Caro Babbo Natale sono un ragazzo di cinquantasei anni e anche se so che non stai confezionando pacchetti con i tuoi elfi al polo nord mando a te questa letterina e non a Santa Lucia il cui ritratto era ai piedi del mio lettino, quando ero bimbo e fra le mani teneva un vassoio con due occhi, la cosa mi pareva un po' truce e dato che lei è la protettrice degli occhi visto come mi è andata in questa vita direi che non mi ha protetto proprio per niente....
Facciamo che ti scrivo come ad uno dei rappresentanti dello spirito natalizio, che incarna tutta una serie di feste e riti praticati da molto prima che il Cristo decidesse di venire su questo pianeta a darci un messaggio rivoluzionario e salvifico ma che già cinquant'anni dopo la sua morte era largamente compromesso....
Regali per me non ne voglio, se per caso ti avanzasse un bilocale in Liguria ecco, quello lo acceterei volentieri, diventerebbe il mio buen ritiro, ma se fosse troppo costoso mi accontenterei della ristrutturazione che stanno facendo a Monte , frazione di Padenghe, dove dalla camera da letto avrei la splendida vista della penisola di Sirmione ed a destra il castello di Padenghe, quello forse sarebbe il posto che amerei più di tutti;
ma bando alle cose materiali,vorrei uno strumento che pacificasse il pianeta, qualcosa che portasse pace al medio oriente, e che in seguito ogni nazione potesse scegliere il proprio governo ed il proprio destino, se non democraticamente (non certo un sistema esportabile a tutti contrariamente a quello che continuano a pensare le amministrazioni statunitensi) in base alle proprie credenze e fedi religiose e non.
Non mi pare molto, forse basterebbe un po' di buon senso, ma ormai sembra che non se ne produca in nessuna parte del mondo.
Vorrei inoltre he la mia tristissima nazione potesse finalmente andarsene da questo sistema monetario folle che è l'Euro, attraverso un referendum.
Poi per ultimo, ma primo per importanza, un anno di salute per i miei amati familiari e per i miei amici e conoscenti ed anche per me.
Noto sempre di più che per troppa gente contino solo soldi potere, potere e soldi, ma sono convinto che questi soggetti un attimo prima di spirare proveranno una forte delusione, in fondo soldi e potere sono solo soldi e potere, amicizie, e amore se li sono giocati e li hanno persi...
Tutto qui Babbo Natale, anche se non esisti, sappi che il Natale ha su di me un certo effetto, mi serve per riordinare le idee, fare bilanci e vedere se ho commesso ingiustizie nei riguardi di qualcuno in modo da rimediare prontamente , in fondo come si può vivere bene se si sa in fondo al proprio cuore che ci si è comportati da pezzi di m....
PS Scusate gli orrori di battitura, come primo intento per il prossimo anno vedrò di rileggere prima di pubblicare.....
Buon Natele a tutti Voi!
Un piccolo regalo musicale......
THE FIRST NOEL, Nat King Cole
martedì 20 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
INSEGNAMENTO
Recentemente ho tenuto un corso di
marketing per un totale di una cinquantina di ore in un istituto
professionale. L'idea di insegnare mi è sempre piaciuta moltissimo,
la mia prima esperienza risale ad una vita fa, quando mi venne
chiesto (a sedici anni) di tenere un paio di settimane di prescuola
ad una quarta elementare.
Le lezioni si tennero presso l'oratorio
maschile e non ebbi il minimo problema, i ventiquattro ragazzini
erano sveglissimi, un po' turbolenti, ma il metodo dello scambio
(fate casino, 3 minuti in meno di ricreazione ad ogni richiamo, vi
comportate degnamente e partecipate, ricreazione di 45 minuti con
partitona a basket) è un sistema intuitivo ed equo per tutti, fin
dal secondo giorno avevo ottenuto partecipazione e collaborazione
piena e fattiva...
I miei colleghi no, li sentivo urlare
dal piano di sotto, stupidamente tronfi dall'autorità derivante dal
sedere sul trespolo, chiedevano senza dare null'altro in cambio se
non autoritarismo....., “noi siamo fortunati” mi aveva detto un
giorno Giovanna, la ragazzina sviluppatissima a 10 anni e per questo
presa in giro dai maschi della classe, (gli stessi maschi che da lì
a tre anni avrebbero sbavato per ottenere da lei un appuntamento) io
l'avevo corretta “no, voi avete imparato a fare i vostri
interessi”, che poi coincidessero con i miei era del tutto
inirrilevante....
Trovarmi a cinquantasei anni a dare
lezioni di marketing è stato per me uno scherzo del destino a cui,
si sa, non manca una certa ironia, io ho “subito” una montagna di
“cattivo” marketing; aziende incapaci di ascoltare la propria
clientela ed i propri venditori assumevano “guru” del marketing
strapagando idee bizzarre mascherate e condite con altisonanti
termini anglosassoni.
Se non funzionavano era la stupidità
di noi venditori a non rendere tali stronzate applicabili, peccato
che fossero concetti talmente idioti da non riuscire ad essere presi
sul serio da nessuno con un briciolo di sale in zucca.
E così, prima di mettermi ad insegnare
qualcosa a queste ragazze che per prime avevano aderito a questo
corso finanziato dalla regione ho indossato il mio saio penitente e
sono andato umilmente a rivedermi ciò che avevo dovuto apprendere
durante interminabili meeting dagli infiniti silenzi (dei
partecipanti)...
Mi ristudio i dogmi di Philips Kotler,
l'orientamento delle aziende, il B2C (Business to consumer) il B2B
(Business to Business) i vari piani, Obbiettivi di Marketing,
Programma d'azione, Controlli di Marketing....più mi inoltro e più
mi sono reso conto di osservare formule sterili, per certi versi
inutili.
In un mercato del lavoro isterico ed altamente
competitivo l'unico modo di sopravvivere al lavoro stesso è
l'orientamento, mi rendo conto che queste ragazze non hanno idea
di come sia strutturata un azienda.
Espongo i dubbi a mia moglie, che da esperto quadro li conferma in pieno....
Il mio corso è
iniziato con lo schema di un moderno organigramma aziendale e dal
settore vendite sono partito affrontando via via le tipologie di
comunicazione, i piani di azione, fino ad arrivare all'analisi del
prodotto, della sua immagine e a come condurre un audit aziendale
interna,il tutto con un
unico orientamento, le esigenze del cliente e la qualità totale del
prodotto pensata, progettata e realizzata in modo che sia insita nel processo produttivo stesso.
Come è andata?, me
lo diranno le ragazze stesse, spero che quando entreranno in un
azienda siano in grado in un paio d'ore di individuare cosa è voluto
da loro e questo è possibile solo se si è in grado di inquadrare il
proprio posto...
Riprendendo un
antico racconto tratto da un libro dal titolo “fiabe ZEN”;
“RANA SU FOGLIA GALLEGGIANTE NON
SPICCA GRANDE SALTO”
Spero di avervi
fornito un minimo di base d'appoggio.....
Volate in alto
ragazze!, ve lo auguro di cuore....
venerdì 9 dicembre 2016
TRACCIA
Lasciare un posto dove si
è vissuto per molti anni è come gettarsi alle spalle momenti belli
e brutti, ma ho l'impressione che
inevitabilmente quanto di bello ho vissuto lì se ne sia andato per sempre, gli amici e le storie vissute insieme apparterranno per sempre a quel luogo ed io ne porterò con me solo il ricordo perchè vivono lì, nel posto che ho abbandonato.
inevitabilmente quanto di bello ho vissuto lì se ne sia andato per sempre, gli amici e le storie vissute insieme apparterranno per sempre a quel luogo ed io ne porterò con me solo il ricordo perchè vivono lì, nel posto che ho abbandonato.
Quei momenti e quelle cose
che mi stavano strette e il desiderio di andare, di crescere, di crearmi un
altra vita, di visitare il mondo e conoscere nuova gente mi ha fatto
perdere di vista che
quei momenti in cui si rideva davanti ad un
camino acceso sarebbero finiti; finiti per sempre.
Non ci saranno più le
assolate domeniche pomeriggio e la noia del non sapere come
impiegarle, le gite in bicicletta con il mio bimbo a veder decollare
i Tornado o quelle con mia figlia a cui da piccola facevo contare i
castelli che vedeva nel viaggio dalla nostra casa di allora e la
spiaggia di Moniga dove andavamo a "tirare" i sassi nell'acqua.
E non ci saranno più le
fughe verso la casa sul lago d'Iseo, le fresche notti, i bagni in
piscina prima di andare al lavoro, le interminabili partite a tennis
con la mia compagna, le pizze accanto al porto di Clusane.
Nulla più di tutto
questo, andato, perduto, via per sempre.
Ma io vorrei ancora il
colore delle albe dalla finestra della casa che dava sulla collina,
vorrei andare a pescare al lago in barca con i miei colleghi e poi le
bibite fresche sotto il pergolato del bar all'angolo della piazza, le lunghe sere alla chitarra nei licinsì (*), il vino
ed il pane e salame.
Ma mi sembra di voler
ricostruire un puzzle i cui pezzi sono sbiaditi e molti di loro
smarriti per sempre.
Ci sono dei momenti in cui
i ricordi bruciano più delle delusioni.
Ci sono dei ricordi con il
potere di salvare dalla disperazione.
E ci sono delle amicizie
che resistono al tumultuoso scorrere del tempo, al suo diluire la
vita stessa fino a renderla un acquarello troppo slavato per lasciare
traccia su di un foglio, non appiglio; certezze.
(*) Per i non bresciani, locale dove era posibile vendere solo vino e salumi, il termine deriva dal fatto che il titolare possedesse una licenza alla vendita ridotta, una licenzina, in bresciano un licinsì....
(*) Per i non bresciani, locale dove era posibile vendere solo vino e salumi, il termine deriva dal fatto che il titolare possedesse una licenza alla vendita ridotta, una licenzina, in bresciano un licinsì....
Vista dal porto di Clusane
domenica 27 novembre 2016
CARONTE
Dedicata ai miei due amici con il medesimo nome, Mauro
Sono il dubbio che frena il tuo slancio
il rimorso che attanaglia il tuo cuore
il legaccio che stringe il tuo collo
il groppo in gola che fa sgorgare le
tue lacrime.
Sono ciò che temi e non confronti
l'angolo buio nascosto giù in cantina
il rosicchiar del topo dietro l'armadio
la parola che non pronunci mentre lei
va via.
Sono l'anonimo che sfregia la tua auto
il bastardo che lusinga tua figlia a
dieci anni
chi ti schernisce perché non guadagni
abbastanza
quelli che te l'avevan detto tante
volte.
Sono il sogno che ti fa svegliare col
rimpianto
l'amore che non hai mai confessato
il rimpianto sordo che si spegne in
gola
la terra nera che ricopre la tomba dei
tuoi sogni.
E sono sempre io in tutte queste forme
che copro il tuo io troppo splendente
che uccido le tue idee troppo brillanti
che ti rammenta che tutto ha fine a
breve.
Perché di questo posto sono a guardia
dove sei chiuso e non puoi certo
fuggire
sono vivo per obbedire ai miei padroni
quelli che temono che tu li riconosca.
Perché se loro fossero al tuo posto
li ammazzeresti mille volte come cani
senza pietà o alcun ripensamento
non capiscono che tu non sarai mai
LORO.

martedì 25 ottobre 2016
IL CASTAGNO ED IL FIENILE
Una fiaba per una bimba che spero possa
raccontarla ai propri figli.
Sabato sono stato a fare una lunga passeggiata per i boschi del Monte Magno, ho percorso sentieri, camminato per salite ripide e discese ardite, mi sono dissetato con acqua sorgiva e poi mi sono appisolato in un posto di ristoro sotto alcuni castagni, quelli dove la gente ama fare pic nic, con i tavoloni, le panche ed i barbecue in pietra , ho allungato le gambe sulla panca, messo lo zaino sotto la testa e nonostante la temperatura fresca mi stavo per addormentare quando una castagna ha centrato la mia pancia... "ehi!" ho esclamato, "potevi stare un po' più attento" ho urlato rivolto all'enorme castagno il cui tronco era a due metri da me e le cui fronde mi sovrastavano, stavo nuovamente per appisolarmi quando BONG un altra castagna che questa volta mi ha colpito in testa, "ma allora ce l'hai con me!" ho urlato al grande tronco, non ricevendo risposta mi sono appisolato e finalmente sono caduto in un sonno profondo.
Nel sogno mi ritrovavo esattamente dove ero da sveglio, sulla panca con lo sguardo verso il cielo e mentre osservavo le fronde che si muovevano mollemente alla brezza del pomeriggio ho visto una castagna che stava per piombare dall'alto e colpirmi, mi sono spostato subito e TOC! La castagna ha colpito la panca dove una attimo prima ero sdraiato...mi sono alzato, mi sono avvicinato al tronco e gli ho detto a brutto muso "se non la smetti sarò costretto a far pipì sulle tue radici!", ma a questo punto l'albero incredibilmente mi ha risposto "Eh no!, la pipì sui miei piedi no!" ancora arrabbiato gli ho urlato "ma insomma perchè vuoi colpirmi con le tue castagne?", "sono un vecchio castagno ed avrei una storia da raccontarti" mi ha detto con fare solenne "bene , ti ascolto", "siediti Arturo, la storia ti piacerà"... "lo spero proprio" gli ho detto rimettendomi a sedere sulla panca ancora un po' arrabbiato.
Sabato sono stato a fare una lunga passeggiata per i boschi del Monte Magno, ho percorso sentieri, camminato per salite ripide e discese ardite, mi sono dissetato con acqua sorgiva e poi mi sono appisolato in un posto di ristoro sotto alcuni castagni, quelli dove la gente ama fare pic nic, con i tavoloni, le panche ed i barbecue in pietra , ho allungato le gambe sulla panca, messo lo zaino sotto la testa e nonostante la temperatura fresca mi stavo per addormentare quando una castagna ha centrato la mia pancia... "ehi!" ho esclamato, "potevi stare un po' più attento" ho urlato rivolto all'enorme castagno il cui tronco era a due metri da me e le cui fronde mi sovrastavano, stavo nuovamente per appisolarmi quando BONG un altra castagna che questa volta mi ha colpito in testa, "ma allora ce l'hai con me!" ho urlato al grande tronco, non ricevendo risposta mi sono appisolato e finalmente sono caduto in un sonno profondo.
Nel sogno mi ritrovavo esattamente dove ero da sveglio, sulla panca con lo sguardo verso il cielo e mentre osservavo le fronde che si muovevano mollemente alla brezza del pomeriggio ho visto una castagna che stava per piombare dall'alto e colpirmi, mi sono spostato subito e TOC! La castagna ha colpito la panca dove una attimo prima ero sdraiato...mi sono alzato, mi sono avvicinato al tronco e gli ho detto a brutto muso "se non la smetti sarò costretto a far pipì sulle tue radici!", ma a questo punto l'albero incredibilmente mi ha risposto "Eh no!, la pipì sui miei piedi no!" ancora arrabbiato gli ho urlato "ma insomma perchè vuoi colpirmi con le tue castagne?", "sono un vecchio castagno ed avrei una storia da raccontarti" mi ha detto con fare solenne "bene , ti ascolto", "siediti Arturo, la storia ti piacerà"... "lo spero proprio" gli ho detto rimettendomi a sedere sulla panca ancora un po' arrabbiato.
"Una
volta viveva accanto a me un grande castagno, trenta anni fa
purtroppo è stato abbattuto da un boscaiolo, lo vedi il grande ceppo
alla tua destra?", in effetti avevo notato un ceppo molto
grande, conto gli anelli del ceppo, ogni anello indica un anno di
vita della pianta, uno, due tre, ....,arrivo a settantaquattro anelli
"caspita. il tuo amico era vissuto per settantaquattro anni!"
, "Si è così" mi rispose il castagno, "devi sapere
che l'ultimo autunno prima che venisse abbattuto una castagna decise
di voler diventare un grande castagno e di vivere accanto al mio
amico, non puoi piccola mia gli spiegava l'amico devi crescere
lontana da me le diceva, ma lei non era d'accordo e tu sai quanto
possa essere testarda una giovane castagna", a dire il vero non
lo sapevo e lo dissi ad alta voce all'albero "Scusa Arturo, ma
tua moglie non è castana?...."bhè, in effetti" dovetti
ammettere ridendo; " Insomma la castagna era lì accanto
all'amico in inverno quando vennero i boscaioli, per abbattere il mio amico, la castagna si nascose sotto le foglie e quando
tutto fu finito pianse tutte le lacrime che aveva, il figlio
del boscaiolo sentì piangere e cercando cercando trovò la castagna
"ma tu piangi!" le disse, la castagna gli spiegò che voleva
vivere come pianta vicino all'albero che l'aveva generata, Piero,
questo il nome del figlio del boscaiolo, le disse di stare tranquilla
e che forse avrebbe trovato una soluzione".
L'albero proseguì con il racconto "Il grande tronco fu portato in segheria e furono fatte lunghe assi che sarebbero servite per la ristrutturazione del fienile dell'amico del boscaiolo, una volta finiti i lavori Piero prese la castagna e le disse di non temere, l'avrebbe sotterrata vicino al fienile ristrutturato in modo che sarebbe cresciuta accanto al legno dell'albero che l'aveva generata.
la castagna ne fu felicissima, si appisolò sotto terra pronta a risvegliarsi come germoglio in primavera", la storia mi stava incuriosendo "e poi?" chiesi al grande castagno.. "ma insomma non ci sei ancora arrivato?" guardai perplesso l'albero "Arturo svegliati, fai cinquanta passi fuori dal bosco e troverai alla tua destra il fienile ed il castagno, sono ancora insieme così, dopo trent'anni, Piero viene ancora a trovarli ogni anno"...
BONG! una castagna mi aveva colpito una gamba, avevo sognato? il castagno mi aveva parlato?
presi lo zaino e mi incamminai verso casa, dopo cinquanta passi appena fuori dal bosco vidi a destra un castagno ed un fienile, sembravano abbracciati...
Forse il vecchio castagno mi aveva raccontato una storia vera?
L'albero proseguì con il racconto "Il grande tronco fu portato in segheria e furono fatte lunghe assi che sarebbero servite per la ristrutturazione del fienile dell'amico del boscaiolo, una volta finiti i lavori Piero prese la castagna e le disse di non temere, l'avrebbe sotterrata vicino al fienile ristrutturato in modo che sarebbe cresciuta accanto al legno dell'albero che l'aveva generata.
la castagna ne fu felicissima, si appisolò sotto terra pronta a risvegliarsi come germoglio in primavera", la storia mi stava incuriosendo "e poi?" chiesi al grande castagno.. "ma insomma non ci sei ancora arrivato?" guardai perplesso l'albero "Arturo svegliati, fai cinquanta passi fuori dal bosco e troverai alla tua destra il fienile ed il castagno, sono ancora insieme così, dopo trent'anni, Piero viene ancora a trovarli ogni anno"...
BONG! una castagna mi aveva colpito una gamba, avevo sognato? il castagno mi aveva parlato?
presi lo zaino e mi incamminai verso casa, dopo cinquanta passi appena fuori dal bosco vidi a destra un castagno ed un fienile, sembravano abbracciati...
Forse il vecchio castagno mi aveva raccontato una storia vera?
giovedì 22 settembre 2016
PROXIMA CENTAURI, il primo viaggio interstellare
Mercoledì
21 Settembre 2016 Da
Wikipedia:
“Le
ricerche di corpi orbitanti attorno a Proxima Centauri potrebbero
solo aver escluso la presenza di nane
brune o pianeti
supermassicci Nel 2016 è stato individuato un pianeta
potenzialmente dotato di acqua liquida superficiale nella fascia
orbitale abitabile. Data la sua natura di nana rossa e di stella a
brillamento, la possibilità che sul pianeta possa svilupparsi la
vita è ancora da accertare. La sua vicinanza a noi fa di questa
stella una delle mete ideali di un ipotetico futuro viaggio
interstellare”
Martedì
21 Settembre 2032
La
spinta verso l'ignoto è il motore che ha creato conquiste in ogni
campo nel passato,lo fa nel presente e sarà così anche nel futuro, tuttavia tempo e spazio sono due
barriere ancora fuori portata per l'umanità, la tecnologia non ha
saputo fornire soluzioni per superare od aggirare queste barriere che
si frappongono fra noi e lo sbarco su Terra Nuova, il pianeta
scoperto nel 2016 ha rivelato tre anni più tardi tutto il proprio
potenziale, acqua allo stato liquido, ma non solo, oceani, calotte
polari, una fascia temperata, ma soprattutto un potentissimo campo
magnetico generato dalla rotazione del nucleo di ferro solido nel
cuore del pianeta che ripara la superficie dai tumultuosi brillamenti
solari di Proxima Centauri, la stella nana rossa attorno a cui ruota,
Terra Nuova è una culla ideale per ospitare la vita.
Il
progetto Proxima è nato dieci anni fa, vista l'impossibilità di
poter giungere nell'arco di una vita su Terra Nuova è stato dato il
via ad un progetto per la creazione di un astronave generazionale,
dove i figli ed i nipoti dei primi astronauti pionieri sarebbero approdati sul
pianeta abitabile più vicino alla terra.
VOYAGER,
il nome dato all'astronave, 90 metri di diametro ed è stata assemblata
grazie ad oltre mille lanci di navette automatiche che attraccando al
cantiere posto in orbita alta e sincrona hanno fornito ogni singola
parte di cui è composta, un team di soli ottanta astronauti
specializzati ha installato le oltre millecinquecento parti
preassemblate giunte dalla terra.
Il
propulsore scelto per la Voyager è composto da un mix di propulsione
Ionica ed emissione di plasma, l'alimentazione è fornita da tre
efficentissimi reattori a fusione fredda, vista la grande presenza di
personale a bordo è stata abbandonata l'idea di un propulsore
a fusione nucleare.
Lo
sforzo congiunto per la creazione di un opera così imponente, dopo
le grandi incertezze iniziali e le molte proteste per il costo
astronomico dell'operazione, ha finito per rivelarsi un vero e
proprio motore per l'economia mondiale, la soluzione dei numerosi
problemi posti dall'impresa di costruire un vascello con massa di
oltre mille tonnellate da assemblare a milleduecento chilometri dalla
superficie terrestre ha avuto una ricaduta tecnologica impressionante
che ha coinvolto l'intero pianeta.
Il
lancio è previsto per il mese di Luglio del 2037 ed è già stata
svolta la fase di selezione dei novantasei astronauti che salperanno
alla volta di Terra Nuova, ma che la vedranno con gli occhi dei
propri figli e nipoti.
VOYAGER, SABATO 21
SETTEMBRE 2075 meno 5 anni a TERRA NUOVA.
Il capitano Gianna
Lampredi stava uscendo dalla doccia sonica quando sentì
all'interfono una voce urlarle qualcosa, l'interlocutore era talmente eccitato che non era riuscita a capire chi fosse “ripetere”
disse, scandendo le parole “comandante abbiamo una traccia in avvicinamento,
sta seguendo una traiettoria strana!” tornò ad urlare Jacob
Sentry, navigatore della Voyager, Gianna corse attraverso i corridoi
curvi con l'andatura che aveva imparato fin dai primi passi data la
gravità 0,6 volte rispetto a quella della Terra, pianeta natio che
non aveva mai visto, ed ottenuta tramite la rotazione dell'intera
struttura circolare sul proprio asse, quando giunse in plancia notò
gli occhi sgranati del navigatore e gli sguardi attoniti di quasi
tutti i presenti, “ci sta intercettando” disse con un filo di
voce Jacob.
Gianna
esaminò il tracciato radar e vide ciò che gli aveva anticipato il
navigatore, qualcosa con una massa almeno doppia rispetto a quella
della Voyager aveva disegnato una traiettoria curva e sembrava che il proprio scopo fosse intercettarli, eppure non la
sentiva come una minaccia, Gianna era profondamente empatica, la sua
nave non aveva armi, non era stata pensata per poter offendere e
neppure per difendersi da un aggressore.
“Stiamo
a vedere che intenzioni hanno” disse ai presenti in plancia
aggiungendo “quelli” facendo un cenno nella direzione da cui
stavano arrivando, dopo 10 anni di totale assenza di comunicazionI
con la Terra l'idea di avere a che fare con qualcuno non spaventava
di certo Gianna, comandante della nave generazionale, nei cinquanta
anni dal lancio la "popolazione" era rimasta stabile, anzi attualmente
l'Enterprise aveva a bordo novantasette persone di cui sette erano
bimbi con meno di 12 anni, si sorprese a pensare ai video della serie
TV degli anni novanta “Enterprise” ed agli approcci con le prime
civiltà aliene del comandante Jonathan Archer, “Jacob abbiamo
ancora le frequenze per la base?”, ricevette un cenno di assenso
“bene, dirigi l'antenna su chi sta arrivando, anche se malfunzionante per brevi distanze potrebbe farcela e dimmi
quando hai il canale aperto” dopo cinque secondi ebbe un altro
cenno di assenso, Gianna pensò alle parole giuste, ma alla fine usò
le stesse del comandante Archer “a nave in avvicinamento,
qui è la nave generazionale VOYAGER per cortesia dichiarate le
vostre intenzioni”
Seguì
uno scroscio di disturbi radio, Gianna pensò con invidia ad Archer
che aveva accanto a se Hoshi Sato,una linguista capace e sensibile
lei invece non aveva neppure un aiuto vulcaniano a fornirgli qualche
dritta, stava per ripetere il proprio annuncio quando nel fruscio
generale udì chiaramente qualcosa “Nave VOYAGER grazie a dio vi
abbiamo trovato!, sono due anni che vaghiamo alla cieca per
raggiungervi, sono il comandante Petrov della nave spaziale Buran, vi
chiedo il permesso per attraccare al portello, mi sincronizzerò con
la vostra rotazione.
Tutti
in plancia si guardarono increduli, ma il comandante Lampredi prese
subito in mano la situazione “Ok per l'attracco Buran, comandante
usi molta cautela nell'attracco, dopotutto questa nave ha cinquaant'anni”, l'attracco avvenne senza intoppi ed il momento in
cui venne aperto il portellone interno della Voyager più di venti
componenti dell'equipaggio si erano accalcati nello stretto corridoio
di accesso all'area di attracco, dopo decenni di navigazione
l'asettico ordine militare aveva lasciato spazio ad un atteggiamento
molto familiare, a Gianna bastò fare un cenno ed i presenti si
disposero ai bordi del corridoio per lasciare spazio agli ospiti, il
comandante Petrov entrò per primo seguito da due ufficiali, stretta
di mano, applauso di benvenuto e subito dopo Gianna portò la
delegazione nella sala riunioni.
Seduti
accanto al tavolo ovale, comandante e vice della Voyager offrirono
del caffè ed alcuni dolci ricavati dalla coltivazione idroponica di
tuberi e cereali, senza molti preamboli Gianna Lampredi iniziò con
le domande “quando siete salpati dalla Terra?” “Tre anni fa”
rispose Petrov “quindi disponete di un propulsore iperluce?” “Si,
viaggiamo al doppio della velocità della luce, ma entro cinque anni
quintuplicheremo questa velocità, sono allo studio tre generazioni
di propulsori iperluce” <Gianna era affascinata “come funziona
un propulsore iperluce?” Petrov sorrise “utilizziamo
l'antimateria per curvare lo spazio, dieci anni fa è stato trovato
un modo per produrla in quantità sufficiente da poter essere
impiegata per l'esplorazione spaziale, in questo momento sta partendo
dalla terra una spedizione per il sistema Centauri, noi siamo salpati
tre anni fa e da oltre due vi stavamo cercando, è da oltre dieci
anni che sulla Terra non hanno vostre notizie”, Gianna spiegò che
l'antenna principale per le trasmissioni radio aveva subito un guasto improvviso e che ogni tentativo di riparazione era stato vano,
invitò Petrov a visitare la Voyager.
I
corridoi curvi, gli spazi abitativi, l'ospedale con la sala travaglio
e la sala parto, la classe ed i laboratori per i ragazzi
affascinarono gli ufficiali del Buran, poi fu la volta di una
delegazione della Voyager che visitò la Buran, l'astronave era
totalmente diversa dalla Voyager, una sala motori enorme con i due
reattori ad antimateria lunghi oltre venti metri, la plancia di almeno cento metri quadri,
il sistema di visione collegato ai sensori esterni, a Gianna
ricordava molto la plancia della prima Enterprise e quando lo
confessò a Petrov quest'ultimo ammise che dopo vari studi quel
modello si era rivelato efficiente e razionale da qui la somiglianza.
Tuttavia
Gianna aveva una sottile preoccupazione “ed ora come procederemo?”
disse senza preamboli al comandante della Buran, “ecco, avrei un
idea, in due mesi potremo sbarcare su Terra Nuova, ma vorremmo
lasciare a voi l'onore di essere i primi a sbarcarvi, potremmo
imbarcare la metà di voi sul Buran e sbarcare, poi tornare qui sulla
Voyager e trainarla sub luce, ma a velocità dieci volte superiore
alla vostra attuale con lo scopo di portarla in orbita e renderla una base per
le prossime missioni su Terra Nuova”, Gianna ricevette tutte queste
informazioni , ma le elaborò al volo, “si” rispose ”mi pare un
eccellente piano”.
Epilogo
La
Buran era in orbita intorno a Terra Nuova, la navetta di
sbarco stava per essere preparata quando Gianna guardando il pianeta
si rese conto di quanto fosse bello, per questo avevano dato la propria vita
oltre trenta persone che non avevano potuto vederlo, entrando nella
navetta si sentì
una privilegiata, ma dopotutto sapeva di esserselo meritato.

mercoledì 14 settembre 2016
AD UN AMICO
Ho un caro amico che fa da maestro un lavoro affascinante, il liutaio, per le sue mani sono passate tutte le mie chitarre ed il basso fretless di mia figlia, possiede una conoscenza dei legni e delle loro proprietà che ha quasi del mistico ed un amore sterminato per strumenti che io amo.
I suoi violini sono fra le mani di prestigiosi maestri delle più famose filarmoniche d'Europa.
Ha avuto traversie di salute che avrebbero fatto arrendere chiunque, non lui, si è rialzato combattendo, ma da oltre due mesi non riesco più a sentirlo; non risponde alle mie telefonate, legge solo senza rispondere ai miei messaggi su Whatzapp.
Spero che stia bene, mi manca parlare con lui delle cose che adoriamo, di chitarre, amplificatori, musicisti...
Uscire a cena con lui era splendido, se poi si aggregva anche il maestro Massimiliano (un famoso organistica, raffinato interprete di J.S.Bach) allora si raggiungeva l'apice.
Mi manca la sua comunicazione, mi manca andare insieme a sentire le prove del maestro presso un piccolo santuario vicino casa dove è stato posizionato uno splendido organo di sua proprietà, oppure a suonare nella mia taverna.
Questo post è dedicato a te amico mio.
Qualsiasi sia il motivo per cui non ci si sente sappi che la nostra amicizia è superiore anche ai silenzi
Con affetto
Arturo
I suoi violini sono fra le mani di prestigiosi maestri delle più famose filarmoniche d'Europa.
Ha avuto traversie di salute che avrebbero fatto arrendere chiunque, non lui, si è rialzato combattendo, ma da oltre due mesi non riesco più a sentirlo; non risponde alle mie telefonate, legge solo senza rispondere ai miei messaggi su Whatzapp.
Spero che stia bene, mi manca parlare con lui delle cose che adoriamo, di chitarre, amplificatori, musicisti...
Uscire a cena con lui era splendido, se poi si aggregva anche il maestro Massimiliano (un famoso organistica, raffinato interprete di J.S.Bach) allora si raggiungeva l'apice.
Mi manca la sua comunicazione, mi manca andare insieme a sentire le prove del maestro presso un piccolo santuario vicino casa dove è stato posizionato uno splendido organo di sua proprietà, oppure a suonare nella mia taverna.
Questo post è dedicato a te amico mio.
Qualsiasi sia il motivo per cui non ci si sente sappi che la nostra amicizia è superiore anche ai silenzi
Con affetto
Arturo
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