venerdì 23 ottobre 2015

UN ALTRO POSTO, UN ALTRO MONDO.

Il sapore amaro che ho in bocca è il chiaro  indicatore che questo è un sogno tosto, è da quando ho quindici anni che lo scivolare nella mia personalissima matrix mi regala questo sapore amaro in bocca; questi sogni così forti, particolari a volte agghiaccianti me li ricordo tutti, anche ora che "caduto nelle braccia di Morpheus" sto cercando di rendermi conto di dove mi sia cacciato.

Sono in un luogo per nulla familiare, la spiaggia non l'ho mai vista, capanne di pescatori, un cielo plumbeo ed un mare viola scuro e verde smeraldo agitato sono qualcosa di talmente bello da saturare i sensi.

Il vento sta rinforzando e tira verso terra, mi porta alle narici odori che non ho mai sentito, spezie, miste a salsedine, cammino ad una decina di passi dall'acqua, spostandomi di tanto in tanto di qualche metro per sfuggire a qualche onda più vigorosa, gli spruzzi di acqua salata mi raggiungono il viso, so che questo è un sogno, lo so come tutte le altre volte, ma oggi vorrei non lo fosse.

Bambini dalla pelle scura stanno giocando a riva con dei pezzi di rete, ridono e giocano come i bimbi di tutto il mondo, sono in un paese straniero, ma non mi sento esule o  rifugiato.

La mia matrix mi ha portato in un posto che mi sta regalando una pace che non provavo da tempo, mi tolgo le ciabatte, le sbatto l'una contro l'altra e le metto nello zaino che ho sulle spalle, lascio che l'acqua mi bagni fino alle caviglie, è gelida, so che questo è l'oceano atlantico e ora so di colpo in che paese mi trovo.

Non ho mai avuto a che fare con questa parte del modo eppure mi ci sento a casa, gli affanni e le peripezie di un mondo "civilizzato" in preda a spasmi autodistruttivi sembrano lontani, ma so che non lo sono.

So cosa sono venuto a fare qui, è un sogno, ma forse è qualcosa di più, ho semnpre saputo che avrei dovuto rendermi utile in questa parte del mondo, ora che nell'Italia della flessibiità (sempre e solo a novanta gradi) si è soggiogati ad un economia che va a braccetto con la corruzione di un intera classe politica non mi restava che rincorrere i sogni, oppure è il sogno che come un giunco sospinto da un onda PRECEDE la realtà?

La sabbia sotto i miei piedi cede gradevolmente sotto il mio peso, sento i piccoli ciotoli infilarsi fra le dita, la linea dell'orizzonte è sormontata da una sottile fascia di nubi bianche . sembrano ovatta e creano uno spendido contrasto con il cielo cupo.

Sono sveglio, di colpo; la mia matrix mi ha risputato nel presente, in un sabato mattina di Ottobre.

Il sogno è di quelli impossibili da dimenticare, come tutti gli altri.

 Mi alzo nonostante siano solo le  cinque e trenta, vado a prendere il mio passaporto ed a cercare sul web quali siano  i documenti necessari per il rinnovo, qualcuno mi chiamerà presto per un lungo viaggio.

 

 Come sapere se il mare è mosso - Nieddittas






domenica 6 settembre 2015

LE STRIE E LO STRANIERO

La salita era durissima, le ferite a braccia e gambe gli provocavano fitte atroci, le spalle gli dolevano, i legacci dello zaino si erano allentati, ma ora che stava salendo nell'ultimo tratto non poteva certo fermarsi, stava procedendo con molta attenzione, costretto a salire utilizzando entrambe le mani ora stava attaccando una parete molto scoscesa con buoni appigli, ma pericolosamente umida, il sole l'avrebbe asciugata entro un paio d'ore, ma se non ce l'avesse fatta a salire entro quaranta minuti sarebbe morto.


Dando fondo a tutte le energie era salito lungo la la parete in granito grigio perdendo l'appiglio mille volte restando pericolosamente in bilico sullo strapiombo, ma ora poteva vedere la cima dove avrebbe potuto installare il piccolo trasmettitore ad onde ultracorte e forse avrebbe potuto essere tratto in salvo dai suoi compagni di spedizione; l'incidente era avvenuto trenta miglia prima, un improvviso calo di potenza dei tre propulsori lo avevano lasciato senza sospensione magnetica e la navicella aveva perso immediatamente lo schermo occultante e poi la spinta, si era salvato con i propulsori di emergenza ma l'impatto era stato molto duro, era stato subito notato da un gruppo di abitanti della valle che era certo avrebbero chiamato le autorità, non poteva certamente attendere di essere catturato, caricò lo zaino con il kit di emergenza e fuggì abbandonando la navicella ormai ridotta ad un relitto, fu preso di mira da un soggetto con un cappello largo che imbracciato un arma lunga gli sparò da cinquanta metri, sentì l'impatto dei grossi pallini colpirgli gambe braccia ed impattare sullo zaino, ma non doveva farsi catturare, corse con tutto il fiato che aveva nei polmoni con l'adrenalina a mille e non smise di correre fino a quando non riuscì ad avvicinarsi al rilievo che aveva visto poco prima di schiantarsi.


Se l'avessero preso l'avrebbero ucciso, il pianeta era un accozzaglia di credenze e riti accomunati dalla più profonda intolleranza nei riguardi di qualsiasi soggetto portatore di qualche forma presunta di non conformità agli usi e costumi delle varie fazioni.


Mentre saliva la gamba destra aveva iniziato a sanguinare, il suo sangue troppo più chiaro rispetto a quello degli indigeni sarebbe stato notato, si rese conto che se non ce l'avesse fatta non avrebbe più rivisto l'adorata compagna, mentre stava per arrendersi ormai prossimo alla vetta vide una figura immobile davanti a lui, una signora dai capelli bianchi lo fissava e poi iniziò ad avvicinarsi, ormai senza forze si lasciò avvicinare dalla donna che pareva un anziana  ma che appena vicino a lui gli era sembrata giovane e bella, "Ità fàt che?" esordì la donna, lui non aveva con se il traduttore "chi tà tràt?" gli chiese la donna, non sapeva cose fare, gli porse i palmi delle mani rivolti verso l'alto in segno di amicizia, la donna gli afferrò la mano destra e gli fece cenno di seguirla, si trascinò per mezzo miglio allontanandosi dalla cima, una casupola con un camino fumante era la loro destinazione, lei gli aprì la porta, lo fece sdraiare sul suo giaciglio imbottito di erba e gli fece capire di togliersi i vestiti, acconsentì, era troppo stanco e forse se questa donna l'avesse aiutato avrebbe potuto farcela.

Fu curato con degli impiastri di erbe, la paura che le sostanze contenute in quei medicamenti avrebbero potuto essergli tossiche non gli permise però di reagire era prossimo a svenire, la donna gli rimosse sei pallettoni da gambe e braccia poi gli disse "adès dòrma un pito" e gli indicò di sdraiarsi, stanco e provato si addormentò di colpo.


Si svegliò che era già buio, vide la donna accanto al fuoco con un grosso contenitore in cui stava versando quelli che sembravano tuberi e pezzi di un animale, probabilmente un roditore. Si sentiva meglio, fece per alzarsi, ma la donna gli disse “Hac èt el sta mia mpè”, lo straniero capì che avrebbe dovuto restare sdraiato, la ferita alla gamba aveva smesso di sanguinare, i riflessi del fuoco illuminavano il viso della donna che gli appariva bellissima con dei lunghi capelli rossi.



Il cibo gli fu offerto in una ciotola di terracotta, era caldo e saporito, ringraziò la donna portando il palmo della mano destra al petto e chinando leggermente la testa, la donna gli mostrò il palmo della mano destra poi gli fece capire a gesti che lei sarebbe uscita, si mise addosso uno scialle pesante e si avvicinò alla porta, lo straniero si chiese se la donna stesse per andare a valle ad avvisare le autorità, ma era buio, nessuno avrebbe potuto scendere in sicurezza da quella montagna, la donna aprì la porta e lo straniero si trovò davanti quattro visi di donne che stavano aspettando la sua benefattrice, sbirciarono dentro, una chiese alla padrona di casa “el chèl lè chèl chè' l vè da suro i nigoi?” in risposta ebbe un cenno della testa dalla padrona di casa.


Lo straniero si chiese dove andassero in quella notte buia e fredda sulla cima di una montagna cinque donne, la curiosità lo fece alzare dal giaciglio aprì la porta e non vide nessuno, nessuna lanterna niente di niente, il buio ed il freddo avevano inghiottito le cinque donne.
Si era quasi appisolato quando il vento gli portò le voci di cori, le voci erano femminili, ma l'incedere era solenne e cupo, uscì dalla porta e vide nei pressi della vetta un bagliore bluastro, sentì uno scalpiccio e davanti a se vide un grosso canide dal pelo scuro che senza ringhiare gli mostrò i denti avanzando lentamente verso di lui, lo straniero si rintanò nella casupola e decise che si sarebbe messo a dormire, il giorno dopo avrebbe dovuto recarsi in vetta.
Si svegliò poco dopo l'alba, la padrona di casa era tornata, aprì l'uscio e raccolse due roditori grossi e pelosi che erano stati appoggiati fuori alla porta, la donna si avvicinò allo straniero, gli fece cenno di girarsi, gli controllò le ferite, rifece la medicazione e gli fece capire che per un giorno avrebbe dovuto restare dentro al caldo, le ferite stavano guarendo bene, ma avrebbero potuto riaprirsi.


A metà mattina le quattro donne che la notte prima erano venute a prendere la padrona di casa si presentarono nuovamente sull'uscio, lo straniero non sentì bussare, ma la donna andò ad aprire la porta mentre le quattro donne stavano per fare gli ultimi passi, lo straniero ne fu sorpreso.


“Ta ga lèt dìt”? Esordì la donna più alta, La padrona di casa scosse la testa, “èl fò mè” le rispose in tono perentorio, si avvicinò allo straniero gli sfiorò la fronte con il pollice e l'uomo istantaneamente svenne.


Si trovava in cima alla montagna, erano anni che non sognava, ma questo non sembrava un sogno, la donna alta era di fronte a lui e gli stava parlando
“la nostra amica più giovane ha ovulato questa notte, devi accoppiarti con lei” Lo straniero spiegò che gli era proibito accoppiarsi con gente di altri posti e che il suo seme probabilmente non era compatibile con l'ovulo della sua amica “no, il tuo seme è compatibile, uno dei tuoi fratelli ha già ingravidato una di noi molto tempo fa” Lo straniero trasalì, “una volta rapivamo i giovani per farci ingravidare, oggi non è più possibile, una volta ci temevano e chiedevano il nostro aiuto, oggi la nuova religione richiede che noi veniamo bruciate vive, noi riusciamo ad ammaliare lo stesso qualche giovane, ma è molto difficile e poi tuo figlio diventerà una persona importante, lo sappiamo”, lo straniero non sapeva di culti divinatori e di pratiche esoteriche tutto questo non era menzionato nel manuale della flotta, ribattè che lui aveva una compagna che non voleva avere rapporti con altre, ma la donna gli disse che quella notte si sarebbe accoppiato con la propria compagna.


Si svegliò con un sobbalzo, la donna alta stava allontanando il proprio pollice dalla sua fronte, ma che razza di poteri avevano queste donne?, La telepatia era un antica leggenda presso la sua gente, la sua civiltà vecchia di oltre centomila anni era basata sulla scienza, attraversava gli spazi sconfinati di questa galassia per esplorare nuovi mondi da colonizzare, si chiese da dove provenissero questi poteri che sentiva appartenere ad un passato lontanissimo.


Passò la giornata riposando e facendo qualche passo nella pietraia di fronte alla casupola, verso il tramonto la padrona di casa gli diede da bere una bevanda dolcastra, si sentì molto stanco, fu aiutato a mettersi sul giaciglio. Lo straniero si ritrovò in un sogno vivido e incredibilmente realistico come quello di poche ore prima, era in una radura di un bosco nei pressi della sua città natale, di fronte a lui Axilia, la propria compagna, corse ad abbracciarla, la missione lo aveva tenuto lontano da casa per oltre un anno, ai baci seguirono carezze ed un lunghissimo e dolce rapporto completo. Nel sogno lo straniero si addormentò fra le braccia di Axilia svegliandosi sopra il giaciglio si ritrovò nudo, con una coperta ruvida sulla pelle e la padrona di casa con la più giovane delle compagne che si scambiavano sorrisi, era chiaro che aveva avuto un rapporto sessuale, ma non intendeva indagare troppo, il ricordo di Axilia era ancora vivo e caldo nella propria memoria.

La mattina presto la padrona di casa lo aiutò a rivestirsi e lo condusse sulla cima della montagna a gesti gli fece capire che prima che il sole fosse alto sarebbero venuti a prenderlo, Lo straniero stupito da quella che riteneva una stima ottimistica attivò il trasmettitore, salutò con un abbraccio la donna che gli fece capire che l'amica quella notte aveva concepito, la donna salutò lo straniero con un bacio sulla fronte e poi discese verso la sua casupola senza voltarsi, come poteva sapere che l'amica era incinta?, questa civiltà non disponeva di elettricità, non aveva sistemi di diagnosi magnetici od ultrasonici, così pensò fra se e se lo straniero....


A metà mattina la trasmittente si illuminò di rosso, una navicella stava scendendo a prenderlo, ma lui non ne fu sorpreso, mentre veniva trasportato sull'astronave madre si chiedeva se tutto quello che gli era successo fosse solo uno stato di alterazione mentale, un viaggio allucinatorio, ma in cuor suo sapeva che la propria civiltà aveva perso qualcosa che continuava ad esistere in questo pianeta selvaggio ed il fatto che un suo discendente vivesse lì ed imparasse tali pratiche non gli dispiaceva per nulla, prima del salto verso casa rivolse un ultimo sguardo a questo pianeta ed un sorriso gli illuminò il volto.

PS Scusate i numerosi errori della prima stesura.... 

 Ol Bus de la Strea

 

Cerchio delle streghe - Wikipedia



Nelle valli alpine non toccate direttamente dalla romanizzazione, i culti celtici sono sopravissuti anche all'urto della evangelizzazione.
Le scuole di culto sono state si spazzate via, ma la tradizione orale è rimasta con i propri soggetti, i propri "ministri", le streghe e le fate.























lunedì 24 agosto 2015

AGOSTO

Niente ferie, niente bagagli, viaggi, spiagge affollate, sentieri di montagna e caffè pieni di turisti niente di niente, avremmo potuto farci una decina di giorni in Calabra ma la pigrizia ci ha circondato ed alla fine non ha fatto prigionieri, ho avuto modo di riordinare un metro cubo di scartoffie, le ho suddivise per importanza, per data, per priorità le ho infine macinate con molta cura secondo l'ordine di archiviazione e poi le ho correttamente smaltite all'isola ecologica.

Ho ascoltato un sacco di buona musica, ho acquistato alcuni CD, qualcosa di John Coltrane, Miles Davis, "John barleycorn must die" dei Traffic, "tales of mystery and imagination Edgard Allan Poe" di Alan parson project, Una raccolta dei Talk Talk  un edizione speciale di Ummagumma dei Pink Floyd, la cattedrale della musica cosmica in tutto il suo allucinante splendore e per finire Duke dei Genesis perchè è stato il loro ultimo album decente.

Sono uscito per un paio di pizzate on i miei quattro amici di sempre, si è riso, scherzato e si è tirata l'alba insieme come quando avevamo diciotto anni.

Questo periodo mi è servito per riordinare le idee ed ora sono pronto per nuovi progetti, mi auguro di cuore che queste vacanze vi abbiano ricaricato le batterie

un abbraccio
Arturo



Copertina di UMMAGUMMA dei Pink Floyd qui sotto il link per ascoltarlo sul tubo.

 https://www.youtube.com/watch?v=T9uPQtdIJwM







venerdì 31 luglio 2015

DISOCCUPATE LE STRADE DAI SOGNI

Il mio 1977 fu un anno molto denso di avvenimenti, la terza superiore filava liscia come l'olio, avevo conosciuto la dama bionda e ne ero estasiato ed intimorito allo stesso tempo, mi ero avvicinato alle discipline orientali, yoga, meditazione, e come sempre mi ci ero tuffato a pesce, per non lasciar perdere ogni spiraglio di saggezza leggevo con passione i libri di Carlos Castaneda e di Lobsang T. Rampa, ma non solo, in quell'estate del 77 mi diedi pure allo spiritismo cercando di trarre da ogni lettura e disciplina il massimo della conoscenza avendo pure la pretesa di testare sul campo i dati appresi per verificare SE fossero in qualche modo funzionali.

Politicamente il mio essere moderato fu travolto da una passione profonda per la giustizia sociale, divenni un radicale convinto, antiche come le montagne di Mahatma Gandhi
me lo lessi e rilessi una decina di volte, ma molta gente pensava che la violenza fosse l'unico antidoto all'ingiustizia.


Nel 1977 Claudio Lolli pubblicò quello che certamente è uno dei capolavori della musica Italiana, il brano che dà il titolo all'album è dedicato a Ulrike Marie Meinhof cofondatrice delle Rote Armee Fraktion responsabili di attentati contro postazioni militari e che dal 1970 si era data alla clandestinità.

Catturata, nel 1976 fu trovata impiccata nella propria cella ma nè la sua morte nè quella del suo compagno di lotta Andreas Baader avvenuta l'anno dopo furono chiarite e le autopsie destarono molti sospetti sull'operato di "qualcuno" nelle carceri tedesche.

Ricordo una vignetta appesa alla bacheca del sotterraneo dell'ITIS Castelli che ritraeva una banda di sgherri vestiti da SS intenti ad entrare nel carcere, la scritta SS stava per "Sezione Suicidi".

Mi chiedo spesso cosa sia rimasto di quegli anni, i dorati anni 80 ci hanno portato una ventata di edonismo e la falsa certezza di un benessere passeggero, oggi siamo tornati a livelli di occupazione pre anni 70, i provvedimenti del governo Renzi sanno di macelleria sociale e non sento nessuna voce urlare a pieni polmoni, al massimo qualche chiacchericcio sommesso che emerge da salotti-bene o "borghesi" come li avrei definiti allora.
Profondo rispetto per i parlamentari M5S, sembra ormai che siano gli unici a rispettare il proprio mandato.

Per quanto mi riguarda in apparenza sono molto cambiato rispetto a quegli anni, detesto ancora la violenza, i miei sogni, desideri e speranze di allora sono ormai chiusi dietro una lapide che reca come epitaffio la frase "avrei potuto", ma in fondo sono ancora lo stesso, sopporto malissimo le ingiustizie, son riesco a stare zitto se una persona mi somministra l'informazione "predigerita" dei giornali e TG paragovernativi (ma anche paraculi), ma sono diventato più riflessivo, mi vergogno di aver votato Berlusconi, ma allora sembrava un idea nuova, non mi riconosco nel PD da sempre, Ho perfino votato a destra in funzione anti Berlsconi chiedendo scusa ai miei due nonni Socialisti, ma oramai sono certo che se avremo una speranza non passerà certo dai partiti, nè dalle loro fondazioni e Lobby assortite.

Nel 1977 si poteva creare un cambiamento?, No, il rapimento Moro lo impedì ed io sono convinto che una parte di quella lotta armata fosse molto vicino ad un certo tipo di stato, lo stesso che secondo me ha messo lo zampino n alcune stragi terribili.

Di seguto il link di una lunga intervista a Nino Galloni, vi renderete conto che l'informazione in Italia è strumento politico con buona pace del giornalismo addomesticato e servile.

 https://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0

Vi allego l'album che dà il titolo a questo post, è pieno di poesia e di rabbia, ascoltatelo tutto d'un fiato, vi sembrerà di essere più giovani.....

 

https://www.youtube.com/watch?v=k15CpvrxwVI

Dedicato a Marina, una ragazza  dall'intelligenza acuta che in quel Luglio del 1977 mi insegnò a pensare al di fuori degli schemi.

giovedì 25 giugno 2015

L'INIZIO DELLA FINE (ROMA CAPUT MUNDI)

1503, santa romana chiesa è in fermento, la raccolta dei fondi per la costruzione della basilica di San Pietro sta aprendo una ferita insanabile fra i fedeli del nord Europa.

La vendita delle indulgenze è la pratica con cui la chiesa sta raccattando denaro con lo scopo di costruire strutture e soprattutto la nuova Basilica di San Pietro; sono davanti a quella che verrà chiamata antica basilica di San Pietro n Vaticano, la costruzione mi pare disarmonica, sono di fronte al quadriportico ed è difficile scorgere l'impianto originale della costruzione eretta per volontà dell'imperatore Costantino con l'appoggio incondizionato di papa Silvestro.

Questa basilica è stata depredata dai Saraceni nel nono secolo ed ha via via assunto le fattezze che sto guardando grazie a continue modifiche.

Anche se l'aspetto non mi pare all'altezza della fama questa basilica è il cuore del cristianesimo, qui vennero incoronati carlo Magno, Carlo il calvo, ottone primo, secondo e terzo, Federico primo (Il Barbarossa) e Federico secondo, è letteralmente ripiena di opere d'arte ed essa stessa è considerata un unico ed inestimabile gioiello.

Ma il nuovo papa, Giulio Secondo, ha un ambizione sterminata, tratta Santa Romana Chiesa come un possedimento terreno che va curato ed ampliato, e per questo deve edificare la nuova basilica, grande, immensa, a testimoniare il predominio della religione sulla laicità, il potere delL'IMMANENTE sulla VITA TERRENA per ottenerlo è disposto a calpestare qualsiasi prncipio, i denari per costruire la basilica saranno denari SANTI.

So come andrà a finire, sono in missione a Roma da cinque anni, il gruppo a cui appartengo è stato spazzato via da tempo, ma gli insegnamenti del Cristo  ci hanno fatto oltrepassare la barriera fra la vita e la morte, noi SIAMO, ed alcuni di noi vita dopo vita, svolgono un compito, una missione, ed oggi davanti a questa basilica so che qui ed ora sta per cambiare completamente questa religione così lontana dalla figura del Cristo e dai suoi isengnamenti, ma ancora legata ale origini, so che da qui in poi ogni legame residuo sarà spezzato e sento in me sentimenti di rabbia e dolore.

So che la parola del Cristo era già stata piegata a voleri tirannici fin dal primo concilio di Nicea, il Cristo era diventato pretesto per l'uso della forza, si potevano perseguitare gli eretici e lo scopo diventò poi l'impossessarsi delle loro ricchezze.

L'inquisizione Spangola portò tutto questo a livello di "Ars persecutoria" aggiungendo alla tortura l'abominio delle confessioni salvifiche in punto di morte.

Ma il Cristo con tutto questo non ha mai avuto nulla a che fare, mentre penso a tutto questo mi tornano in mente frammenti di ricordi, le lunghe chiaccherate nelle case delal gente che lo ospitava, i suoi occhi che trasmettevano cose al pari della voce, le sue risate, le sue urla, perchè un Dio adirato è il lampo ed il tuono fusi insieme.

Qui, davanti a questo gioiello con la consapevolezzza che nulla sarà come prima mi lascio alle spalle i mendicanti che sulla soglia del quadriportico chiedono qualcosa in cambio di nulla e penso all'ironia del tutto, una chiesa che chiede qualcosa in cambio di nulla non è forse da considerarsi alla stregua di un mendicante?, ma se essa in realtà non vive di stenti, ma al contrario possiede beni alla pari di un imperatore, in cosa si tramuta se chiede soldi in cambio di nulla?

In un LADRO.......

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/Affresco_dell%27aspetto_antico_della_basilica_costantiniana_di_san_pietro_nel_IV_secolo.jpg
Affresco dell'aspetto antico della basilica costantiniana di san pietro nel IV secolo



Jean Fouquet, Grandes Chroniques de France, Incoronazione di Carlo Magno, ambientata nella basilica vaticana.



 Ricostruzione grafica della facciata paleocristiana vista dal quadriportico


 La facciata dell'antica basilica nell'affresco dell'Incendio di Borgo di Raffaello




Modello ligneo della Antica basilica di San Pietro in vaticano

giovedì 18 giugno 2015

SCRIVERE O NON SCRIVERE

Da un mese a questa parte non ho più voglia di scrivere e neppure di leggere, il lavoro mi pesa come un macigno sul groppone, le soddisfazioni latitano e cresce la voglia di starmene in disparte.
E' uno di quei periodi in cui avrei bisogno di isolarmi in un bilocale appollaiato su di una collina con il mare di fronte e nulla da dover fare.

Pesca dagli scogli la mattina presto (o la notte tardi, fate voi) colazione con focaccia salata e cappuccino (una tradizione squisitamente genovese), buone letture, se ho pescato qualcosa (In alternativa la pescheria di via Doria sarebbe un ripiego doveroso) pesce al cartoccio con i profumi che solo la Liguria sa dare, un insalatina mista come contorno.

Il pomeriggio un riposino ristoratore, verso le sedici una passeggiata fra le colline e la macchia mediterranea, in compagnia dello splendido cielo e del mare turchese.

Appena rientrato doccia rapida, preparazione de U'CUNDIUN per cena, la procedura è precisa,
lavare e tagliare a pezzetti i pomodori, la cipolla, i cetrioli, i peperoni, aggiungete l'aglio, le olive e i capperi dissalati, le acciughe sbriciolate, insaporite con l'origano e il basilico, condite con olio e sale. io ci aggiungo dell'insalata gentile o della voluttuosa riccia.
Il tutto va preparato un oretta prima di cena perchè pomodori, olive capperi ed aciughe rilascino il meglio di se da raccogliere (alla faccia della dietologa) con del pane casereccio.

Dopo cena preparazione di esche attrezzature e quant'altro per la battuta di pesca dopo di che il rito del tramonto, in Liguria il sole non tramonta sul mare, ma questo rende il momento magico, appena il sole sparisce dietro i monti il mare assume un colore chiaro che contrasta con il cielo scuro, ad un certo punto i colori si invertono fra loro, osservare il passaggio delle varie tonalità fino all'ora blu ed all'oscurità punteggiata dalle stelle e dalle lampare dei pescatori è un rito che concilia con la vita.
A mezzanotte partenza per la pesca, la foce del Merula è una buona postazione per insidiare qualche orata, ma anche saraghi e mormore non amncano,se il mare è mosso giusto all'alba si possono insidiare le spigole che tentano di infilarsi nel fiume cavalcando le onde, se il vento tira da ponente ci si può aspettare di pizzicare qualcosa, il vento da lì porta con se doni preziosi.

Di questo avrei bisogno, se in questo mio personalissimo Eden avessi accanto a me la compagna della mia vita il quadretto sarebbe eprfetto, ma lei è troppo occupata con i figli (soprattutto il maschio, un mammone di grande spessore),ed a me non resta che sognare un bilocale in alto sul mare, una buona scorta di libri ed il vento da ponenete che mi porti qualcosa di buono per il pranzo del giorno dopo....






lunedì 27 aprile 2015

IL PORCO ED ILCANE

La porcilaia era collocata ad una decina di metri dalla casa, il maiale pesava già oltre un quintale ed era in grado di appoggiarsi con le zampe anteriori sul bordo del muretto che delimitava il suo piccolo spazio, un pomeriggio mentre osservava il mondo intorno a se vide il cane da guardia che correndo verso di lui abbaiava furiosamente, il maiale riconobbe il responsabile di tanto schiamazzo e gli disse "ah eccoti qui, perchè fai tanta caciara?", il cane si arrestò di colpo e ringhiò al maiale "stai nel tuo posto e non uscire da lì", "eh ma che modi" ribattè il maiale, "sono certo che tu abbia di meglio da fare che abbaiare a tutti per poi meritarti i quattro ossi che ti allunga il padrone mentre io mangio minestre, polenta e tutto quello che avanza dalla mensa del padrone", "sempre meglio che ingozzarsi nei propri escrementi e morire a poco più di un anno di vita" abbaiò in risposta il cane da guardia "eh, ma guarda che le cose non stanno proprio così" gli rispose il porco, "si è vero a dicembre verrà il norcino e mi ucciderà, ma la mia carne nutrirà un intera famiglia per molti mesi e tutti si ricorderanno di me gustando la bontà dei miei cosciotti, della mia lonza e di tutto quanto è costituito il mio corpo, perchè di me non si butta via niente......" "sai che soddisfazione, ridacchiò il cane "tu muori e forse qualcosina di te lo mangerò anch'io"; 

"ma vedi" argomentò il roseo porcello "tu sei e resterai uno schiavo, meni la coda se ti danno da mangiare, fai le feste per ricavare una carezza, ma se defechi vicino alla casa del contadino ti pigli anche una bella ramazzata dalla padrona" e aggiunse "io vivo da pari, mangio quello che mangiano i padroni, puliscono i miei escrementi, e nonostante viva a due passi da loro non si lamentano dei miei odori, eh si caro mio, fra noi due io faccio una vita migliore della tua, tutti si ricorderanno di me a lungo dopo la mia morte, mentre tu verrai seppellito vicino alla concimaia e dopo di te verrà un nuovo cucciolo da far scodinzolare, tu e la tua razza sarete sempre e solo servi".

Il cane si era sempre ritenuto superiore al maiale che vedeva come carne all'ingrasso, non aveva mai pensato a tutti gli argomenti che il porco gli aveva esposto,  provò un odio profondo verso quell'essere rosa e sporco, con un balzo piombò nel porcile ed affrontò a morsi il maiale ma presto si rese conto di aver sottovalutato il grassone che lo morse ripetutamente staccandogli quasi una zampa.

Il contadino accorse verso la porcilaia attirato dai grugniti altissimi e dai latrati furiosi del cane, entrò nella procilaia e tirò fuori il cane malridotto e sanguinante, "stupido!" gli urlò contro il suo padrone, il cane guaiva di dolore e di riconoscenza , era ferito gravemente.

Il contadino adagiò l'animale sul fondo di una carriola e lo portò  in fondo all'orto, con quella zampa malconcia avrebbe zoppicato per il resto della vita, non avrebbe più potuto accompagnarlo  a caccia e neppure fare il proprio dovere di cane da guardia, lo sollevò dalla carriola, lo depose per terra e gli sparò da un metro di distanza.

Il maiale vide la scena dal muretto della porcilaia e non ne fu felice.

Seppellito il proprio cane da guardia il contadino si avvicinò al maiale, aveva ricevuto un morso profondo sul muso e sanguinava, "caro mio dovremo anticiparti la festa" gli disse il contadino.

La mattina seguente arrivò il norcino ed il maiale sentì gelarsi il sangue  quando quell'uomo orribile gli puntò la fredda canna della pistola in mezzo agli occhi, le mattine stavano diventando fredde in quell'inizio di Novembre, un attimo prima di morire il maiale capì che alla fine della fiera la sua vita non era stata molto diversa rispetto a quella vissuta dal cane, anche lui aveva servito un padrone, la sua vita non era stata null'altro che un mero calcolo fatto da altri sopra la sua testa, che tu sia cane o porco, se accetti  di vivere alla corte di qualcuno finisci sempre per mettere il tuo destino nelle mani di altri e non potrai neppure ribellarti al fatto che siano le stesse persone a decidere della tua vita.

poco prima che il norcino sparasse vide  una luce particolare negli occhi del maiale, e nonostante ne avesse uccisi a centinaia non riuscì più a togliersi dalla mente quello sguardo.

QUELLA STRANA AMBIZIONE AD ESSERE SERVI DELLO STATO