La
mia passione per la pesca iniziò prestissimo, a sette anni avevo già la
mia prima canna fissa in bambù, quando partivo con tutta la
famiglia per le bellissime giornate sulla spiaggia di Moniga del
Garda, mi piazzavo con 40 Lire di cagnotti (ora tutti li chiamano bigattini)
e con un amo numero 20 mal legato ad un filo in nylon dello 0,14 ed
insidiavo le Aole (Alborelle) che poi il nonno Beppe gustava
in frittura la sera stessa.
Un altro
tipo di pesca che praticavo era la caccia alle Bose con un archetto
fatto con le aste di acciaio di vecchi ombrelli rotti ed una freccia
ricavata dalla bacchetta più lunga, il filo di nylon intrecciato
sostituiva la corda; la punta la forgiavo sul fornello della cucina dei
nonni e la ribattevo su una mazzetta da muratore del nonno con un
martello più piccolo.
Anche le bose finivano in frittura la sera stessa dopo la cattura.
A otto
anni arrivò la licenza di pesca e con essa la canna da pesca "da lancio"
con il primo mulinello, le mie vittime preferite erano i Persico sole,
usavo come galleggiante la cosiddetta "penna" realizzata con aculei di
istrice, mi ostinavo ad usare fili di poco prezzo e troppo grossi per
poter insidiare i grossi cavedani che vedevo sfrecciare accanto alla mia
esca ogni qualvolta lanciavo una piccola manciata di cagnotti nei
pressi del mio galleggiante.
A 10 anni
per la prima volta, i miei genitori mi portarono al mare in Liguria, qui
la tipologia di pesca era diversissima, i pesci non abbocavano ai
cagnotti, e seguendo i consigli del proprietario della villa che ci
aveva affitato una stanza, un angolo della sala in cui mangiare e l'uso
della cucina, imparai ad impastare la mollica di pane con formaggio
pecorino grattuggiato ed acqua per creare un impasto elastico che
mettevo sull'amo realizzando una sorta di piccola pera.
Le mie
prime vittime furono piccole Sarpe, pesci che affollavano in branco gli
anfratti degli scogli, scoprii che dopo una giornata di mare mosso
ottenevo abboccate di pesci che non riuscivo a tirare fuori dall'acqua e
che spesso mi facevano perdere l'intera montatura.
Ad
11 anni ebbi in dono la mia prima canna da pesca bolognese , 4 metri e
venti centimetri, con un mulinello in resina, imparai a montare gli ami
con il nodo alla marinara ed in Liguria iniziai a vedere quali fossero i
pesci che non riuscivo a catturare, dopo vari tentativi scoprii che subito dopo la ferrata opponevano una fortissima resistenza e tentavano di
rintanarsi fra gli scogli, rompendo il filo, ma con il mulinello, se li
si lasciava portare via un bel po' di filo, finivano per alontanarsi
verso il largo per poi farsi recuperare senza ulteriori grossi
combattimenti una volta stancati.
Il mio avversario erano i Saraghi, lunghi dai 15 ai 20 centimetri, ma estremamente combattivi.
A tredici
anni dopo due giorni di mare mosso con onde di oltre due metri trovai il
mare calmo, ma pieno di terra e sabbia portato dai fiumi e smossi dal
moto ondoso, in due ore riuscii a catturare nove saraghi ed
incredibilmente una Spigola che probabilmetne stava rincorrendo dei
piccoli cefali e trovandosi davanti la mia esca l'aveva aggredita.
Sempre lo stesso anno cattruai un sarago di circa un kg, un pesce che mi portò via una trentina di metri di filo nella sua fuga verso il largo e che si rivelò squisito...
Dai sedici
anni in poi mi interessai alla pesca subacquea, pinne da sub, maschera
appropiata, fucile a molla, via via imparai a cattuare polipi, seppie,
rombi e sogliole che mamma Rosa imparò presto a cucinare degnamente.
Grazie ad
un amico di famiglia feci varie uscite in barca, si pescava a bolentino
su fondali dai 40 ai 120 metri, Il mare ci regalò Serrani, Pagelli,
Occhiate, adoravo aprtire la mattina e tornare a metà pomeriggio con il
pesce per la cena.....
Oggi le
condizioni per pescare sono radicalmetne mutate, il lago di Garda è
ancora pescoso, ma da riva è difficile cattruare prede di bella taglia (tranne in un paio di zone nel medio Garda dove è possibile
catturare trote lacustri e Lucci di buon peso) , attualmente pratico la
cattura con rilascio del pescato, utilizzo ami senza ardiglione, lo
ritengo un modo per non depauperare la fauna lacustre.
Un anno fa
in Liguria ho pescato alla foce del fiume Merula e grazie al filo in
fluorcarbon da 0,10mm, con l'indice di rifrazione identico a quello dell'acqua, ad
ami del 18 micidiali (Gamakatsu) ed a pasturatori da fondo (feeder) ho
cattruato una marea di Leccie di piccole dimensioni che ovviamente ho
liberato subito dopo la cattura, un vecchio pescatore mi ha ringraziato
del fatto che liberassi tanto pesce, gli ho spiegato che catturare un
pescetto da 15 centimetri che sarebbe diventato una bella preda da oltre
due chili era da dementi....
Lui
in un moto di gratitudine mi ha rivelato come catturare grosse spigole
approfittando di particolari condizioni del mare.....Spero di poter
utilizzare tale consiglio.....
Il
mar Ligure è stato devastato dalla pesca alla foce dei fiumi e davanti alle bocche di porto (pesca proibita,
ma praticata). dalle reti a strascico
che hanno arato il fondale praticando un prelievo spropositato di tutte
le specie che vivono sul fondo.
Servirebbe un fermo biologico di tre anni, aumentare le misure minime del pescato e vigilare sui soliti furbi.
Le famiglie che vivono di pesca andrebbero aiutate e finanziate, il fermo aiuterebbe a riportare le catture a livelli dignitosi.
Quando al
ristorante vi propongono le seppiette con i piselli ricordatevi che ogni
piccola seppia che gustate poteva diventare un animale da oltre un kg,
che la seppietta non ha potuto riprodursi e che probabilmetne è stata
pescata arando il fondo....Per cortesia NON ORDINATELE, non compratele
al supermercato, se calasse la domanda eviterebbero di pescarle....

Alborella

Persico Sole
Sarpa (o Salpa)
Saraghi

Spigola (nel nord Italia la sichiama Branzino) catturare pesci al di sotto di questa taglia è da folli, visto che tale incredibile predatore può tranquillamente superare i 5-6kg di peso ed una fattrice di tale mole potrebbe liberare non meno di 10.000 uova....
Orata, un pesce di cui bisognerebbe aumentare decisamente la taglia minima pescabile...
Pagelli...
Sciarrani (in tutta la Liguria Serrani)
Una seppia di buona taglia, come è possibile mangiare una seppia venti volte più piccola?