena e più di una volta aveva
sentito gli occhi, di quell'uomo anziano e schivo che lo fissavano, una sensazione che gli dava fastidio.
Quella mattina stava portando le capre al pascolo quando passando
davanti alla capanna dell'anziano venne chiamato per nome da una voce
cavernosa, si sentì totalmente costretto ad avvicinarsi alla capanna,
lì, davanti a quell'uomo che reputava cattivo quanto l'angelo caduto
della nuova religione fu invitato a sedersi.
"So che la nuova religione ha avuto molta presa sulla gente
del villaggio, tu cosa ne pensi?"
Il ragazzino rispose che la riteneva giusta, buona e portatrice
di pace, il vecchio gli rispose ridendo che una religione non poteva
essere buona, perchè aveva avuto bisogno di un giuramento il che
significava che il vincolo era certamente utile soprattutto agli
emissari; il concetto fu chiarissimo al giovane che chiese
all'anziano del perchè questi uomini avessero bisogno di così tante
conversioni, si stavano preparando per combattere una guerra?, "si"
rispose secco lo stregone, "una guerra molto simile a quelle che
combattiamo con quelli del villaggio vicino, loro ci rubano le capre,
ma anche noi lo facciamo, gli emissari ed altri che non conosco si
stanno rubando le anime", il giovane non aveva ben chiaro il
concetto di anima, ma gli avevano detto fosse qualcosa che quando si
moriva andava da qualche altra parte per essere pregata dai vivi, ma
la spiegazione gli era sembrata molto confusa.
Lo stregone fece avvicinare il ragazzo, lo guardò a lungo negli
occhi, poi gli parlò con tono fermo "dovrai portare qualcosa
della tua gente in un lungo viaggio ed usarla in un paese lontano, da
oggi verrai da me tutti i giorni prima di portare le capre al
pascolo”.
La mattina dopo Issa si recò presso la capanna dello
stregone, lo trovò seduto davanti ad una piccola pentola di
terracotta e stava mescolando qualcosa, si rivolse ad Issa con fare
perentorio "mastica finchè te lo dico io e poi sputa", il
ragazzo obbedì l'erba era amarissima, ma continuò a masticare "ora
succhia la poltiglia e poi sputala", Issa lo fece e sentì le
ginocchia cedergli di colpo, si rese conto che lo stregone lo
stava ponendo su di una stuoia poi fu catapultato in un posto che non
conosceva, era in una città enorme, le case erano fatte di pietra
bianca od erano colorate, i tetti erano rossi, e lui si sentiva un
uccello che volava sopra la testa della gente, c'erano tanti bianchi
come gli emissari e ad un tratto vide una persona con la pelle nera con i capelli
bianchi che scendeva da una grande auto nera, indossava uno strano abito
subito dopo si accorse che LUI stava scendendo dall'auto e che stava
per entrare in una grande porta di legno sulla cui soglia due persone lo stavano attendendo.
Si svegliò che stava malissimo, i conati di vomito lo squassavano
tutto, ci volle tempo prima che Issa potesse parlare, ma il vecchio
stregone gli disse che doveva andare a pascolare le capre, di non
parlarne con i suoi genitori o con gli emissari e di tornare da lui il giorno dopo.
Il ragazzo pensò tutto il giorno a quanto gli era accaduto, a
metà mattina tentò di mangiare qualcosa che si era portato nella
bisaccia, ma lo vomitò subito, aveva sete, e bevve tutta la
fiaschetta che aveva con se, tornando a casa ripassando davanti
alla tenda dello stregone vi sbirciò dentro, ma il vecchio non
c'era, durante la notte fece strani sogni di luoghi incredibili.
La mattina dopo Issa trovò il vecchio seduto ad aspettarlo, si
fece spiegare cosa avesse visto nel suo viaggio e cosa avesse sognato
durante la notte, il ragazzo fece fatica a rendere chiaro cosa avesse
visto, ed i sogni erano confusi, cosi strani per lui, ma alla fine
del racconto il vecchio gli disse che quello che aveva visto era il
suo futuro e che in quella città fatta di pietre lui avrebbe portato
la magia del suo popolo affinchè non scomparisse "cosa dovrò
fare con la magia?" chiese Issa "cose che non puoi nemmeno
immaginare, ci sarà un giorno in cui potrai comandare un esercito di
anime che lotteranno per te contro i tuoi nemici", Issa non
capiva, ma sentiva chiaramente che quello era il suo futuro, il
destino che lo attendeva.
La sera stessa lo stregone parlò ai genitori del ragazzo, lo fece
con toni perentori, non ammise alcuna replica e non si voltò
neppure quando la madre del ragazzo in lacrime cercò di trattenerlo.
Il ragazzo entrò a far parte del progetto di formazione nella
grande capitale della sua nazione, furono gli emissaari a portarlo in
auto, era stato il vecchio stregone a fargli seguire questa via, e
lui era andato dagli uomini bianchi della emissione dicendo loro che
avrebbe voluto diventare uno di loro e he avrebbe voluto studiare e
diventare il rappresentante della propria gente, come previsto dallo
stregone le porte del collegio formativo gli si schiusero con grande
facilità.
Il nuovo dio che aveva giurato di seguire era buono e magnanimo,
ma la sofferenza esisteva anche nelle belle grandi città di pietra ed
anche se le persone morivano da vecchie le loro malattie davano le
stesse sofferenze di cui pativa il suo popolo, Issa si chiedeva
perchè questo dio non potesse far vivere più a lungo la gente, perchè la gente dovesse continuare a morire senza poter vedere i figli dei propri
nipoti, ma col tempo il ragazzo che proveniva da un villaggio dove le
capanne erano fatte di fango e paglia capì che la nuova religione
era vicino alla gente solo per poterne disporre in maniera non troppo
diversa rispetto agli spiriti degli antenati che si impossessavano
dei giovani durante le cerimonie di inizio estate, gli emissari
bianchi qui nella città di pietra erano ossessionati dal poter
indossare abiti e simboli che fornivano loro più controllo sui propri simili e
sui fedeli, era tempo che Issa tornasse dallo stregone per l'ultima volta.
Sorvolando il continente da cui proveniva Issa capì quanto
avrebbe voluto che la sua gente potesse vivere una vita con maggiori
opportunità.
Lo stregone accolse Issa invitandolo a sedersi nella sua capanna,
“ti vedo grande e venerato”, esordì il vecchio “sono sempre il
ragazzo che tirava sassi e fabbricava le lance da usare contro i
ladri di
capre” rispose sorridendo il giovane, il vecchio rise, “Issa
ora ti insegnerò qualcosa che è più antico dell'uomo stesso, la
magia che ti permetterà di condurre una guerra per i tuoi scopi e
per quelli del nuovo dio, ma che servirà soprattutto a non far
sparire questa fonte di potere, questo sarà un segreto fra noi ed il
nostro popolo".
Issa apprese molto in fretta l'antica arte di evocare le anime
soggiogate dalla forza e dall'ubbidienza ad una magia antica e
potente.
Poco prima che lo stregone morisse fra le sue braccia un
mese esatto dal suo ritorno fra la propria gente, il giovane capì di
possedere il sapere del vecchio che gli sarebbe stato accanto
ancora un po' come essere incorporeo, ma
saggio ed amico.
EPILOGO
Issa scese dall'auto nera e lucida davanti al grande portone di legno, due
funzionari lo accolsero ossequiosamente “il primo l'attende, ha
bisogno dei suoi consigli”, non era più né un ragazzo né un
giovane, aveva i capelli bianchi e portava una veste sgargiante, ma
sapeva che il momento era arrivato, l'esercito
delle anime che a lungo aveva evocato e tenuto sotto il proprio
controllo assoluto sarebbe sceso in campo nel nome del suo popolo.
“Prescelto, la trovo bene” esordì il Primo, “ho bisogno di
una preghiera speciale per un grosso problema”, “se possiamo
parlarne mio Primo, non può essere così grave” rispose Issa con
un largo sorriso.....