Oggi
è il due Giugno, si festeggia la nascita della repubblica Italiana
in un momento di grande tensione a livello internazionale,
francamente cinque anni fa non avrei mai pensato ad un azione di
forza da parte degli USA contro il Venezuela, l'invasione di gaza e
del Libano da parte di Israele e l'attacco d parte di entrambi
all'Iran li avrei messi nel cassetto contrassegnato con il post it
“FANTAPOLITICA”.
La
guerra Russia Ucraina è alimentata dagli interessi dei burocrati
(manovrati come marionette dai plutocrati) Europei ed il fatto che
noi sovvenzioniamo una parte (Ucraina) inguaiando le nostre aziande
con costi DELL'ENERGIA PAZZESCHI, è pura follia enon ha senso acquistare al TRIPLO
il metano perchè dobbiamo rifornirci dagli USA....
Sono
estremamente deluso da questo governo.
Sembra
che l'incompetenza e la mancanza di iniziativa regni sovrana.
E'
chiaro che questo controsenso chiamato “Europa” sia destinato a
crollare su se stesso a causa delle scelte dissennate di un gruppo di
marionette ben azionate da soggetti noti.
Spero
che accada rpesto, ma che prima Russia ed Ucraina cessino le
ostilità, che Israele fermi lo sterminio a Gaza e nel Sud del
Libano, che la Cina non invada Taiwan, gli USA lascino in pace Cuba
e che Israele ed USA mollino l'idea folle di occupare militarmente
l'Iran.
E'
un bene per i governanti di queste nazioni che io non sia un dio....
Ci
sono luoghi che mi sono familiari, pur non avendoli mai visitati mi
ritrovo ad accarezzare pietre, angoli di case, fontane, portoni sentendo che li ho conosciuti, che hanno già fatto parte della mia
vita.
Ma
ciò che mi è capitato in un borgo dell'entroterra ligure è stato
molto più di questo, avevo ventidue anni e piantato dalla mia
ragazza presi la mia autovettura ed alle quattro e trenta inboccata
la statale per Cremona mi diressi verso sud ovest, senza consultare
cartine stradali o altro, solo seguendo la mia voglia di andarmene e
di cambiare aria.
Via
via passavano comuni a me noti, Piacenza, Tortona e poi giù verso
Genova, tutto per strade statali e provinciali, seguendo i cartelli
blu delle indicazioni stradali, sorridendo a gente che non avrei mai
più rivisto e scambiando due parole con chi mi aveva fatto il pieno
di benzina, senza fretta senza meta, facendo colazione in un baretto
della zona di San Fruttuoso (a Genova) “pucciando” la focaccia
salata nel cappuccino (fatelo, vi darà dipendenza).
Normalmente
avrei proseguito verso il ponente, ma quel giorno presi una strada
comunale e mi diressi nell'entroterra, la strada si inerpicava
seguendo il percorso di un torrente e dopo molte curve arrivai ad un
borgo come ve ne sono tanti, parcheggiai l'auto e attraversando un
ponte di pietra entrai nel centro.
La
chiesa al centro della piazzetta era simile alle tante chiese delle
migliaia di brghi della nostra penisola, ma questa mi fece un effetto
strano, sapevo che all'interno c'era un ex voto che conoscevo,
entrando lo trovai dove sapevo di averlo lasciato, il piccolo
brigantino a due alberi era appeso al soffitto a testimonianza di un
brutto fortunale che mi aveva risparmiato la vita, da lì la
costruzione della piccola imbarcazione a ricordo delle preghiere
ascoltate dal Cristo.
Avevo
già avuto esperienze di ricordi provenienti da altri posti, da altre
vite, ma mai così vividi, uscendo dalla chiesa mi tornarono alla
mente le urla dei bimbi che giocavano, il garrito delle rondini che
verso sera sfrecciavano fra le vie, non molto distante sapevo
esserci la casa in cui avevo vissuto, tirato su i miei figli con mia
moglie ed in cui ero morto, ero pervaso da sentimenti contrastanti,
la logica spazzata via da ciò che sentivo.
Mi
appoggiai accanto al portone di quella che era stata casa mia e
sentii le lacrime scendere da sole, come pioggia trattenuta troppo a
lungo dalle nubi.
Dirigendomi
verso la mia vetturetta notai che un osteria stava preparando i
quattro tavoli per il pranzo, ricordo ancora che le trenette al pesto
e la cima alla genovese erano buonissime.
Mi
fermai nel mio borgo fino a sera, ed a pochi chilometri da lì
scendendo verso il mare trovai una pensioncina dove mi fermai a
dormire.
La
mattina mi svegliai prestissimo, tornai a fare colazione nel baretto
in cui ero stato la mattina prima e poi mi diressi verso levante,
arrivai a La Spezia, volli vedere Cadimare dove mio padre aveva fatto
dei corsi di specializzazione poi imboccai la statale della Cisa e tornai a casa da Parma, semrpe con molta calma e sempre e solo per
strade statali e provinciali.
Dopo
un paio di giorni mi resi effettivamente conto di quanto questo
viaggio mi avesse cambiato ed a tutt'oggi sono felice della scelta che
mi ha portato nel mio borgo.
Auguro
a voi tutti di ritrovare i vostri luoghi in cui siete stati
felici....
Con un serbatorio pieno
avrei potuto andare a Reggio Calabria, avrei potuto andare e tornare
da Roma, visitare Lecce, il bellissimo salotto del barocco.
Decidere ed andare, una
cosa bellissima.
Oggi non ho più il
privilegio di decidere ed andare come voglio, le responsabilità, le
limitazioni, gli accordi, il lavoro, ma oggi ne avrei una gran
voglia.
Mi piacerebbe andare a
Nervi in quell'Hotel con la terrazza sugli scogli da cui potevi fare
il bagno, non m'importerebbe nulla dell'acqua fredda, mi porterei la
muta che giace da troppo tempo nell'armadio...
Un caro saluto a tutti voi
ed un suggerimento, se avete l'auto con il pieno...ANDATE A VEDERE
POSTI CHE VI PIACCIONO!
Perso,
di notte, solo, senza punti di riferimento, senza un navigatore, la radio
non funzionava, l'orizzonte artificiale come la bussola giravano in
tondo come ubriachi, unico riferimento il tappeto di nubi in basso
orientativamente cinquemila piedi sotto di me, l'altimetro indicava
tremila piedi, ma chiaramente era un dato falso.
Ero
decollato un ora prima e tutto funzionaca a dovere, ma
nell'attraversare il ceiling tutti gli strumenti di posizione ed
assetto erano andati al diavolo, indicatori del carburante, livello
giri dei due motori, pressione e temperatura olio funzionavano
correttamente, ma io ero perso nella notte con questo vecchio bimotore
a pistoni, circa quattro ore di autonomia ed un alba troppo
lontana per potermi orientare.
Dovevo
capire in che direzione stessi andando, trimmai il velivolo in
maniera che stesse stabile e scrutando il cielo cercai il gran carro,
non trovandolo provai dagli oblò dei passeggeri ed eccolo lì, corsi
nuovamnete ai comandi e virai lentamente a sinistra di circa 110
gradi, eccolo, e poco distante la stella polare, feci un rapido
calcolo, dovevo procedere verso EST in maniera di anticipare il
sorgere del sole e capire dove poter mettere le ruote a terra,
virai di novanta gradi e destra, posi la manetta di entrambi i motori
al 79 percento della potenza ed a circa centoquaranta nodi proseguii
verso una meta sconosciuta con la massima efficienza consentita dai
due vecchi Pratt & Whitney radiali.
Ero
decollato alle ventitrè e volando a questa velocità avrei potuto
restare in aria per crca cinque ore e le seicento miglia che
avrei eprcorso mi avrebbero aiutato ad intravedere l'alba scendendo
poi sotto il tappeto uniforme di nuvi che copriva terra e monti.
In
oltre mille ore di volo non avevo mai visto una simile distesa di
nubi, tanto compatta da sembrare disegnata dalla matita di Bill
Watterson.
Di tanto
in tanto provavo a smanettare i canali radio, bussola, orizzonte
artificiale ed altimetro sembravano sempre ubriachi ed in ogni caso
erano inattendibili.
Dopo
quattro ore di volo un flebile chiarore era distinguibile giusto
davanti a me, dopo dieci minuti la luce era ben visibile e con
estrema cautela decisi di scendere sotto il ceiling, lo strato di
nubi era denso e spesso non meno di duemila piedi, trattenni il fiato
sperando di non scontrarmi contro qualche montagna, ma con enorme
sorpresa sbucai sopra il mare, acqua a perdita d'occhio, come avevo
potuto finire così ad EST da finire sull'oceano Atlantico?
Ormai
mi restava meno di un ora di autonomia, davanti a me, molto distante
un isola, calcolai di poterla raggiungere, dopo trenta minuti di volo
con il fiato sospeso riconobbi dalla forma l'isola di Grand Bahama, a
circa tun miglio di distanza ed a trecento piedi di quota dalla pista
dell'aeroporto in costruzione il motore numero 1 si spense, posai le
ruote e si spense anche il numero due....
Rimasi
immobile stringendo il volantino per dieci minuti, un operaio si
presentò di lato al mio finestrino e mi urlò di levarmi dalle
palle, gli chiesi ridendo dove potessi trovarte un buon specialista e dove poter fare rifornimento......
Ti
ho riconosciuto subito, eri sceso dalle scale del condominio
passandomi accanto fingendo indifferenza, ma io ti ho sorriso, ti
avevo pizzicato al volo......
La
questione è che tu sei diverso da tutti quelli che ho conosciuto,
grande, aperto, con un sorriso che squarcia le nubi e poi i tuoi
occhi sono unici.
Mi
hai sempre detto che sono pieno di difetti, ma che non faccio nulla
per nasconderli, verissimo, mi hai detto che non cambio idea
facilmente, vero pure questo, a volte mi hai quasi offeso, ma di
certo mi hai dato la scossa che serviva in tante occasioni.
A
volte restando in tua compagnia mi venivano in mente frammenti di
altre vite in cui ci eravamo conosciuti.
Mi
hai accolto nella tua famiglia come si fa con chi si ama e di questo
te ne sono profondamente grato.
Hai
aiutato i miei figli come fossero i tuoi e questo è stato per me un
regalo immenso, e l'aiuto che continui a darmi è prezioso anche se
sai che a sbagliare sono un vero campione.
Quello
che più mi ha ferito è stato il vederti tradito da chi si dichiarava tuo amico, e qui condivido il tuo pensiero, porgere l'altra guancia si, ma di guance se ne hanno solo due......
Quando
te ne sei andato mi sono sentito solo, e questo sai benissimo cosa
significa, in queste ultime settimane ti sento molto impegnato, la
solita banda di farabutti sta tentando di ridurre la popolazione
mondiale con una guerra termonucleare ed ispirare la gente per
bene e disposta a fare qualcosa ti occupa a tempo pieno, ma in certe
occasioni, quando ti passo la tazza fumante di buon caffè, nella
mnia taverna, ti sento vicino e sento il fragore delle onde, il
profumo delle brughiere e della neve e so che la nostra amicizia
durerà per sempre.
Di questo poeta dialettale ho trovato poche tracce sul web, la poesia non mi ha mai attrato, non mi sono mai piaciute molto quelle che ho scritto, ma talvolta qualcuno scrive ciò che penso, con parole incisive, senza fronzoli, senza orpelli, punteggiatura, nulla, solo concetti.
Chiunque sia Claudio Ascolti ha capito molto della vita e penso che ritroverete molti vostri pensieri in queste poche righe in dialetto bresciano,
Vi riporto anche un eccellente recitazione di Roberto Capo
Un abbraccio a tutti gli amici che vorrei sentire più spesso.
Claudio Ascolti, Treno
Go piè poro de le sciafe
se le orece
del vent che sifolo
le parole vilinuse de la
sènt
go piè poro de l'ario che
pìo
se la poèl se le mà
come sento pontalì che
nciodo el tèmp chèl vel scapà.
Go poro che l'amùr el
pase endare
che la luno la ridès dei
mè spàsem
e che l'uò la pases senso
i tastà gnà un grà
go poro dei orare de chèl
treno che paso en de la not
chel fischio el so segnàl
e chel fa na curva largo primo de scaalcà l' Chès
vede ai finistrì tecc
chei che go ulìt bè
e che gò mai parlàt asè.
Non ho più paura
degli schiaffi sulle orecchie
del vento che sibila
delle parole
velenose della gente
non ho più paura
dell'aria che morde la pelle delle mani
come cento puntali
che inchiodano il tempo che vuole scappare
ho paura che l'amore
passi invano
che la luna rida dei
miei spasimi
che l'uva passi
senza averne assaggiato neppure un chicco.
Ho paura degli orari
di quel treno che passa nella notte
che fischia il suo
segnale e che fa una curva larga prima dis cavalcare il Chiese
vedo ai finestrini
tutte le persone a cui ho voluto bene
Mi
riferisco al ramo della famiglia materna, ma madre aveva tre
fratelli, mia nonna era rimasta incinta una quinta volta, ma
purtroppo quella che avrebbe potuto essere la sorella di mia madre
non ce la fece.
Nonno
Giuseppe non alzava mai la voce, ma bastava un suo sguardo per far
capire a tutti le proprie intenzioni, pur essendo affetto da una
scoliosi deformante lavorò per una vita come capomastro in cantieri
importanti, era stato il responsabile di tutto il ferro utilizzato per la costruzione del K2, il primo “grattacielo” di Brescia
anche a sett'antanni era impossibile batterlo a braccio di ferro.
Nonna
era nata negli USA, a Cornwall, in Pennsylvania e la storia
dell' emigrazione dei miei bisnonni Antonio e Rosiena l'abbiamo
scoperta un paio di anni fa gazie alla visita di mio nipote ad Ellis
Island, a dire il vero le cose che abbiamo scoperto meriterebbero una
decina di pagine, ma la cosa più triste è che mia nonna Ester perse
una sorella a pochi giorni dalla nascita.
Spesso,
in estate, ci si trovava con due degli zii (il primogenito lo si
vedeva poco) a cena, mia madre ci portava dai nonni perchè la loro casa era decisamente più fresca rispetto alla nostra, Giovanni ed Alessandro non potevano
essere più diversi di così, uno interista, l'altro Juventino, uno
Alpino, l'altro esentato dal servizio militare, l'uno discretamente
intonato, l'altro vincitore di un concorso “voci nuove” e dotato
di un orecchio incredibile, dote che condivideva con mia madre.
Quando
tornava dall'inghilterra, anche il mio padrino (nipote dei miei nonni) si aggregava unitamente alla bellissima moglie irlandese ed ai figli, prima due,
poi via via fino al quarto. Matteo.
Spesso
d'estate si cenava con un anguria e l'atmosfera era spesso allegra,
si parlava a voce alta, si rideva ed ogni anno si cementava il tutto
con la vendemmia del piccolo podere (per noi “il campo”) con la
pigiatura e successivamente la torchiature delle raspe.
Ho
voluto che anche mio figlio imparasse a vendemmiare presso un amico
che possiede una bellissima cantina e ben tredici ettari coltivati
a vite sulla collina di fronte a dove abito ora.
Nessuno degli zii della mia famglia, da entrambi i rami, è ancora in vita, ma devo
dire che l'ambiente di una famiglia numerosa è certamente più
conviviale rispetto alla mia, con due figli; francamente avrei voluto
un nucleo famigliare più numeroso, ma queste cose si fanno in due e la mia
controparte non aveva alcuna intenzione di sottoporsi ad un ulteriore
gravidanza a quarant'anni.
Rispetto
agli anni sessanta la “società” è profondamente cambiata, sia
come struttura che nelle priorità personali, mia figlia è stata la
prima laureata con master della mia famiglia e mio figlio diventerà
il secondo, un impegno economico che i miei genitori non potevano permettersi.
Tuttavia
ritengo che ci sia un rovescio della medaglia, e se si potesse
travasare qualche valore delle famiglie degli anni sessanta nelle
nostre attuali sono certo che vivremmo un po' più serenamente...
L' Europa delle poltrone, dei burocrati e delle commissioni ha incarnato la propria follia nei tratti spigolosi della Signora Von der Leyen che da novella Crudelia De Mon sta premendo per un piano di
riarmo europeo da 800 Miliardi di Euro...
Non penso che questo piano andrà MAI in porto, visto che dovrebbe essere ratificato dai singoli parlamenti, Italia e Germania lo bocceerebbero il che si tradurrebbe in una clamorosa empasse.
La signora pare non voglia perdere l'occasione di partecipare ad una guerra che pare (ERA ORA!) stia rgiungendo all'epilogo più logico intorno ad un serio tavolo di trattative.
Ricordiamoci anche che la pace stava per essere firmata molti mesi fa se l'allora rpemier britannico non avesse spergiurato sull'invio di ogni tipo di aiuto militare al premier ucraino...
Ancora una volta chiediamoci se i padri fondatori di questa Europa non si stiano ribaltando nella tomba, ma soprattutto "smettimola" di delegare a soggetti cresciuti in ambienti fortemente illiberali la presidenza di commissioni fondamentali per tentare di far funzionare questo accrocchio chiamato Europa ed in breve la nostra vita comune....
PS Io sono ottimista per natura, ma il dubbio che alla fine si spendano una valanga di quattrini per la difesa l'ho avuto questa mattina, quando ho sentito i pareri di voto in parlamento, mezzo PD appoggia il finanziamento, la Lega no, i 5Stelle contrari..... Che si stia formando una corrente trasversale ben "motivata"?
Un caro saluto ai quattro gatti che seguono il mio blog, un abbraccio ai soliti amici con cui sono cresciuto, con l'augurio di un nuovo anno profondmente diverso da questo 2024 che ha disatteso molte aspettative.
A
due anni di età i miei genitori mi portavano spesso da una coppia di
amici che abitavano a cinquanta metri da casa nostra, mia madre mi
raccomandava più e più volte di non toccare assolutamente nulla, il
motivo è che questo appartamento era una bomboniera, piena di
soprammobili, cristalleria e vetrinette.
Una
parte che adoravo di questo piccolo appartamento era la terrazza che
dava sulla stessa valletta che era sul retro di casa mia, qui vi era
un tavolinetto con quattro sedie in ferro, qui veniva offerto il
caffè in tazzine dorate stile pompeiano, mi piacevano le miniature
riportate su queste tazzine.
La
luna si manifestò una sera salendo dalla cima della collina,
bianchissima, illuminava tutta la valletta e ne restai affascinato,
la guardai a lungo e da quella sera iniziò un rapporto particolare
con il nostro satellite.
LA
SECONDA LUNA
Si
manifestò tre anni dopo, dopo un viaggio lunghissimo sotto la
pioggia a Napoli, in cima ad uno scalone, con ampi gradini neri fatti
con piuetra lavica, che consentiva l'accesso al loggiato da cui si
accedeva all'appartamento di zia Clara.
La
luna era bianchissima e luminosissima, come il sorriso della zia,
illuminava lo splendido aranceto ed il Vesuvio, una splendida
cartolina.
LA
TERZA LUNA
Non
era il nostro satellite. Nel 1966 stavamo viaggiando verso casa
sull'autostrada A1 provenienti da Napoli con la nostra fiat 500 F
nuova, sbirciando dal piccolo lunotto posteriore vidi qualcosa di
enorme, sferico, arancione, grande come il sole, fiammeggiante, il
sole appariva smorto al suo confronto, urlai a mio padre di guardare
dietro subito, vidi che lo stava già osservandod allo specchietto
retrovisore, mi girari nuovamente per osservarlo ed era sparito.
Anni
dopo seppi che quello fu uno degli avvistament UFO con più
testimoni.
LA
QUARTA LUNA
Sei
anni dopo a dodici anni vidi per la prima volta la luna sorgere dal
mare, ero in Liguria ed era il primo anno in cui affittammo un
appartamento sulla via Aurelia, con il mare a cinquanta metri.
Stetti
a guardare i riflessi argentati disegnare le onde, dopo mezzanotte il
traffico si diradò, la gente tornò a casa e su quella splendida
terrazza stetti fino alle due di mattina a godermi lo sciabordio
delle onde sul bagnasciuga con lo spettacolo del mare illuminato
dalla luna.
LA
QUINTA LUNA
A
tredici anni mi fu regalato un cannocchiale terrestre, lente da 35 mm
di diametro, 9 ingrandimenti, insufficiente per osservare lo spazio
profondo, eccellente per gli ammassi stellari (quante notti ad
osservare le Pleiadi...) ma la sorpresa maggiore fu la prima volta in
cui riuscii a guardare la luna piena in una serata limpida.
Arrampicato
sulla lavatrice, dal finetrino del bagno quella sera ebbi un
palcoscenico perfetto ed il primo sguardo fu stupefacente, la luna
occupava tutto il campo visivo, a sud il grande cratere di Tycho, a
nord est il Mare Serenitatis ed accanto il Mare Tranquillitatis....
Ne
ho a tutt'oggi un ricordo vivissimo.
LA
SESTA LUNA
Due
anni dopo, un Mercoledì sera di Novembre, l'aria era tiepida a causa
del vento in caduta che scaldava l'aria per compressione, ero appena
uscito da un corso tenuto presso il convento delle Canossiane nel mio
comune, da lì a qualche mese avrei rotto con il cattolicesimo ed in
quella notte di plenilunio, mentre tornavo da solo a casa, mi godetti
il tepore dell'aria e la luna che ogni tanto spariva fra velocissime
nubi e rami ondeggianti, prima di suonare il campanello dic asa, mi
soffermai un attimo a cercarla, ma ne vidi solo il riflesso sulla
facciata del campanile.
LA
SETTIMA LUNA
L'ho
vista qualche giorno fa in sogno, piccola, irregolare, la guardavo da
un casco trasparente, sentivo il rimbombo del mio repiro, un
illuminatore posto di lato al mio casco mi ha mostrato un panorama
simile al parco del Timanfaya a Lanzarote, capii che ero su Marte.
La
luna che stavo guardando era Phobos, non aveva il fascino della
nostra luna, meno luminosa, ed al di là delle riflessioni dei miei
colleghi che sentivo grazie al comunicatore non mi pareva proprio un
granchè...
Rivolgendogli
un ultimo sguardo prima di rientrare nel modulo abitativo, notai che
in effetti aveva più di una simmetria, forse i miei colleghi non
avevano del tutto torto.....
Primo
Luglio 1970, dopo un viaggio durato cinque ore eravamo usciti
dall'autostrada dei fiori ad Albenga, percorrere la statale Aurelia
passando attraverso Alassio ci sembrò un caleidoscopio di colori,
costumi, salviette, la gente se ne andava in strada a torso nudo od
in bikini con ciabatte e salvietta, abbronzati, sorridenti, io e mio
fratello ci guardammo, eravamo bianchi come il latte...
Entrammo
nel comune di destinazione e trovammo immediatamente la persona che
ci stava aspettando, ci aveva procurato una stanza in affitto con
l'uso condiviso di cucina ed un angolo della sala da pranzo in una
villa in collina.
Ci
arrivammo in pochi minuti, la villa aveva una vista splendida sul
golfo ed un giardino con due terrazze pieno di fiori, con una
splendida Bouganville, un olivo ed un mare di colori.
Percepivo
molto meno caldo rispetto alla bassa bresciana, c'ra una brezza
dolcisssima ed uno splendido profumo di rosmarino che giungeva da una
pianta coltivata ad alberello, non avevo mai visto qualcosa di
simile.
La
camera era posta a Sud, ma dopo il tramonto l'aria era fresca e si
dormì benissimo, il giorno dopo andammo in spiaggia e prendemmo
confidenza con l'acqua, non sapevo nuotare per cui mi vergognavo non
poco a dieci anni a galleggiare con un salvagente a ciambella, nei
giorni
seguenti presi confidenza con il mare, il sole (mi scottai come sempre) e nel pomeriggio iniziammo ad esplorare la
pineta che allora cresceva rigogliosa sopra la collina. Conobbi i
Gechi, molto più simpatici delle nostre lucertole, mamma si
lamentava dei prezzi spaventosi della Liguria e del fatto che non
rinunciavamo al sonnellino pomeridiano, ma stare in spieggia
ininterrottamente dalle otto alle tredici mi rendeva dipendente dalla pennichella....
Il
mese trascorse troppo rapidamente, ma ci lasciò un ricordo
indelebile,
L'anno
dopo giunsi alla meta meglio preparato, nelle nostre visite al
Lago di Garda avevo imparato a nuotare a rana grazie ad una signora
tedesca che con molta pazienza si dedicò a me ed alla mia atavica
paura dell'acqua , nel 1971 ad Andora, facemmo amicizia con Riccardo,
con lui girammo l'entroterra facendo lunghe passeggiate, scoprendo
chiese medioevali, fontane dello stesso periodo, ed un sentiero che
collegava il comune in cui risiedevamo a Colla Micheri, un
borgo splendido (con una vista spettacolare sul golfo di Alassio)
dove si era ritirato Thor
Heyerdahl di cui avevo seguito le gesta ti tramite le
riviste che giravano per casa.
Io
e mio fratello ci stavamo innamorando di quel posto in Liguria, nei
lungi mesi invernali giungevamo a fare battute del tipo "ogni
uhndici giorni qui avremo un giorno in Liguria".
Trascorremmo
ogni Luglio dal 1970 al 1978 ad Andora, ci ritenevamo dei
privilegiati, anche se spesso tornavamo a casa con i soldi contati
per benzina ed autostrada.
Mai
usciti a cena, qualche gelato e qualche bacio di Andora, ma il lusso
era essere lì.
Negli
anni imparai a fare pesca subacquea, portai a casa polpi, seppie,
splendidi scorfani, e poi con la canna Saraghi, Salpe ed anche un bel
Branzino,
Oggi
solo pochissimi possono permettersi un mese al mare, per ora il sogno
di acquistarmi due stanze ad Andora non si è realizzato, ma non si sa mai....
Ad Ottobre vorrei tornarci per una settimana, a pescare, nuotare ,
mangiare gelati con i brigidini ed il coniglio alla ligure (cotto nel Vermentino con olive e capperi)a Testico...
Non
un lusso od un vizio.... E' una necessità...
Ed
in ogni caso oggi, primo Luglio 2024 mi sento un po' sul sedile
posteriore della 500 di papà in attesa che dopo Ovada dietro una
curva spunti il mare....
PS quando mi sento assediato dalle RDC passo tre minuti da questo punto di vista, vicino allo scoglio (allora dieci volte meno eteso) da cui pescavo....
Talvolta mi chiedo come possa vedere il sole oltre l'orizzonte prima dell'alba e continuare a vederlo dopo il tramonto,
credere nel domani avendo tanti ieri nel mio passato, troppe battaglie perse alle spalle e mille cassetti pieni di sogni che ogni tanto riapro e che manano quell'odore di stantio tipico dei biscotti troppo vecchi ....
Ma in realtà a tutto ciò non vi è alternativa.
I vecchi sogni si aggiornano e diventano attuali, e continuare a vedere il sole prima dell'alba e dopo il tramonto allunga splendidameete le giornate.
Se ricevessi un Euro ogniqualvolta amici e parenti mi pongono questa domanda avrei da parte un bel gruzzoletto con cui sostituire la mia vecchia Canon 5D ormai ridotta ad un cimelio vetusto e pieno di acciacchi...
Devo lavorare ancora e francamente sono arcistufo di questo lavoro, tengo duro, tiro dritto e fra un anno ne riparleremo.
In questi ultimi mesi ho avuto molto da fare con il mio amico Ingeniere e sarei strafelice di poter chiudere questa carriera da tecnico commerciale ed aprirne una nuova di zecca ed estremamente ambiziosa, innovativa e (a mio giudizio) genale....
Ovviamente dedicherei molto più tempo alle mie passioni......
Se pernsate che un amico vi dovrebbe chiamare almeno una volta alla settimana siete senza amici.
Se pensate che un amore sia per sempre siete senza un amore.
Se vivete nella speranza che quanto avete fatto per qualcuno valga un credito nei riguardi dello stesso soggetto siete un illuso.
Se credete che vendere qualcosa ad un prezzo eccellente (per chi compra) rinunciando a gran parte del vostro guadagno fidelizzi un cliente siete ancora una volta un illuso, al massimo avete leggerissimamente migliorato il vostro karma..... Fra 10 vite. Forse....
Se credete che la grande svolta verde in Europa non punti direttamente alle vostre tasche ed ai vostri risparmi siete dei polli, date un occhiata al prezzo del petrolio.....
Se credete che i medici abbiano la verità in tasca siete simili alle vechiette che tutte le mattina vanno a messa sperando nel paradiso.
Se siete generosi per i bambini africani, per i bambini con malattie genetiche e rompete le palle al vicino eprchè ha parcheggiato l'auto troppo vicino alla vostra rendetevi conto che siete una merda.
Dite che sono acido? Cinico? Disilluso? Incazzato? Scoglionato?
Tutto questo e molto altro, ma so ancora sorridere e fare ciao ad un bimbo che mi sorride da un passeggino...
Un caro saluto a tutti ed un sincero augurio per vigilie con cenoni, Natali fra parenti, capodanni fra amici ed uno splendido anno nuovo.
Sono profondamente amareggiato epr l'andazzo della nostra Italia, per come siamo trattati e per la perdita di speranze dei nostri figli.
Viviamo in un sistema democratico dove tutte le pedine sullo scacchiere rispondono a soggetti esterni alla scacchiera, siamo una nazione vassalla, ormai è chiaro.
Buon Natale a tutti...
PS Ma una bella rivoluzione seria, ben articolata, fatta di boicottaggi, di valute locali, di commercio locale non sarebbe ora di metterla in piedi?
Elleboro invernale.... Un fiore che non teme le intemperie è già fiorito dietro casa.......Ancora una volta lo prendo ad esempio....
Ore 05:30, sono riuscito a riposare giusto un paio d'ore, ma di sonno ristoratore neanche a parlarne.
Due ore fa sono sceso nella mia taverna-tana-ufficio e ne ho approfittato per inviare un email ad un cliente, poi mi sono visto un paio di pezzi di "Mediterraneo" di Salvatores e devo dire che la voglia di scappare mi sta montando a spron battuto....
Ho sessantatre anni, e quarantatre anni di contributi ma di pensione non se ne parla, anzi, se potessi aprirei un attività nuova e chiuderei i rapporti con tutta la clientela attuale, ho proprio voglia di cambiare.
Sono sei anni esatti che combattiamo (ho tre soci) per partire con un nuovo progetto, ma farsi finanziare in Italia è impossibile, la rivoluzione verde tanto sbandierata è solo fuffa, noi abbiamo progetti, brevetti, ma nessuo in Italia vuole mettere a disposizione fondi. Stiamo lottando, mettendo a disposizione risorse personali e spendendo un mare di sforzi, ma è chiaro che se avessimo messo in piedi una rete di qualche tipo di malaffare saremmo già in pista....
Una dichiarazione di resa? No, una constatazione, qui se si uole cambiare veramente, e non parlo delle stronzate quali l'idrogeno verde o la speranza di un imminente applicazione della fusione nucleare, vieni bloccano finanziariamente.
Abbiamo qualche anno di differenza, ma siamo cresciuti entrambi in ambiente rurale a quindici chilometri di distanza l'uno dall'altro, abbiamo trascorso i primi dieci anni della nostra vita a tirare con la fionda, pescare bose, costruire capanne con le frasche, sempre ben dotati di tagli e sbucciature ovunque, fra madri autoritarie e nonne manesche.
Abbiamo fatto i medesimi studi nel medesimo istituto tecnico e quando alla fine ci siamo conosciuti le tue ricerche erano molto, molto avanzate, talmente avanti che nessuno ti capisce neppure oggi.
Mi sono innamorato del tuo modo di progettare impianti per la produzione di energia quasi trent'anni fa, sono attuali oggi e sarbbero la risposta definitiva alle orrende speculazione sull'anergia e alle sciocche fughe in avanti di una commissione europea per l'ambiente che obbliga alla conversione elettrica dell'auto senza ragionare in tema di infrastrutture necessarie per poter elettrificare una simile massa di veicoli.
Esattamente come obbligare tutti i bambini africani a nutrirsi bene e bere acqua pulita senza creare le strutture per dar loro l'accesso a tali beni.
Parliamo spesso della follia di soggetti incompetenti, ma voraci, di come il sistema bancario non ci dia la possibilità di dimostrare che un altra via è possibile e di come nostri amici altrettanto visionari abbiano, come te ottenuto dei brevetti per produrre combustioni altamente efficienti e virtualmente prive di particolati, anche per questi NESSUNO offre loro uno sbocco finanziario o produttivo.
Amico mio come andrà a finire è già scritto, ed è un racconto post apocalittico.
La stupiditàù è al potere e benchè il re sia nudo NESSUNO lo dice, la corte dei miracoli continua a glorificare i pizzi ed i merletti immaginari dell'alettrificazione dell'auto e dei trasporti, ma nessuno si preoccupa di come produrre nergia "pulita" per i 400 GigaWattora necessari per non fermare il trasporto pubblico e privato.
Il prezzo dell'energia alle colonnine (se non private dei cavi cosa successa qualche giorno fa A TUTTE LE COLONNINE DI RIFORNIMENTO fra Brescia e Milano sulla A4) ha già reso la trazione elettrica non più economica rispetto ai carburanti tradizionali....
L'economia dell'automotive e della meccanica si schianterà silenziosamente contro il muro dell'incompetenza...
Se n'è andato anche l'ultimo dei miei zii, fratello di mia madre.
Interista fino al midollo, ricordo che volle per casa sua le tapparelle azzure e dipinse di nero le bodature metalliche, la moglie (incinta) brontolò per tale scelta e lui guardandola serio le disse "non dovesse nascere con un occhio azzurro e l'altro nero!". Si mormorava fra noi suoi nipoti, figli dei suoi fratelli, che certamente avrebbe avuto il piacere di diventare milanista sapendo che sarebbe morto da lì a poco, giusto per far morire uno di "loro"....
E' stato presidente della sezione degli Alpini del comune di residenza, fu uno fra i primi ad accorrere, con la sua sezione, in Friuli dopo il sisma del 1976, lavorai per lui come aiuto stradino per 40 giorni (mi fece sgobbare non poco, ma ancora oggi so come si usa un badile, come si fa la malta e come si adoperano punta e mazzetta) per potermi acquistare il mio amato Garelli.
Negli ultimi anni viveva rinchiuso in casa preda di una malattia invalidante, la morte è stata rapida senza lunghe soferenze, il tempo di dare disposizioni per il proprio funerale e poco più.
Non ha voluto essere tumulato nel cimitero del paese, ha preferito far cremare il proprio corpo e facendo questa scelta alla fine del funerale, con picchetto d'onore degli alpini della sezione, ci siamo ritrovati noi nipoti sul sagrato della chiesa e mio fratello ha proposto di berci un caffè presso il suo ufficio a due passi dalla chiesa che fu la casa dove i nonni hanno cresciuto i propri quattro figli e dove io e mio fratello trasvorrevamo le calde estati (vedi il post "La banda del castèl").
Doveva essere una cosa rapida, ma ci siamo fermati per due ore facendo sorridere anche la zia dei mille aneddoti che ci hanno coinvolto, a memoria non ricordo di aver partecipato a d una riunione simile, è stato incredibilmente piacevole.
Ci siamo ripromessi di incontrarci in fretta per una cena, spero che la si possa fare in tempi rapidi, ma di certezze non ve ne sono, il lutto ci ha riunito in memoria dello zio, spero ci si possa far ritrovare in suo nome, di certo lo riterrebbe un regalo...
Nella
mia vita alcuni sogni molto particolari hanno portato a riflessioni
profonde, alcuni hanno ispirato dei post pubblicati su questo blog.
Alcuni
sono stati incredibilmente dettagliati, quasi come vere e proprie
sceneggiature di film, altri vere e proprie premonizioni, altri
ancora più oscuri e complessi, questi non li ho mai descritti e non
ho mai scritto nulla a riguardo, ma questa sera ne rispolvero uno, il
più oscuro, quello che mi ha fatto riflettere molto su ciò che
avrei dovuto affrontare in questa vita.
Avevo
sedici anni, frequentavo la seconda superiore e sentivo una profonda
necessità di cambiare molte cose, il cattolicesimo non lo sopportavo
più, l'ipocrisia di chi lo professava mi nauseava.
Amicizie
vere ne avevo poche ed il rapporto con l'altra metà del cielo era
complesso ed io in generale troppo timido per instaurare un rapporto.
Nel
mese di Marzo sognai di essere all'inizio di una via lunga e stretta
costeggiate da case costruite in pietra con i fienili in assi di
legno nel piano superiore, a chiusura della strada una casa come le
altre, con un ampio porticato, percorsi la strada che puzzava di
urina di gatto ed arrivai nella casa in fondo alla via dove mi
accolse un soggetto che mi prospettò un gioco, dovevo trovare un
piano in una figura complessa come quella che ho disegnato sotto.
Guardandolo
mi fu chiaro che NESSUN PIANO poteva essere individuato in un
intersecarsi di rette apparentemente poste su piani anche diversi fra loro.
La
mia risposta mi diede accesso alla stanza al pian terreno dove molte
eprsone che non avevano superato la prova ED erano state costrette a
prendere “qualcosa dal frigorifero”; i loro sguardi persI e le
pupille dilatate mi fecero capire cosa avesero assunto, andai verso
il frigorifero ed aprendolo mi resi conto subito che quei succhi di
frutta di svariati colori vivacissimi (in aperto contrasto con tutto
il resto del sogno dai colori acquarellati) contenevano sostanze
psicotrope.
Non
presi nulla, mi resi conto che fra i tanti presenti nella stanza vi
era Lucia, la ragazza di un amico, mi riconobbe, ma i suoi grandi
occhi neri non mostravano emozioni come al solito, vedevo in lei un
incolmabile tristezza.
Questa
sensazione divenne talmente opprimente da rendere la mia permanenza
nella stanza insopportabile, mi incamminai nella via stretta al cui
termine vi era una strada trafficata.....
Raccontai
il giorno dopo l'intero sogno a Roby, mio compagno di classe e mi
confessò cdi come la sera prima avesse mollato Lucia.
Interpretò
il mio sogno come la descrizione della mia vita che sarebbe stata
difficile e piena di trappole.
Non
andai in accordo con la sua interpretazione, ho sempre pensato che il
futuro è come costruire un muro. Se ci si mette impegno il muro
verrà bene e ci si potrà costruire una casa, un fienile, ciò che si vuole,
se non lo si fa con cura e e buoni matriali si avrà come risultato un
fallimento.
Non
tutti i muri della mia vita sono stati strutture eccellentI, ma
finchè avrò forza non smetterò di cercare di migliorarli....